Sulle tracce del tesoro dei templari

E’ veramente un cavaliere senza macchia e senza paura colui che difende la propria Anima con l’armatura della Fede.

San Bernardo di Chiaravalle

L‘immaginario comune, complici storie, libri e film, vuole l’ordine dei “Pauperes commilitones Christi templique Salomonis” – noi li chiameremo templari – protagonista di leggende straordinarie, dalla custodia del Sacro Graal alla prosecuzione segreta delle attività dei cavalieri anche dopo lo scioglimento forzato della compagnia.

E ancora fantasmi, maledizioni, riunioni segrete dove i cavalieri si abbandonavano alle attività più dissolute, messaggi criptati e statuti segreti mai ritrovati.

Ma è il famigerato tesoro dei templari, le ricchezze accumulate dai cavalieri nei circa duecento anni di attività alla luce del sole – ammesso che abbiano continuato a riunirsi segretamente in seguito, ipotesi storicamente mai confermata – il mito più noto che li riguarda, e che ha portato a una ricerca incessante e infruttuosa per quelli che erano i luoghi di culto dell’ordine, specialmente in Francia.

Prima di seguire l’itinerario dei cercatori di tesori, vediamo in breve chi erano effettivamente i cavalieri templari, e perchè furono padroni di queste incredibili ricchezze.

La fondazione dell’ordine si colloca in Terra santa, al tempo della prima crociata.
Nonostante la sanguinosa guerra tra Cristianesimo e Islam, moltitudini di pellegrini provenienti da tutta Europa continuarono a viaggiare alla volta di Gerusalemme.
Ovvia conseguenza della situazione è il fatto che i viandanti erano spesso soggetti ad assalti per essere depredati.

Gerusalemme

Gerusalemme

Per difendere i luoghi santi e chi vi si recava in pellegrinaggio, intorno al 1118/1119 un gruppo di cavalieri decise di fondare il nucleo originario dell’ordine templare, con la missione di assicurare l’incolumità di chi viaggiava verso Gerusalemme.

Più tardi, nel 1129, l’ordine venne ufficializzato, assumendo una regola monastica: la ragione della sua soppressione, tra il 1312 e il 1314 fu il fiorente sistema produttivo che i templari crearono – dall’agricoltura a fruttuose attività finanziarie che costruirono uno dei sistemi bancari più all’avanguardia dell’epoca – grazie ai beni che i pellegrini gli affidavano in gestione.

Più il potere e le ricchezze dei cavalieri aumentavano, più la cosa non piaceva a Filippo il Bello re di Francia, il quale – dopo un tormentoso processo – riuscì ad sopprimere definitivamente l’ordine con una bolla di papa Clemente V.

La leggenda del favoloso tesoro nascosto nasce grazie a una deposizione risalente al 1308, da parte di fra’ Jean de Chalon, il quale sostenne dinnanzi agli inquisitori che – la notte antecedente agli arresti – vide uscire dal Tempio di Parigi tre carri pieni di tesori e documenti appartenenti all’ordine.

Le ipotesi sulla destinazione sono varie: c’è chi sosteneva che i carri fossero diretti al porto di La Rochelle per essere imbarcate verso lidi sconosciuti e chi dichiarava che fossero stati portati in Scozia, dove qualche membro del Clan Sinclair li avrebbe nascosti e custoditi nella cappella di Rosselyn, nei pressi di Edimburgo.

Una terza interpretazione ci porta nella cosiddetta “Foresta d’oriente”, un fitto bosco vicino a Troyes, città dove l’Ordine fu ufficialmente fondato.

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Foresta d’Oriente

E non è finita qui, perchè i cercatori di tesori hanno letteralmente setacciato la Francia alla ricerca di queste fantomatiche ricchezze, usando come traccia dei segni di riconoscimento che erano quasi sempre delle croci.
Vediamo i luoghi che sono stati “sospettati” di custodire il tesoro:

  • Il medievale ponte di Balisy;
  • il villaggio di Fresne – dove c’erano delle famose croci di pietra – in Bretagna;
  • la precettoria di Burret, in Aquitania;
  • la cappella Sainte-Marie-du-Ménez-Hom in Bretagna;
  • sempre in Bretagna, il “campo dei morti” vicino a La Coeffrie.

Questi punti furono scelti per la presenza di croci, o sedicenti mappe fatte di graffiti o elementi naturali.

Coraggiosi coloro che si lanciavano nella ricerca, poichè si iniziarono a tramandare di generazione in generazione spaventose storie su chi dimostrava di possedere questo coraggio.

Castello di Arginy

Castello di Arginy

Si dice, ad esempio, che nel XV secolo la regina Anna di Francia volle che si intraprendessero degli scavi sotto al castello di Arginy. I lavori non furono mai portati a termine dopo un macabro episodio: un operaio, calatosi in un sotterraneo ne uscì più morto che vivo, barcollando ancora nonostante avesse il cranio spaccato a metà.
Nessuno volle tornare in quel luogo infestato e il cantiere fu chiuso.

Fonti: BBC History Italia

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