Panettone o Pandoro?

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L’eterna lotta tra il bene e il male, tra il cioccolato fondente e quello al latte, tra il panettone e il pandoro.

Che siate amanti dell’uno o dell’altro dei nostri tradizionali dolci natalizi – o di entrambi – vi interesserà sapere qualche cosa di più sul loro conto.
Per esempio da dove vengono, qual è la loro storia, dove si producono i migliori.

  • Panettone:
    Il Panettone è milanese per nascita, e sono due le leggende che raccontano la sua origine: entrambe sono ambientate all’epoca di Ludovico il Moro, ed entrambe devono la golosa invenzione a qualcuno di nome Toni.panettone

La prima narra di un cuoco della corte sforzesca, che, la vigilia di Natale, preparò un pane dolce a forma di cupola con uva passa.
Distratto, il cuoco non badò ai tempi di cottura della sua creazione, e la ritirò dal forno bruciacchiata.

Il pasticcere stava per gettare via il dolce quando intervenne un giovane sguattero, Toni, che gli suggerì di portarlo comunque a tavola giustificando l’eccesso di doratura come una particolarità propria di questa nuova ricetta.

Il “Pan del Toni” fu accolto in gloria dagli artistocratici commensali, e fu espressamente richiesto dalla corte ogni vigilia di Natale.

La seconda leggenda piacerà agli animi romatici: Messer Ughetto degli Atellani, falconiere e figlio di un grande condottiero – Giacometto degli Atellani – si innamorò perdutamente di Adalgisa, la bella figlia di un fornaio di nome Toni.
Per trascorrere del tempo accanto alla sua amata, si improvvisò pasticcere, inventando il dolce – il Pan del Toni – che avrebbe reso famosa la bottega del futuro suocero.
Pare che fu la duchessa Beatrice Sforza in persona, a convincere Giacometto degli Atellani a permettere le nozze tra Ughetto e Adalgisa.

Del panettone, oltre all’origine milanese, sappiamo che la provincia con il più alto tasso di produzione è quella di Cuneo.
Ma questi due dati non fanno del Panettone un’esclusiva del nord.

Dalla Sicilia al Lazio, passando per la Puglia e la Campania, i pasticceri da anni ormai elaborano ricette artigianali che non hanno nulla da invidiare a quella classica lombarda.
Abbinamenti insoliti e prodotti della tradizione del sud aggiunti all’impasto, tuttavia, non vogliono essere un “colpo di stato” nei confronti di Milano, ma un ampliamento di questa eccellenza italiana sul territorio nazionale.
La pasticceria del siciliano Nicola Fiasconaro, del calabrese Nicola Colavolpe, del pugliese Emanuele Lenti o del romano Gabriele Bonci sono un importante contributo alla tradizione culinaria natalizia del nostro paese.

  • Pandoro:

Il Pandoro ha una data di nascita ben precisa: il 14 ottobre 1894, quando Domenico Melegatti brevettò il nome e la ricetta del dolce “a stella”.
pandoro

Eppure, questa leccornia natalizia già esisteva dal XIII secolo e si chiamava “Nadalin”, immancabile sulla tavola dei signori veronesi Della Scala.
Il Nadalin era più basso dell’attuale Pandoro, nell’impasto c’erano uvetta e pinoli ed era ricoperto di glassa.
Melegatti aumentò il dosaggio degli ingredienti, eliminò uvetta e pinoli ed allungò i tempi della lavorazione, per ottenere un dolce più alto e più soffice.

C’è chi sostiene che fu fonte d’ispirazione la pasta della brioche viennese.
Il nome potrebbe derivare dal “Pan de oro”, un dolce ricoperto di sottili foglioline d’oro che andava per la maggiore a Venezia durante il Rinascimento.

La versione “ufficiale” del Pandoro prevede che lo si mangi semplice, con una spolverata di zucchero a velo, benchè varie pasticcerie lo propongano in versione guarnita soprattutto da salse come crema o cioccolato.
pandoro-farcito

Una ricetta facile da preparare e piacevole alla vista è il Pandoro con la crema pasticcera al mascarpone  – sì, la bilancia potrebbe scappare di casa, ma Natale è solo una volta all’anno – basta unire a della crema pasticcera un po’ di mascarpone, tagliare il Pandoro a fette alte circa 3 cm in orizzontale, spalmare la crema tra una fetta e l’altra e “ricomporre” la forma del Pandoro, facendo coincidere ogni punta della stella con uno spazio.

Per chi aspetta tutto l’anno le feste per potersi perdere tra i nostri amati dolci della tradizione natalizia… il conto alla rovescia sta per iniziare!

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