“Magritte: La trahison des images”, l’enigma del surrealismo filosofico di Magritte a Parigi

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Le nostre opere non sono oniriche. Al contrario. Se dei “sogni” entrano in quest’ambiente, sono ben diversi da quelli che abbiamo dormendo. Si tratta piuttosto di “sogni” volontari, in cui nulla è vago

René Magritte

Fino al 23 gennaio 2017 al Centre Pompidou di Parigi la mostra “Magritte: La trahison des images” (Magritte: il tradimento delle immagini), titolo ispirato ad uno dei capolavori più famosi di René Magritte, offre una approccio del tutto nuovo ai lavori del maestro surrealista.

Artista rivoluzionario che rifiutava lo stile opponendosi alla concezione borghese dell’arte, non mirava a compiacere il pubblico ma piuttosto a metterlo in crisi, sfidando il concetto di base da cui dipende l’intera società:

il linguaggio.

Rappresentare la realtà mettendola in discussione sia dal punto di vista artistico che dal punto di vista linguistico.

Un surrealismo che si discosta da quello proposto da Breton nel suo manifesto, lontano dall’inconscio e dalla dimensione onirica, opere che mostrano una ricerca metodica e consapevole della realtà.

Straniamento, creazione e trasformazione degli oggetti e della materia, parole e denominazioni erronee associate a immagini, questi i mezzi del quale Magritte si serve per rappresentare la realtà, rifiutando una lettura simbolica delle sue opere.

 

Quando la gente cerca di trovare significati simbolici in ciò che dipingo, vuole qualcosa di sicuro cui aggrapparsi, per salvarsi dal vuoto. La gente che cerca significati simbolici è incapace di cogliere la poesia e il mistero intrinseci all’immagine. Certo lo sente, questo mistero, ma vuole liberarsene. Ha paura. Chiedendo “che cosa significa?”esprime il desiderio che tutto sia comprensibile. Ma se non si rifiuta il mistero si ha una reazione differente. Si chiedono altre cose

 

In mostra esposte un centinaio di opere tra dipinti, disegni e documenti provenienti da collezioni pubbliche e private che si concentrano sul rapporto tra Magritte e la filosofia, rapporto che culmina con la pubblicazione di Foucault del 1973 di “Ceci n’est pas une pipe”, frutto di una discussione tra lo scrittore e l’artista.

In un discorso del 1936 Magritte dichiara che il dipinto del 1932 “Les affinités électives” (Le affinità elettive) segnò un punto di svolta nella sua opera artistica:

abbandonare le associazioni casuali del primo surrealismo, giungendo ad equazioni visive e veri e propri nessi logici.

 

..mi svegliai in una camera in cui erano stati messi una gabbia e un uccello addormentato. Un magnifico errore mi fece vedere nella gabbia non più l’uccello addormentato, ma un uovo … lo choc che provai era stato provocato proprio dall’affinità dei due oggetti, la gabbia e l’uovo, mentre in precedenza avevo puntato sullo choc provocato dall’incontro di oggetti estranei tra loro

 

da qui l’inizio del nuovo metodo di ricerca:

prendere un oggetto e trovare qualcosa da associare ad esso.

Nessun oggetto è mai banale, ogni oggetto della quotidianità può diventare un problema, e ad ogni problema corrisponde un’unica soluzione:

la mostra apre proprio con questa ricerca.

Le opere di Magritte sono caratterizzate da una serie di motivi:

  • tende
  • ombre
  • parole
  • fiamme
  • corpi a pezzi

e molto altro che combina e ricombina all’infinito.

Il percorso espositivo mette in risalto questi cinque elementi in una sequenza narrativa, ricercando quella sfida filosofica alla rappresentazione visuale che contraddistingue l’artista.

Un’eterna ricerca dal carattere filosofico che ha lo scopo di rendere visibile l’enigma nel suo composito, mostrandoci il problema e di conseguenza la sua soluzione che è unica e oggettiva.

 

Poiché le mie ricerche non potevano dare per ogni oggetto se non una sola risposta esatta, le mie investigazioni assomigliavano alla ricerca della soluzione di problemi di cui avevo tre dati: l’oggetto, la cosa a esso associata nell’ombra della mia coscienza, e la luce a cui questa cosa dovesse pervenire

 

 

“Magritte: La trahison des images”
Centre Pompidou, Place Georges Pompidou, 75004 Paris

Dal 21 settembre 2016 al 23 gennaio 2017


Orari:
Tutti i giorni dalle 11.00 alle 21.00
Martedì chiuso

Per info e prenotazioni:
tel. +33 (0)1 44 78 12 33

Biglietti:
Intero 14.00 euro
Ridotto 11.00 euro


Fonti:
www.centrepompidou.fr

 

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