Sandro Chia. Il figurativo e i colori nella Transavanguardia

Barbara Gigante
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«Nonostante le innumerevoli installazioni e performance, che erigono la banalità, la mediocrità a valore e ideologia, il colore non è né sarà mai un avvenimento senza conseguenze».

Sandro Chia

Come esponente di punta della Transavanguardia italiana, Chia rappresenta l’irruzione del figurativo nella contemporaneità, che sfacciato e senza annunciarsi ritorna a rompere gli schemi di un’arte che quasi rassegnandosi s’era fatta sempre più astratta, frammentata, dispersa nella ricerca delle sue forme. Come scrive Achille Bonito Oliva, padre della Transavanguardia e profondo conoscitore dell’artista, quella di Chia è una pittura «finalmente sottratta alla tirannia della novità e anzi affidata alla capacità di utilizzare diverse “maniere” per arrivare all’immagine».

Ora e fino al 29 gennaio 2017 è possibile immergersi nel suo mondo in una mostra personale che ne raccoglie 50 opere, tra cui molte inedite, dal titolo Sandro Chia Il Viandante, ospitata presso il Centro Italiano Arte Contemporanea di Foligno (CIAC).

Accanto a quelle realizzate dall’artista fiorentino per gli stessi spazi espositivi del CIAC, troviamo undici grandi tele realizzate tra il 1998 e il 2003, prestate dalla Galleria Mazzoli di Modena, in cui grandi figure umane emergono da sfondi geometrici. Sono esposte, inoltre, dieci tele recenti e una ventina di opere su carta eseguite con tecnica mista realizzate tra il 2012 e il 2014, in cui Chia studia il movimento inserendo schizzi di figure umane su sfondi vivaci e suggestivi.

Caratteristica dominante e imprescindibile nell’approccio all’artista è il colore.

Nel testo intitolato La reliquia, che funge da prefazione alla mostra, lo stesso Chia suggerisce quali lenti inforcare, individuando nel colore l’evento vero e proprio, che nell’arte non può restare senza conseguenze. Così scrive:

La moda, le immagini pubblicitarie hanno sottratto e alleggerito il significato del colore, lo hanno reso effimero, intercambiabile, un avvenimento senza conseguenze. In pittura il colore non è un avvenimento senza conseguenze» E questo è vero poiché: «Attraverso la pittura i colori vengono somministrati come una medicina, un rimedio per i nostri e gli altrui mali.»

Pennellate ricche e dense, su sfondi dove dominano il blu, il verde, il rosso, esaltano la geometricità delle forme entrando in contrasto con la morbidezza espressiva delle figure umane rappresentate. Come suggerisce lo stesso titolo dell’esposizione, il soggetto tematico è quello del viandante.

«L’immagine di un  viandante – afferma Chia – è il mio tema preferito, una figura che incede tra cielo e terra, contornato dal paesaggio, possibilmente accompagnato da animali domestici. Il viandante è per me il tema più fecondo, più ricco di conseguenze pittoriche ed ideali».

I punti di riferimento dell’artista, suggerisce Achille Bonito Oliva, “sono innumerevoli, senza esclusione alcuna, da Chagall a Picasso, da Cèzanne a De Chirico, da Carrà futurista a Carrà metafisico e novecentista”.

Il viaggio tra le opere di Chia è scandito dalla ricerca attraverso stili e tecniche differenti, sostenuti da un’accuratezza tecnica non trascurabile e dalla forte suggestività.

A dare grande spessore a questa mostra subentrano, accanto alle opere, i testi, a cominciare da quello del curatore Italo Tomassoni, Sandro Chia: la scrittura prima della pittura? Riflessioni su una doppia metonimia, saggio che fa da introduzione e da appendice a un’esposizione che si racconta e nel medesimo tempo si scopre, arricchendosi dell’investigazione semantica di cui l’arte abbisogna per autolegittimarsi.

 «In un momento in cui scienza, analisi sociale, vita ecc. alienano l’arte in un dispendio antropologico che la spinge sull’orlo della sparizione – scrive Tommasoni – questa pittura racconta storie che attingono dal presente la contemplazione della natura e dal passato la memoria ancestrale della figurazione». 

 

MOSTRA:

“Sandro Chia Il Viandante”

PROMOSSA DA:

Centro per la cultura e lo sviluppo economico srl

QUANDO:

14 ottobre – 29 gennaio

DOVE:

CIAC Centro Italiano Arte Contemporanea di Foligno

CURATORE:

Italo Tomassoni

ORARI DI APERTURA:

Venerdì 16.00 – 19.00

Sabato e domenica 10.30 -12.30 /15.30-18.30

PREZZO DEL BIGLIETTO:

Euro 5

Biglietto cumulativo con il polo dell’ex Chiesa

della SS.Trinità in Annunziata Euro 6

INFO:

0742353230

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