Restituita al pubblico la tomba di Enea

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Nessun giorno vi cancellerà dalla memoria del tempo

Virgilio, Eneide

Sono passati 50 anni dalla scoperta del complesso tombale attribuito al mitico eroe troiano, della cui discendenza si vantava l’imperatore Augusto.

Finalmente, dopo anni di scavi, il suggestivo Heroon di Enea – nei pressi di Pratica di Mare, nell’oasi naturalistica della famiglia Borghese – è stato restituito al pubblico.

Si tratta di un tumulo dal diametro di diciotto metri risalente al VII secolo a.C.: la monumentalità e la composizione della struttura, lasciano pensare che il monumento funebre sia appartenuto a un personaggio la cui memoria sarebbe passata ai posteri.

Come dichiarato al Messaggero dalla soprintendente Alfonsina Russo Tagliente:Il personaggio era sicuramente il capo di una comunità, venne sepolto con il carro, con le armi e un ricco corredo di vasi per il banchetto funebre“.

Il progetto di valorizzazione dell’area porta la firma della Soprintendenza, dell’Università La Sapienza e con la collaborazione del Comune di Pomezia.
La tomba fa parte dell’aerea archeologica di Lavinium, dove si trovano i famosi tredici altari, ora diventati quattordici grazie al ritrovamento dell’ultimo, appena restaurato.

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Al percorso di visita, curato dalle archeologhe Anna Paola Briganti e Sandra Gatti, si accede dalla via del Mare al numero 56, e oggi è collegato con il Museo di Lavinium dove sono conservati materiali di culto destinati agli altari, statue di terracotta e la porta di tufo che proteggeva la cella.

Un luogo estremamente suggestivo, che vale assolutamente la pena visitare per rivivere l’atmosfera del poema cantato da Virgilio, una storia che oggi sembra meno intrisa di leggenda.

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