Taste Tourism: paesi sconosciuti diventano ‘stellati’ e attirano turismo

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Mangiare, è incorporare un territorio.
(Jean Brunhes)

Non da tanto si viaggia per appagare il palato, circa dalla prima metà del Novecento. Ne è passata da allora di acqua sotto i ponti. Oggi il cibo è motore che spinge una buona fetta di turismo italiano e straniero. Itinerari gastronomici, dalle grandi città ai più sconosciuti paesi, programmi tv, da MasterChef a Top Chef, da Cucine da Incubo a Indovina che viene a cena. E i nuovi idoli dei ragazzi non sono più calciatori e attori, ma gli chef stellati.

Le ambite e leggendarie stelle Michelin fanno da guida e contribuiscono ogni anno a muovere milioni di euro. Benvenuti nel millennio del Taste Tourism, che immetterà nuova linfa vitale al turismo e farà riscoprire luoghi del belpaese impensati e inimmaginabili fino ad oggi.

Lontani da autostrade, stazioni, collegamenti pubblici, borghi sconosciuti, rintanati tra dolci colline o paesini circondati da contesti industriali e decisamente fuori dalle classiche rotte del turismo, eppur destinati a essere scoperti perché divenuti cornice di ottimi ristoranti guidati da chef stellati.

San Quirino ad esempio, nella provincia di Pordenone. Non proprio sconosciuto, comunque poco battuto dai tracciati del turismo di massa. Borgo appartenuto nel 1219 ai Cavalieri templari e nel 1312 ai Cavalieri di Malta. Fiore all’occhiello è il ristorante La Primula con lo chef Andrea Canton. Una stella Michelin e tanta voglia di rilanciare Pordenone con l’alta cucina basata sui prodotti locali e stile innovativo. “La ristorazione di alta qualità – sottolinea lo chef in un intervista a Il Messaggero Veneto– crea un richiamo, ma da sola non basta per rilanciare una provincia. Quella di Pordenone ha sempre funzionato grazie all’industria, lasciando un po’ da parte la cultura contadina e la produzione di prodotti primari come ad esempio quelli lattiero caseari”.

Questa la sua ricetta nel cuore del paesino friulano, che vanta un grande patrimonio artistico dominato da edifici ecclesiastici: la chiesa di San Quirino e i suoi dipinti di Novelli, l’oratorio di San Rocco con una pala del ‘500 raffigurante la Madonna con bambino e santi, la chiesa dei santi Rocco e Sebastiano. E ovviamente i piatti stellati della Primula, specialità pesce: dagli gnocchi di patate con funghi ovoli e bottarga al toast di gambero rosso fino agli spaghetti di Gragnano con calamaretti sautè e crema di pistacchi.

Frazioni ‘stellate’ sostituiscono città. Così in Lombardia, accanto a Milano, l’alta qualità in cucina si scopre a

Runate – Canneto sull’Oglio nel mantovano. Fino a poco fa sconosciuta, ma oggi le sue tre stelle Michelin le hanno regalato un gradino in più sulla scala del turismo enogastronomico. Il tristellato Dal Pescatore gestito dalla famiglia Santini, cullato dal parco naturale dell’Oglio nel piccolo villaggio di 36 abitanti, è fortemente ancorato alla tradizione e alla stagionalità dei prodotti, pur sperimentando una cucina innovativa, curata da Nadia e Giovanni. Vale sicuramente una tappa, magari intermedia, tra una visita alla splendida Mantova e nei dintorni a Sabbioneta.

Anche la provincia di Vicenza ha il suo borgo ‘stellato’.

Lonigo, con i suoi 16 mila abitanti sarebbe un po’ sconosciuta, se non fosse per le due stelle del ristorante La Peca che, in un ambiente di grande design affacciato sulle colline vicentine, porta in tavola squisiti e innovativi piatti, fedeli al principio di creatività, come gli spaghettoni al succo di cipollotto rosso, triglia in ceviche e caviale, l’Irish Coffee di fegato grasso e mandorle, i ravioli di mezzaluna cotta sotto la cenere, latte di mozzarella, soffici di pomodoro e basilico.

Lo spirito è appagato una volta usciti da questo locale, pronto ad apprezzare il paesaggio vicentino e il fulcro di questa piccola cittadina: la Chiesa vecchia, riedificata nel ‘500, il Duomo, innalzato nell’area dell’antico Castello e la splendida Villa Pisani, detta la Rocca, Villa veneta palladiana, eretta sui resti di un’antica fortezza, da Vincenzo Scamozzi, allievo del Palladio.

Rotolando verso il centro Italia,

nella marittima cittadina di Senigallia, due nomi tengono alta la bandiera gastronomica marchigiana. Il bistellato Mauro Uliassi, con la sua location pulita, fresca ed elegante, affacciata sulla spiaggia e i suoi piatti gourmet – dalla Seppia sporca con granita ai ricci di mare ed erbe selvatiche all’Albanella di molluschi e crostacei, dagli Spaghetti affumicati con vongole e pendolini arrostiti fino alla selvaggina, come il Colombaccio con mele, alla cannella e granatina di cipolle o la beccaccia alla marchigiana – che rendono Senigallia meta ancora più attrattiva.

E l’altro grande chef che con due stelle ha conquistato clienti e telespettatori, con la sua presenza nella trasmissione tv Top Chef Italia:

Moreno Cedroni e l’alta cucina del suo Madonnina del Pescatore. Davanti il mare e dietro le colline marchigiane. Nei dintorni cittadine ricche di arte e storia. Protetto da una stele devozionale venerata dai pescatori, il locale è pronto a servire piatti incentrati per lo più sul mare: ricciola, salsa di porro e lemon grass, viola del pensiero, lasagna ai frutti di mare in bianco con salsa di cocco prezzemolo, gnocchetti di patate affumicate con carpaccio di baccalà, salsa topinambur e piselli, rombo brasato e tartufo nero, salsa di peperoni alla brace con bottarga di tonno e altre squisitezze gourmet.

In tutto 334 ristoranti stellati in Italia, con un fatturato indotto complessivo di 282 milioni di euro e una crescita del valore del taste tourism di circa il 12 per cento annuo. Sono i dati rilevati da uno studio della società di consulenza Jfc, da cui emerge come media nazionale che ogni ristoratore stellato ha 6.318 clienti all’anno e di questi, coloro che soggiornano nella destinazione sono 1.015 stranieri e 870 italiani.

“E’ interessante valutare – spiega Massimo Feruzzi di Jfc – quanti siono, in sostanza, i pernottamenti che producono i clienti dei ristoranti stellati italiani: a tal proposito la nostra ricerca indica un soggiorno medio di 1,2 notti per i clienti italiani e 1,7 notti per i clienti stranieri. Pertanto, complessivamente, ogni ristorante genera sul territorio ben 2.770 pernottamenti annui”.

 

Fonti: Guida Michelin, Ristorante La Primula, Turismo FVG, Dal Pescatore, Uliassi, Madonnina del Pescatore, Jfc

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