Frida Kahlo, Diego Rivera e la Rinascita Messicana, la Collezione Gelman in mostra a Bologna

Print Friendly, PDF & Email

 

 

He sufrido dos accidentes graves en mí vida […] Uno, en que un tranvio me atropelló, cuando yo tenía 16 años: fractura de la columna, 20 años de inmovilidad… El otro accidente es Diego…
Frida Kahlo, 1951

Anno 1943. Il mondo è in pieno conflitto. In Europa gli ebrei fuggono e migrano e un giovane ebreo russo di San Pietroburgo – Jacques Gelman – emigrato in Messico, commissiona a Diego Rivera un ritratto della moglie Natasha, incontrata e presa in sposa proprio li, nella patria del grande artista. È l’inizio di una grande avventura e di una delle più belle collezioni che la storia dell’arte possa vantare: la Collezione Gelman: arte messicana del XX secolo, in mostra oggi a Bologna, nelle sale di Palazzo Albergati fino al prossimo 26 marzo.

Sono gli anni al culmine della cosiddetta ‘Rinascita Messicana’ che travolge il periodo tra il 1920 e il 1960. Gelman, che inizia a fare fortuna producendo i film comici del ‘Charlie Chaplin’ messicano Mario Moreno, resta estasiato dalla profondità artistica e dal fermento culturale galoppante di cui sono protagonisti pittori come Maria Izquierdo, David Alfaro Siqueiros, Ángel Zárraga e la coppia reale dell’arte Frida Kahlo e Diego Rivera, destinati a un legame indissolubile, intenso e distruttivo, come la stessa Frida definisce nei suoi diari:

“Ho subito due gravi incidenti nella mia vita… il primo è stato quando un tram mi ha travolto e il secondo è stato Diego”.

I coniugi Gelman cominciano a collezionarne le opere, dando avvio a un bellissimo e struggente racconto artistico che nella cornice Bolognese si snoda in un percorso tra dipinti, fotografie, gioielli, collages, litografie e disegni, a cui si aggiunge una ‘chicca’ d’alta moda:

per la prima volta sono esposti abiti dei più grandi stilisti di fama internazionale – Gianfranco Ferrè, Antonio Marras, Valentino – che nelle loro creazioni si sono lasciati ispirare da Frida, divenuta nel tempo icona globale di emancipazione e libertà.

Il dolore, l’amore, il supplizio, l’instancabile fede nella libertà: emozioni che rompono le tele e si conficcano nel cuore di chi le guarda. Capolavori che sono la vera biografia di Frida e che raccontano una donna a cui la vita non ha risparmiato dolori e sfortune: dal grave incidente sull’autobus che le ha distrutto la colonna vertebrale agli aborti, dal letto d’ospedale ai tradimenti di Diego, il grande amore della sua vita. una storia struggente e al tempo stesso piena di coraggio.

La forza di una donna che nonostante tutto non ha mai smesso di vivere e di lasciarsi tenere in vita dall’amore e dalle tele che dipingeva. Come quelle esposte nella mostra curata da Gioia Mori, organizzata da Arthemisia Group in collaborazione con MondoMostre e Skira:

quelle iconiche come ‘Autoritratto con scimmie’ e‘Autoritratto con collana’ e quelle legate al suo infinito amore per Diego, come ‘L’abbraccio amorevole dell’universo, la terra (il Messico), Diego, io e il signor Xolotl’ e ‘La sposa che si spaventa vedendo la vita aperta’.

Lintero secondo piano di Palazzo Albergati è dedicato alla vita e alle opere di Frida, suddiviso in base a diverse tematiche centrali per l’artista:

• Frida Kahlo e la fotografia
• Frida Kahlo, dea azteca
• Frida Kahlo, biologa naturalista
• Frida e Diego
• Le mascotte di Frida
• Frida Kahlo, icona fashion

Sezione che si unisce alle altre due parti fondanti il percorso espositivo patrocinato dal Comune di Bologna:
• Jacques e Natasha Gelman, che negli anni ’40 e ’50 erano tra i personaggi più in vista del Messico, grazie anche al lavoro di produttore cinematografico di Jacques. In questa sezione sono riuniti tutti i ritratti commissionati dalla coppia. Partendo proprio da quelli realizzati da Diego e Frida nel 1943:

il grande ‘Ritratto di Natasha Gelman‘ di Diego Rivera, in cui Natasha compare sdraiata su un divano sommersa da lussureggianti calle, e il piccolo ‘Ritratto di Natasha Gelman’ di Frida Kahlo, in cui Natasha è ritratta a mezzo busto, truccata come una diva di Hollywood; il ‘Ritratto di Jacques Gelman’ (1945) e il ‘Ritratto di Natasha Gelman‘ (1946) di Ángel Zárraga; il ‘Ritratto di Natasha Gelman‘ (1948) di Rufino Tamayo.

Diego Rivera e la Rinascita Messicana. La sezione che riporta al lavoro e alle idee dei pittori ‘muralisti’ nell’epoca di grande fermento e rinascita del Messico. Personalità figlie della rivoluzione del 1910 di Pancho Villa ed Emiliano Zapata, chiamate poi dal Ministero dell’educazione a prendere parte attiva in un grande programma di arte pubblica come strumento partecipativo e crescita culturale.

Qui sono esposte opere di Rivera come ‘L’ultima ora’ (espressione della fase cubista attraversata nel corso di un soggiorno parigino, nel periodo in cui frequentava Picasso), ‘Paesaggio con cactus’, ‘Ritratto di Cristina Kahlo’ (riferita all’anno in cui ebbe una relazione con la sorella di Frida), ‘Girasoli’; di David Alfaro Siqueiros Siqueiros por Siqueiros; di Rufino Tamayo, ‘Tetti’ (1925) e ‘Ritratto di Cantinflas‘ (1948), dedicato all’attore comico che creò la fortuna di Jacques Gelman; sono poi presenti tre opere di María Izquierdo – due scene circensi (1940) e Naturaleza viva (1946) -, un’artista di grandissimo livello che fu presentata al pubblico messicano nel 1929 proprio da Diego Rivera, allora direttore dell’Accademia di San Carlos.

Splendidi autoritratti divenuti iconici concludono il percorso – ‘Autoritratto con treccia’, ‘Autoritratto
MCMXLI’ (1941) e ‘Autoritratto come Tehuana (Diego nei miei pensieri o Pensando a Diego)’ – come a instillare nell’animo del visitatore un’ultima fiammante scintilla sulla profondità e sul carico di emozioni che rappresentano la vera eredità di Frida Kahlo al mondo. Eredità che ora giace in questa struggente e inestimabile Collezione.

 

Per volontà dei prestatori e degli organizzatori, una parte del ricavato andrà a favore dei terremotati.

 

Info utili:

Titolo
La Collezione Gelman: arte messicana del XX secolo.
Frida Kahlo, Diego Rivera, RufinoTamayo, María
Izquierdo, David Alfaro Siqueiros, Ángel Zárraga

Sede
Palazzo Albergati
Via Saragozza, 28
40123 Bologna

Date al pubblico
19 novembre 2016 – 26 marzo 2017

Orario apertura
Tutti i giorni dalle 10.00 alle 20.00
(la biglietteria chiude un’ora prima)

Aperture straordinarie
8 dicembre 10.00 – 20.00
24 dicembre 10.00 – 17.00
25 dicembre 16.00 – 20.00
26 dicembre 10.00 – 20.00
31 dicembre 10.00 – 17.00
1 gennaio 10.00 – 20.00
6 gennaio 10.00 – 20.00

Biglietti
Intero € 14,00 (audioguida inclusa)
Ridotto € 12,00 (audioguida inclusa)

Informazioni e prenotazioni
T +39 051 030141

Sito
www.palazzoalbergati.com

 

Credits: Ufficio stampa Arthemisia Group

Potrebbe interessarti anche:

13-alberto-sordi-alla-biennale-di-venezia In mostra a Milano Boom 60! I rotocalchi, l’arte moderna e la cultura pop
h_0-1-1000x600 Zandomeneghi, l’impressionista italiano in mostra a Padova
renato-guttuso-lo-studio-dellartista-1963-galleria-de-bonis Guttuso, il maestro di Bagheria in mostra al Castello Aragonese di Otranto
Print Friendly, PDF & Email

copyright Riproduzione riservata.

Vai alla barra degli strumenti