I maestri giapponesi Hokusai, Hiroshige e Utamaro in mostra a Milano

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Hokusai non è solo un artista fra altri nel mondo fluttuante, è un’isola, un continente, da solo un mondo. (Edgar Degas)

Uomini e animali, leggenda e storia, mondanità, candidi e delicati volti di donne. Poi paesaggi naturali dominati da montagne, mari, piante, fiori, piogge, temporali, onde, vento, la tramontana sull’aperta campagna. Tratti distintivi e soggetti prediletti di 3 grandi maestri giapponesi che hanno dominato, indisturbati, l’arte orientale di inizio Ottocento. “Hokusai, Hiroshige, Utamaro”, in mostra fino al prossimo 29 gennaio nella sale di Palazzo Reale a Milano.

Duecento silografie policrome e libri illustrati della collezione Honolulu Museum of Art catapultano il pubblico nell’ukiyoe, quel ‘Mondo Fluttuante’ di cui i tre artisti erano parte, che descrive senza remore la cultura giovanile fiorita nelle città nipponiche del Periodo Edo, quello di massimo potere della famiglia Tokugawa. Un genere di stampa artistica giapponese su carta, con dipinti pensati per gli abitanti delle città, non ricchi, che non potevano ambire a costosi dipinti.

E infatti soggetto principale del Mondo Fluttuante era la vita di città. I tratti mondani, i quartieri, le donne, la natura. Una contrapposizione netta all’etica del samurai. Un elogio al godimento del piacere del singolo momento, al divertimento. Con il bene placido degli editori, che chiedevano espressamente agli artisti questo genere di lavori, sprezzanti del rischio di sanzioni dirette a colpire la ‘volgarità’ di questo tipo di stampa.

In pieno ukiyoe lavorano i tre maestri, che oggi come allora, hanno influenzato scuole e artisti del Giappone e dell’Europa. Sguardi meravigliati ebbero, davanti alle loro silografie, geni del calibro di Van Gogh, Monet, Degas, Toulouse-Lautrec. Lavori che hanno contribuito a cambiare e rivoluzionare il linguaggio pittorico della Parigi di fine ‘800.

Originalità, eccentricità, abilità tecniche. Un mix esplosivo che ha reso celebri Hokusai, Hiroshige e Utamaro sulla scena artistica e sociale dell’epoca, contribuendo a restituire quell’immagine del Giappone che è stata veicolata fino a oggi.

Scorci di ponti, cascate, il monte Fuji, quartieri di Edo e di lontane provincie, gli eleganti kimono e la bellezza sensuale delle donne dell’epoca, dipingono il quadro di un intero spaccato sociale e accompagnano il pubblico sulle tracce seguite dagli stessi maestri e dai loro contemporanei segnando, sotto un risvolto sociale e politico, la creazione di una nuova e omogenea identità culturale nazionale.

Le vedute del Giappone di Hiroshige, i volumi di manga di Hokusai, i volti delle bellezze di Utamaro. Questi furono i punti di riferimento, le opere muse ispiratrici per tutti gli artisti successivi. Inquadrature e soggetti del Mondo Fluttuante che confermano nel tempo l’’immagine del Giappone’ oltreoceano. Quella rappresentazione che tanto sconvolge il mondo artistico europeo, su tutti quello parigino, pullulante di impressionisti pronti a rivoluzionare la loro modalità pittorica.

Un fascino che ha contribuito a diffondere un’intensa produzione grafica contemporanea, dai manga agli anime, dal tatuaggio ai gadget commerciali, delineando il tratto distintivo nipponico agli occhi dell’occidente.

Attraverso 5 sezioni, la mostra punta un faro accecante sul mercato dell’immagine dell’epoca, che imponeva di trattare soggetti e luoghi precisi, volti noti al pubblico, temi e personaggi alla moda, mondanità. E così affamati editori si contendevano i migliori pittori, che davano vita a stampe in tutte le forme possibili, orizzontale, verticale, a ventaglio, in libro, e sotto diverse inquadrature. Tutti espedienti per soddisfare il mercato e bypassare il ‘limite’ della linearità dei soggetti, che sempre si ripetevano.

Artisti comunque capaci di specializzarsi in tematiche precise, dando vita quasi a best seller artistici e obbligando gli altri a cimentarsi negli stessi soggetti, per ritagliarsi la propria fetta di mercato:

Così Hokusai con le Trentasei vedute del Monte Fuji (1830-32), a cui seguirono, a vent’anni di distanza, Le Trentasei vedute del Monte Fujidi Hiroshige. Lo stesso pittore che realizzò Cinquantatrè stazioni del Tōkaidō per diversi editori e in formati diversi.

Paesaggi e luoghi celebri: Hokusai e Hiroshige. È la sezione che apre l’allestimento, con le vedute prospettiche degli artisti, le cascate, i ponti, le vedute del Monte Fuji, mettendo a confronto la diversità di stile su temi comuni. A cui seguono le altre:

  • Tradizione letteraria e vedute celebri: Hokusai, con silografie legate ai temi classici della poesia e della letteratura, appartenenti al citato artista;
  • Rivali di Natura: Hokusai e Hiroshige, dedicata al filone più classico della pittura giapponese, la pittura di uccelli e fiori (kachōga), che include tutte le immagini di natura, con animali, insetti, fiori, pesci. A dimostrazione di un rapporto quasi religioso che soprattutto Hiroshige ebbe con il tema naturalistico;
  • Utamaro: bellezza e sensualità, dove l’artista eleva all’ennesima potenza e al massimo splendore il tema della bellezza femminile, attraverso silografie policrome di fine Settecento e inizio Ottocento; infine
  • I Manga: Hokusai insegna. Il maestro, infatti, oltre a essere uno dei massimi esponenti dell’ukiyoe, è stato anche uno dei più grandi divulgatori della tecnica pittorica attraverso manuali e libri stampati, con cui insegnava agli allievi i soggetti della natura. Così nacquero i 15 soggetti dei Manga, che contribuirono a rendere il ‘giapponismo’, da capriccio esotico a vera rivoluzione artistica dell’epoca.

Hokusai, Hiroshige, Utamaro”, promossa e prodotta da ” Comune di Milano‐Cultura, Palazzo Reale, MondoMostre Skira e curata dalla professoressa Rossella Menegazzo, docente di Storia dell’Arte dell’Asia Orientale dell’Università degli Studi di Milano, si inserisce all’interno delle celebrazioni del 150° Anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia, avviate con un Trattato di amicizia e commercio stipulato nel 1866, che segnò l’inizio dei rapporti diplomatici tra i due paesi.

 

Info utili:
Sede: Milano, Palazzo Reale, Piazza Duomo 12
Date: 22 settembre 2016 – 29 gennaio 2017
Orari: martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica dalle ore 9,30 alle 19,30
giovedì dalle ore 9.30 alle ore 22.30
Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura
Lunedì chiuso eccetto 31/10
Biglietti: Intero euro 12 – ridotto euro 10.
Visitatori dai 6 ai 26 anni, visitatori oltre i 65 anni, portatori di handicap,
gruppi ( minimo 15 massimo 25 persone) soci Touring Club con tessera, soci
FAI con tessera, possessori di biglietti aderenti all’iniziativa “Lunedì Musei”
(Poldi Pezzoli / Museo Teatrale della Scala), militari, forze dell’ordine non in
servizio, insegnanti.
Ridotto Card Musei Lombardia € 8,00
Ridotto speciale € 6
Scuole, gruppi organizzati da Touring e FAI, giornalisti con tesserino ODG con
bollino dell’anno in corso non accreditati dall’ufficio stampa.
Biglietto Famiglia 1 o 2 adulti € 10,00/ ragazzi dai 6 ai 14 anni € 6

 

Fonte: Mondo Mostre; www.hokusaimilano.it

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