La mostra “Artemisia Gentileschi e il suo tempo” al Palazzo Braschi di Roma

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L’intero ordine sociale… si schiera contro una donna che aspiri a raggiungere la reputazione di un uomo. Madame De Stael

Il Museo di Roma a Palazzo Braschi presenta, fino all’8 maggio 2017, la grande mostra “Artemisia Gentileschi e il suo tempo”, un percorso che si snoda attraversando un arco temporale che va dal 1610 al 1652, e uno spaziale che va da Roma a Napoli, passando per Firenze, con due brevi parentesi: una londinese e l’altra veneziana.

Giuditta taglia la testa a Oloferne

Giuditta taglia la testa a Oloferne

E’ proprio questo il tema del percorso: le scelte stilistiche e tematiche di una grande pittrice in un’epoca di grandi pittori, i rapporti tra gli artisti, la loro influenza sul lavoro di Artemisia e viceversa.

LArtemisia dalla vita scandalosa, l’Artemisia donna indipendente che ha reagito a uno stupro, l’Artemisia amante appassionata del nobile Francesco Maria Maringhi, questa volta non sono il liet motiv della mostra.

Una sorta di scissione tra un legame che sembra indissolubile, Artemisia pittrice e Artemisia donna.
Certo è che la vita dell’artista si muove tra i suoi quadri, complice anche il naturalismo caravaggesco – sul cui modello si è formata nella bottega del padre – scuola che la vita la ritrae in modo deciso.
Il famoso stupro da parte di Agostino Tassi, la competizione con il padre Orazio, il matrimonio combinato con Siattesi e il grande amore col Meringhi sono fatti che costituiscono solo una parte dell’identità di Artemisia e non metri di giudizio per valutarne l’arte, eppure sono stati fuoco per la sua ispirazione.

I curatori, Nicola Spinosa  – da cui è partita l’idea e che ha curato la sezione napoletana – Francesca Baldassarri – sezione fiorentina – e Judith Mann – sezione romana – hanno lavorato tre anni a questo progetto, per far emergere l’Artemisia grande pittrice, carismatica artista apprezzata da ogni corte, amica di personaggi del calibro di Michelangelo Buonarroti e Galileo ed ella stessa parte integrante della cerchia intellettuale più effervescente della sua epoca.

Danae

Danae

La mostra, composta di un corpus espositivo di circa 100 opere, vanta prestiti da tutti i principali musei del mondo – dal Metropolitan Museum di New York, dal Museo di Capodimonte, dal Wadsworth Atheneum di Hartford Connecticut, dalla Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze e dal Národní galerie v Praze di Praga -, ed opere straordinarie quali Giuditta che taglia la testa a Oloferne – che arriverà a Palazzo Braschi il 7 Gennaio (Museo di Capodimonte), Ester e Assuero (Metropolitan Museum di New York), Autoritratto come suonatrice di liuto (Wadsworth Atheneum di Hartford Connecticut) e moltissime altre.

Accanto alle opere di Artemisia, il confronto con quelle di grandi protagonisti del ‘600 come Cristofano Allori, Simon VouetGiovanni Baglione, Antiveduto Grammatica  e Giuseppe Ribera.

Esposizione patrocinata dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita Culturale – Soprintendenza Capitolina ai Beni Culturali e da Arthemisia Group e organizzata con Zètema Cultura.

Fonti: museodiroma.it

“Artemisia gentileschi”

dal 30 novembre 2016 all’8 maggio 2017

Palazzo Braschi

Roma

Orari

dal martedì alla domenica ore 10.00-19.00

la biglietteria chiude un’ora prima

Biglietti

intero 11 €

ridotto 9 €

Credits

Roma Capitale

Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali

Arthemisia Group

Zètema Progetto Cultura

Curatori

Nicola Spinosa, dalla cui idea è nato il progetto

Francesca Baldassari

Judith Mann

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