Dal Duomo a Palazzo Farnese: Piacenza celebra l’anno del Guercino

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La dignità dell’artista sta nel suo dovere di tener vivo il senso di meraviglia nel mondo.
(Gilbert K. Chesterton)

Piacenza apre il suo 2017 nel segno di un grande pittore emiliano, che proprio in città con il suo genio ha lasciato un’impronta da gigante: dalla Cattedrale alla Chiesa dei Cappuccini, dalla cupola di Palazzo Farnese al Santuario di Madonna di Campagna.

Benvenuti nella Piacenza che inaugura l’anno del Guercino. E il buon presagio comincia con la notizia di queste ore, sul recente ritrovamento a Casablanca, in Marocco, della “Madonna con i santi Giovanni Evangelista e Gregorio Taumaturgo, opera di immenso valore firmata proprio dal grande artista seicentesco e rubata a Modena dalla chiesa di San Vincenzo.

Per tre interi mesi – dal 4 marzo al 4 giugno – una serie di iniziative nella capoluogo emiliano celebreranno l’artista seicentesco, con la rassegna “Guercino a Piacenza”, pronta a unire in un mix culturale-artistico tra sacro e profano, il Duomo a Palazzo Farnese.

Fulcro della manifestazione, promossa dalla Fondazione Piacenza e Vigevano, dalla Diocesi di Piacenza-Bobbio e dal Comune di Piacenza, è proprio la Cattedrale, uno dei più importanti esempi dell’età romanica padana, con la sua splendida cupola impreziosita da uno straordinario capolavoro: il ciclo di affreschi che Guercino realizzò tra il 1626 e il 1627, pronta ad abbagliare il pubblico con la nuova illuminazione realizzata da Davide Groppi.

Sorprendente e da non perdere la possibilità offerta dalla rassegna di poter accedere all’interno della Cupola per godere da vicino dello straordinario capolavoro artistico: un esperienza unica per ammirare i sei scomparti affrescati con le immagini dei profeti Aggeo, Osea, Zaccaria, Ezechiele, Michea, Geremia, le lunette in cui si alternano episodi dell’infanzia di Gesù – Annuncio ai Pastori, Adorazione dei pastori, Presentazione al Tempio e Fuga in Egitto – a otto affascinanti Sibille e il fregio del tamburo.

La realizzazione degli affreschi nella cupola del duomo piacentino iniziò con il pittore Francesco Mazzucchelli, detto il Morazzone, che dipinse le immagini dei profeti Davide e Isaia nel 1625 e morì ultimati i primi due spicchi. Così nel 1626 gli subentrò il Guercino, completando nel giro di un anno gli altri sei scomparti.

Uno tra i più straordinari pittori che illuminarono il Seicento italiano, Giovan Francesco Barbieri, si vide affibbiare il nome di Guercino, a causa di uno strabismo congenito, che non gli impedì comunque di lasciare in eredità all’Italia alcuni tra i più bei capolavori del secolo.

Nato a Cento, da subito venne fuori il suo immenso talento e per questo venne inviato dal padre a Bastia prima e Bologna poi a imparare il mestiere, lì dove studiò le opere dei Carracci. Una carriera che lo vede far tappa a Venezia (1618), a Roma (1621-23), dove realizza le decorazione del Casino Ludovisi e la grande pala di Sepoltura di Santa Petronilla per San Pietro, che ora si trova ai Capitolini.

Poi il ritorno a Cento, il paesino emiliano che incorona Guercino, da dove passarono anche Velàzquez e Goethe, proprio per ammirare il suo lavoro, in quel borgo dove il pittore aveva fondato anni prima la sua scuola di pittura. E l’inizio dei lavori per la cupola del Duomo di Piacenza e la realizzazione del Cristo che appare alla Madonna, l’opera che da il via a una nuova fase del classicismo barocco. Poi di nuovo Bologna, fino al 1661, anno in ci morì d’infarto.

I suoi dipinti sono custoditi nei più importanti musei italiani e del mondo: Galleria Borghese e Pinacoteca capitolina a Roma, gli Uffizi, il Louvre, la National Gallery di Londra e Washington, l’Hermitage, il Prado di Madrid.

Tornando alla rassegna piacentina a lui dedicata, attraversando la città in spirito esploratore, dal Duomo si va verso Palazzo Farnese, nella Cappella Ducale. Qui, nel palazzo voluto dalla duchessa di Parma e Piacenza – Margherita d’Austria – e realizzato su progetto di uno dei più grandi architetti del tempo – il Vignola -, è stata organizzata una mostra, curata da Daniele Benati e Antonella Gigli, che presenterà una selezione di 20 capolavori del Guercino, in grado di restituire la lunga parabola che lo ha portato a essere uno degli artisti del Seicento italiano più amati a livello internazionale.

 

Info utili:
GUERCINO A PIACENZA
4 marzo – 4 giugno 2017
Cattedrale di Piacenza (piazza Duomo)
Musei di Palazzo Farnese (piazza Cittadella 29)

Orari:
martedì, mercoledì, giovedì, domenica, dalle 10.00 alle 19.00
venerdì e sabato, dalle 10.00 alle 23.00
lunedì chiuso

Biglietti:
Intero: Cattedrale: 10 €; Palazzo Farnese: 7 €; Cattedrale + Palazzo Farnese, 12 €
Ridotto: Cattedrale: 8 €; Palazzo Farnese: 5 €; Cattedrale + Palazzo Farnese, 10 €

 

Credits: CLP Relazioni Pubbliche

 

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