S.O.S meduse

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Si fa presto a dire “guardare e non toccare”: siamo ad agosto, e come ogni estate lo spettro (anzi, tanti piccoli spettri) delle meduse minaccia di turbare la tranquillità delle nostre nuotate nel mediterraneo.

Questi indesiderati animali planctonici, non privi di una certa bellezza ed eleganza – non bisogna necessariamente essere dei biologi marini per ammetterlo – infestano le nostre acque in fitti sciami, ma sono stati fino ad oggi considerati, più che altro, una piaga occasionale.

Purtroppo sembra che l’aria (o la corrente piuttosto) stia cambiando: dal V Simposio internazionale sulla proliferazione delle meduse – svoltosi a Barcellona quest’anno – dove si sono riuniti più di 250 ricercatori ed esperti provenienti da 38 paesi diversi, è stato lanciato l’allarme.

Complici gli inverni meno rigidi e piovosi e le estati sempre più torride (con conseguente riscaldamento delle acque marine), l’inquinamento, la pesca intensiva e la costruzione di infrastrutture sui litorali, sembra che l’invasione delle meduse diverrà un fenomeno, più che saltuario, quasi permanente.

E nonostante le possibilità di evitarle siano poche (le previsioni di arrivo si possono fare solo a breve termine, dalle 48 alle 24 ore), grazie all’app Focus Meteo Meduse – primo progetto di “scienza dei cittadini” italiano, realizzato da Focus e Focus.it in collaborazione con l’Università del Salento – è possibile sapere, tramite le condivisioni dei cittadini che le avvistano, se ci saranno meduse in determinate zone.
Grazie alle segnalazioni di tutti, il progetto è quello di realizzare una mappa dettagliata e aggiornata in tempo reale della presenza delle meduse nei nostri mari.
Questi dati saranno utili all’Università del Salento per studiare questi animali, i loro spostamenti e il loro affollare il Mediterraneo in numero sempre maggiore.

Tra le ragioni scatenanti del fenomeno della proliferazione di meduse in aumento, sembra ci sia anche l’allargamento del canale di Suez, che favorisce l’arrivo, nel Mediterraneo, di specie provenienti dal Mar Rosso: soprattutto per quanto riguarda la water ballast, ovvero l’acqua di zavorra che le navi usano per stabilizzare lo scafo: questa raccoglie specie marine (ancora in fase larvale) che poi – se le condizioni ambientali lo permettono – si annidano, crescono e prolificano nelle nostre acque.

Quindi, per non rovinarsi la vacanza a causa di fastidiose punture (o peggio, pericolose reazioni allergiche) tanto vale mettere la maschera in valigia!

Non tutto il male, comunque, viene per nuocere: ai palati curiosi interesserà sapere che dall’Associazione ambientalista Marevivo è arriva la richiesta di non far morire le meduse sulle spiagge, ma di farne una risorsa alimentare, risorsa più che valida per il loro alto tasso di proteine e collagene.
Vari cuochi da tutta Italia hanno raccolto l’invito dell’Associazione, e si stanno cimentando nella preparazione di piatti a base di meduse: a Lipari (Me), ad esempio, Enzo Donato – il delegato di Marevivo delle Isole Eolie – ha organizzato una degustazione.

La medusa in effetti viene già utilizzata nella cucina orientale” spiega Alessando Circiello, presidente della Federazione Italiana Cuochi Regione Lazio e responsabile di Media & Pubblic Affairs di FIC “il sapore potrebbe richiamare quello di specifici molluschi, e quindi potrebbe essere cucinata in tanti modi, bisogna solo cimentarsi e approfondire, fare ricerca.
Una ricerca motivata sia dagli allarmi sulla fame nel mondo lanciato dalla Fao, sia dalla volontà di rendere i nostri mari più sostenibili.
La nostra pesca è sempre molto limitata a livello di tipologia; ampliare i generi significherebbe non rischiare l’estinzione di specie come il tonno rosso e anzi, pulire le acque da animali, come appunto le meduse, sempre più numerose, e pericolose
“.

D’altra parte, anche Gennaro Esposito – chef del ristorante due stelle Michelin Torre del Saracino – ha definito le meduse un “cibo interessantissimo“, e ha portato la sua esperienza culinaria in merito sul palco di Expo Milano 2015in occasione di un incontro col CNR sul cibo del futuro.

Fonti: V Simposio internazionale sulla proliferazione delle meduse, apple.com, focus.it, cnr.it

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