Non solo sushi, alla scoperta della tradizione negli “Izakaya” di Tokyo

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Genki kubari, Egao kubari

(Sii generoso con la tua energia. Sii generoso con i tuoi sorrisi)

Proverbio giapponese

Non solo sushi e sashimi, Tokyo è piena di Izakaya, locali tra i più amati dai giapponesi dove bere birra, sakè e gustare prelibati stuzzichini.

Dopo una stressante giornata lavorativa i business man si recano in questi localini a rilassarsi un po’ tra colleghi e amici bevendo e assaggiando le specialità offerte dai menu.

Questi locali tipici simili a pub britannici o anche ai bar-tapas spagnoli e alle osterie italiane, hanno origini antichissime, si dice siano presenti dall’era Edo e siano sempre stati luoghi di relax dove sorseggiare dell’ottimo sakè in compagnia.

Luoghi dove in passato veniva servito esclusivamente sakè, ma dove la gente iniziò a trascorre più tempo e da qui l’idea di servire prima snack, e successivamente vere e proprie pietanze della tradizione nipponica.

Una tradizione molto più antica del nostro amato sushi, ma quasi per nulla esportata nel resto del mondo.

Negli Izakaya il cibo e le bevande sono di altissima qualità e a prezzi bassissimi.

Yakitori, piccoli spiedini di guanciale di maiale, pepite di pollo croccante, anguille o lonza di maiale, il tutto glassato con salsa tara (salsa a base di soia), ravioli serviti con sugo di soia, gnocchi in padella, calamari marinati, peperoni alla griglia, cipollotti spazzolati con salsa di miso

e tanto altro spesso con menu no-limits secondo cui è possibile ordinare tutto quello che si vuole in due o tre ore pagando una tariffa fissa.

Anche la scelta degli alcolici è ampia, con Sake e Shochu in primis.

In Giappone si trovano sia grandi catene di Izakaya che piccoli locali indipendenti che normalmente hanno delle lanterne rosse di carta all’ingresso, le akachochin, da cui gli Izakaya prendono anche il nome.

Questi hanno piccole stanze separate in ognuna delle quali si trova un tavolino, così da creare un’atmosfera di maggiore intimità tra i commensali.

Un luogo dove stare in compagnia ed essere tutti più socievoli, cosa favorita dall’usanza dei locali di ordinare le portate comunitariamente mantenendo i vassoietti al centro del tavolo così da dividere le pietanze tra tutti i commensali.

Uno dei pochi posti in cui la facciata, tatemae, lascia il posto all’honne, espressione dei veri sentimenti.

Qui il turista avrà la possibilità di immergersi nella vera cultura nipponica in cui:

  • ci si toglie le scarpe prima di entrare per non sporcare il tatami su cui ci si siederà
  • si mangerà su tavoli bassi, ma prima ci si pulirà le mani con l’oshibori, il classico asciugamano caldo e umido che viene servito nei ristoranti giapponesi prima dei pasti
  • si degusterà un ottimo otoshi o tsukidashi, antipasto che precede l’ordinazione

Non mancano però le novità nei tradizionali Izakaya, sempre di più sono quelli “a tema”, che non si distinguono solo per i menu differenti, ma anche per l’atmosfera e l’arredo dedicato ad argomenti specifici.

Il Capcom Bar di Shinjuku ad esempio è ispirato ai giochi Capcom tra cui:

Monster Hunter e Biohazard (Resident Evil).

Qui si possono provare i videogiochi più nuovi e gustare specialità realizzate grazie a “collaborazioni ludiche”.

O anche il famoso Ebisu Dagashi Bar sulla collina del santuario Ebisu-jinja, dove  la sua atmosfera rétro ricrea quella del periodo Showa.

Un altro Izakaya a tema è lo Yurei a Kichijoji, dove una volta scese le scale accompagnati dalla lettura di sutra buddisti in sottofondo, si arriva a una buia “casa dei fantasmi” in cui il menu viene servito da camerieri “spiritati”.


Un’occasione per una full immersion
alla scoperta della cultura e tradizione nipponica.

 

Fonti:
www.gotokyo.org

 

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