La ricerca ossessiva di Picasso in mostra a Verona

 

Ogni atto di creazione è, prima di tutto, un atto di distruzione – Pablo Picasso

A venticinque anni dall’ultima mostra che lo ha celebrato a Milano, torna a in Italia il più grande maestro dell’arte moderna che il mondo abbia conosciuto: Pablo Picasso. Le sue ossessioni creative e l’evoluzione artistica e umana vengono celebrate a Verona, nelle sale di Palazzo Forti, sede dell’AMO – Arena Museo Opera con una grande esposizione, che trattiene in Italia il Genio del Novecento fino al prossimo 12 marzo con “Picasso. Figure (1906-1971)”.

Una novità assoluta fa capolino nella mostra veronese curata da Emilie Bouvard: un’opera per ogni anno della vita del pittore andaluso, in un arco temporale che corre dal 1906 fino agli anni ’70, in un percorso vorace nel raccontare l’ossessività con cui Picasso sottopone il corpo umano a continue metamorfosi, mentre la sua arte nuota libera nelle acque delle fasi dal pre-cubismo al cubismo, passando per l’età classica e il surrealismo, fino a giungere agli anni del dopoguerra.

In esposizione 90 opere, tra dipinti, sculture e arti grafiche, giunte per l’occasione del Musée Nacional Picasso di Parigi, partner della mostra. Capolavori che, evolvendosi, giungono a un nuovo concetto di ‘Figura’, quella che rende Picasso al tempo stesso costruttore e distruttore di un’arte tutta sua, che lo eleva a portatore di un fascino sconfinato e sconfinante.

Tra le opere esposte, concesse in prestito dal Museo parigino, spiccano:

Nudo seduto, da Les Demoiselles d’Avignon del 1907
Il Bacio, struggente tela del 1931
La Flemme qui pleure, del 1937
Il Portrait de Marie-Thérèse, del 1937

 

Un viaggio magistralmente descritto in sei sezioni, che accompagnano il pubblico nella spiegazione del perché delle produzioni in serie, soffermandosi sempre sullo stesso soggetto, ripreso e riprodotto nel corso degli anni, con l’avvicendarsi di epoche di stili. È l’ossessione di Picasso per il ripetersi nelle sue creazioni della figura umana e dei ritratti.

La prima sezione, dedicata alla decostruzione e ricostruzione cubista, nella fase dal 1907 al 1916, celebra ‘Picasso che diventa Picasso’, grazie a quell’arte concettuale autonoma e contraria al simbolismo. Un’arte che si propone di rappresentare gli esseri così come li vede la nostra mente. Non la realtà, ma come la figuriamo. Figure dal genere sessuale incerto, che quasi non si riescono a distinguere sulla tela. Questo è il cubismo, a cui Picasso arriva con una splendida ricerca intellettuale rivolta ai lavori di Paul Cézanne, della scultura africana e di Paul Gauguin. In questa sezione spiccano tra le opere:

• Nudo seduto
• Nudo disteso
• Uomo con mandolino

Linvenzione della linea classica, descritta nella seconda sezione, copre gli anni dal 1917 al ’24. Picasso si reca a Roma in piena guerra, per collaborare con i Ballets Russes e continua a rappresentare la frammentazione dei corpi lasciandosi ispirare dall’arte antica italiana. Ritorna a una sorta di classicità, lavora sulla linea, i corpi dei ballerini in movimento danno vita a disegni quasi cinematografici. Corpi che instaurano un dialogo intenso con la scultura, grazie alla loro turgida e massiccia figura. Tra le opere presenti:

• Danzatori
• Coppia di danzatori
• Arlecchino
• Ritratto d’adolescente in costume da Pierrot
• Olga con collo di pelliccia (Olga, la sua musa dell’epoca, che poi sposa nel 1918)

La terza sezione lascia ampio spazio alle metamorfosi surrealiste nell’arco dal 1925 al ’36. I surrealisti vengono frequentati da Picasso in modo un po’ distaccato. Ma il cubismo picassiano è in continua ricerca interiore e gli eventi espositivi surrealisti da lui seguiti non possono non catturare la sua ossessività creativa e curiosa. Così, colpito dal movimento, si scatenano in lui avventure meno concettuali e più improntate alle pulsioni e agli istinti. Sono gli anni in cui Picasso fa emergere una grande libertà nei suoi lavori. Crea personaggi filiformi e senza corpo, i cui organi sembrano muoversi in modo libero. Acrobati dal corpo informe. Il surrealismo criticava lo stile borghese, diffondendo l’armonia tra arte e vita e l’amore libero. Lo stesso tipo di amore che Picasso vive con la giovane Marie-Thérèse Walter, che alimenta le sue fantasie creative e da vita a capolavori come:

• Donna con gorgiera
• Donna in poltrona
• Il Bacio
• Minotauro
• Ritratto di Marie-Thérèse

La guerra impera nella quarta sezione della mostra. Mentre lavora a un incarico per il padiglione spagnolo dell’Esposizione Internazionale di Parigi, il 26 aprile 1937 avviene il terribile bombardamento della cittadina basca di Guernica, evento che scatena il lui un grande processo creativo, che porta al capolavoro che tutti conosciamo. In questo processo è accompagnato da Dora Maar, fotografa surrealista e politica militante, che lo incoraggia nelle sue prese di posizione, insieme a Paul Eluard e al curatore del Museo nazionale d’arte moderna di Parigi Jean Cassou. Così, la figura della Donna che piange ritrae, come una moderna Pietà, tutte le madri di Spagna in lutto per i figli morti – oltre che, naturalmente, l’immagine di Dora Maar. In questa sezione compaiono tra le opere.

• Donna che piange
• Busto di donna con cappello a righe
• Ragazzo con l’aragosta

Il dopoguerra è per Picasso il momento del ritorno alle origini. così la quinta sezione rivela un rientro al primitivismo picassiano. La ricerca di una forma semplice, originaria, una forma d’arte spontanea. L’artista è attratto da tutte le forme del mondo vegetale con le linee di fiori e piante. Durante il soggiorno al castello Grimaldi di Antibes sviluppa un’attenzione al ritorno a una nuova età bucolica, un ritrovato legame simbiotico tra uomo e natura. Un nuovo modello ispirato dall’amico e rivale henri Matisse. Basta accademismo quindi, si ritorna a una forma primitiva dal tratto infantile. Tra le opere di questa sezione:

• Ritratto di Françoise
• Madre e figli che giocano
• Fauni e capra
• Bambino che gioca con un camion

La sezione che chiude la mostra, elogia l’artista e la sua modella, il tema ossessivo che ricorre negli ultimi vent’anni di vita di Picasso (1954-1972). la figura diventa “personaggio” di una forma di teatro mentale fantasmatico alimentato al tempo stesso dall’intera cultura visiva dell’artista e dai suoi desideri. Nella villa La Californie di Cannes, poi nel castello di Vauvenargues e nell’antico casale di Notre-Dame-de-Vie a Mougins, Picasso ama travestirsi e coinvolge nei suoi giochi sia la nuova compagna Jacqueline Roque sia i visitatori di passaggio, facendosi immortalare da fotografi celebri (Lucien Clergue, David Douglas Duncan, André Villers, Edward Quinn). Nell’ultimo periodo (1969-1972), durante il quale ebbe luogo la mostra al Palazzo dei Papi di Avignone, i personaggi del passato, i moschettieri, i matador, i grandi di Spagna e le dueñas danno vita a sorprendenti ritratti immaginari.

La messa in scena dell’arte nella vita e nella pittura corrisponde a quella del rapporto tra artista e modella. Nelle sue opere Picasso raffigura la confusione eccitante e feconda tra la donna amata e la modella, tra desiderio sessuale e desiderio di dipingere, tra donna e pittura. L’artista spinge fino al limite estremo il rapporto arcaico tra l’uomo soggetto e la donna oggetto dell’arte. Tra le opere della sezione:

• Le Déjeuner sur l’herbe da Manet
• Il pittore e la modella
• La famiglia
• L’abbraccio
• Domenica

Uno splendido museo quello che ha collaborato alla realizzazione di questa mostra con Arthemisia Group: Il Musée national Picasso di Parigi, inaugurato nel 1985 nel cuore della capitale francese e custode del nucleo più ricco al mondo di opere di Pablo Picasso.

Nasce grazie a due importanti donazioni concesse allo stato: la prima giunta dagli eredi dell’artista andaluso nel 1979 e la seconda è stata un lascito di Jacqueline Picasso. Schizzi, studi, disegni, stampe, fotografie, film, testimoni di tutti i periodi di creazione di Picasso sono qui conservati. Oltre a documenti che evidenziano con forza e vigore quanto Picasso si sia lasciato influenzare nel proprio lavoro, oltre che da colleghi artisti, anche da intellettuali e letterati del periodo.

Un’esperienza veronese all’insegna delle ossessioni più fervide e feconde dal più grande artista moderno della storia, che con la sua curiosità e ricerca intellettuale ha stravolto il Novecento.

 

Info utili:
Titolo
Picasso. Figure (1906 – 1971)

Sede
AMO Arena Museo Opera, Palazzo Forti, Verona

Date al pubblico
15 ottobre 2016 – 12 marzo 2017

Orario apertura
Lunedì dalle 14.30 alle 19.30
Dal martedì a domenica dalle 9.30 alle 19.30
(la biglietteria chiude un’ora prima)

Aperture straordinarie
Lunedì 31 ottobre: 9.30 – 19.30
Martedì 1 Novembre: 9.30 – 19.30
Giovedì 8 dicembre: 9.30 – 19.30
Sabato 24 dicembre: 9.30 – 17.30
Domenica 25 dicembre: 14.30 – 19.30
Lunedì 26 dicembre: 9.30 – 19.30
Sabato 31 dicembre: 9.30 – 17.30
Domenica 1 gennaio: 12.30 – 19.30
Lunedì 2 gennaio: apertura prolungata ore 9.30 – 19.30
Venerdì 6 gennaio: 9.30-19.30

Biglietti
Intero € 14,00 Audioguida inclusa
Ridotto € 12,00 Audioguida inclusa
Informazioni e prenotazioni
www.mostrapicassoverona.it
T+39 045 853771

Fonti: Arthemisia Group, www.mostrapicassoverona.it

 

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