Brescia celebra l’antiarte con una mostra sul centenario del Dadaismo

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Dada non significa nulla (Tristan Tzara, nel Manifesto del movimento Dada)

Brescia capitale delle avanguardie. Almeno temporaneamente, fino al 26 febbraio quando si chiude al Museo di Santa Giulia una mostra che celebra il centenario di Dada, quella tendenza culturale anarchica e innovativa, nata in Svizzera, per esprimere ideali antibellici e anti standard artistici attraverso la voce delle arti.

Dada non significa nulla, diceva Tristan Tzara nel Manifesto del movimento. E in effetti, a parte ricordare il primo balbettio dei bambini, un vero significato non ce l’ha. Ma il rumore che ha fatto nell’arte del Novecento è stato forte. E Brescia è la città dove va in scena la più grande retrospettiva realizzata in Italia per il suo anniversario – DADA 1916: la nascita dell’antiarte.

In esposizione 270 opere iconiche e documenti originali di personaggi che hanno fatto la storia del movimento, dal 1916 fino alla fino degli anni ’20. In piena guerra mondiale un gruppo di artisti si stabilisce a Zurigo e decide, attraverso l’arte, di ribellarsi alla follia omicida in corso in Europa.

Da Hugo Ball, a Tristan Tzara. Da Paul Klee a Marcel Duchamp. E poi Max Ernst, Man Ray, Francis Picabia, George Grosz, Otto Dix, Hans Arp, Arthur Segal, Hans Richter, Hannah Höch, Marcel Janco, Richard Huelsenbek, Sophie Taüber-Arp, Kurt Schwitters, Lázló Moholy-Nagy, Theo Van Doesburg, Viking Eggeling.

Esponenti eccellenti del dadaismo, che in occasione dell’esposizione, realizzata dal Comune di Brescia e Fondazione Brescia Musei, sono affiancati

da Jiulius Evola, l’artista italiano più intensamente coinvolto nelle vicende Dada, con due suoi capolavori e importanti opere provenienti da collezioni pubbliche e private

e dai futuristi, che furono grandi ispiratori del movimento svizzero, presenti con opere di Filippo Tommaso Marinetti, Giacomo Balla, Fortunato Depero, Enrico Prampolini, Francesco Cangiullo, Gino Galli, Carlo Erba, i metafisici Giorgio De Chirico, Filippo De Pisis e Carlo Carrà.

Gli albori e gli influssi che il movimento ebbe sull’arte successiva e sul territorio italiano a sud delle Alpi, soprattutto Lombardia e Canton Ticino, che tanta importanza rivestirono sul suo sviluppo. Su questo si concentra il percorso della mostra, curata da Luigi Di Corato, direttore Fondazione Brescia Musei, Elena Di Raddo e Francesco Tedeschi, sviluppato in 4 sezioni grandi sezioni tematiche:

• Dada prima di Dada
• Dada, Zurigo e il cabaret Voltaire
• Arte e filosofia Dada
• Oltre Dada

“Col senno di poi, fu una vera rivoluzione. Forse una delle poche davvero riuscite. Ma stiamo parlando di arte, per fortuna, e non di politica”. Con queste parole i curatori introducono il Dadaismo, inserendolo nella cornice espositiva bresciana.

“Dada diventa la “parola-grimaldello” per aprire ulteriori possibilità a un’arte fatta di oggetti, di frammenti di immagini, parole e materiali combinati secondo le leggi del caso o per provocare reazioni di fastidio o di scandalo, sollecitando risposte catartiche o stranianti. Quello che appariva come limite era in realtà il nuovo punto di partenza, per cui a distanza di cento anni il collage, il ready-made, il film astratto e altre invenzioni sorte in quegli anni non possiamo non riconoscerle come momenti decisivi per comprendere molti aspetti dell’arte e delle arti successive, fino alla ripresa dei “neodadaismi” degli anni Cinquanta e Sessanta e oltre, nell’arte dello shock, con le debite proporzioni e derivazioni”.

Un eccellente occasione, quella bresciana, per fare il punto sull’impatto che il Dadaismo ha avuto sulla cultura italiana e internazionale, dalla nascita al pieno sviluppo, per condividere idee che hanno cambiato per sempre il corso dell’arte contemporanea e rendere omaggio a un movimento fortemente deciso a dare scandalo attraverso nuove forme espressive e sperimentazioni.

 

Info utili:

Giorni e orari di apertura

Dal 2 ottobre al 26 febbraio
Da martedì a domenica (chiuso tutti i lunedì non festivi):
Da martedì a domenica dalle 9.30 alle 17.30
Il sabato dalle 9.30 alle 19.00

BIGLIETTI

€ 7,00 intero
€ 5,00 ridotto

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI

CUP Centro Unico Prenotazioni
Tel. 030.2977833-834
santagiulia@bresciamusei.com

Credits: Fondazione Brescia Musei

 

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