Gli anni ruggenti dell’Art Déco in mostra a Forlì

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“Amavo ritrarmi bella, seducente, ricca e annoiata…” (Tamara Lempicka)

Come sempre è accaduto, l’arte ha anticipato, talvolta seguito, spesso camminato al fianco dei mutamenti storici e culturali del mondo. Interpretandone la morfologia, i simboli, i valori, le credenze, le consuetudini e le idee.

Così è stato per quella corrente artistica nata sul solco degli anni Venti e che ha derivato il suo nome dall’Esposizione universale di Parigi del 1925 dedicata alle Arts Décoratifs et Industriels Modernes. Benvenuti negli anni ruggenti dell’Art Déco, che oggi la cittadina romagnola di Forlì ha deciso di celebrare, con una mostra allestita ai Musei di San Domenico, fino al prossimo 18 giugno.

Un movimento che ha mosso i primi passi dal Liberty, superandolo fino a mettersi in netta contrapposizione a esso. Lo stile improntato all’idealismo dell’Art Nouveau è stato superato dal concreto, dal razionale, dal macchinoso simbolismo che l’Art Déco rappresentava.

E non poteva essere altrimenti, perché nata sotto il segno dello sviluppo industriale, degli ingranaggi delle fabbriche, delle creazioni in serie. guardando sempre alla ricerca del lusso in chiave mondana internazionale. La corrente artistica propria della borghesia internazionale, con l’elogio dei piaceri effimeri, dei processi produttivi, mentre la storia, tra guerre e rivoluzioni, si preparava a disegnare il cupo orizzonte dei totalitarismi.

Il gusto Déco non è solo strettamente artistico: è stato lo stile delle sale cinematografiche, delle stazioni ferroviarie, dei teatri, delle grandi residenze borghesi, dei palazzi pubblici:

i suoi tratti erano definiti e fortemente riconoscibili, e sono finiti per influenzare tutte le arti decorative nel loro complesso.

Arredi, ceramiche, vetri, ferri battuti, oreficeria, tessuti della moda anni Venti, le auto, la cartellonistica, la scultura e la pittura.

Una corrente che ha pervaso l’intero universo decorativo, ispirandosi alle grandi avanguardie: dal cubismo al fauvismo al futurismo.

E che ha portato alla ribalta nomi di artisti internazionali del calibro di Ruhlmann, Lalique, Dupas, Tamara Lempicka, con la sua ritrattistica aristocratica e mondana, e Chiparus, con le sue sculture.

Senza escludere cinema e letteratura, come dimostrano le atmosfere de Il Grande Gatsby di Fitzgerald e quelle minuziosamente descritte da Gabriele D’Annunzio.

Ripercussioni soprattutto italiane vengono messe in luce dalla mostra forlivese: le biennali internazionali di arti decorative di Monza del 1923, del ’25, del ’27 e del ’30. Oltre all’expo parigina del 1925 e dei Barcellona del 1929.

Nella mostra, curata da Valerio Terraroli, si possono ammirare le opere di Giacomo Balla, Arturo Martini, Adolfo Wildt, Galileo Chini, Mario Cavaglieri, Lamb, Felice Casorati, Anselmo Bucci e dell’architetto Gio Ponti.

Oltre ad oggetti artistici di vetro, anche ceramica, gioielli, vasi, arazzi, stoffe colorate e automobili, tra cui il pezzo da Novanta: l’Isotta Fraschini appartenuta al letterato Gabriele d’Annunzio.

Eclettico, mondano e internazionale. L’Art Dèco ha mostrato al mondo il desiderio di modernità e razionalismo, prima accostando tiepidamente il Liberty, imponendosi subito dopo con vigore. Un stile che ha modificato in modo sostanziale l’idea stessa di modernità, la produzione industriale dell’oggetto artistico, il concetto di bellezza quotidiana, contrapponendosi con forza al valori ideali, la linea fluttuante, serpentina, legata alla concezione simbolista della natura come legge fondamentale dell’universo, tipica del Liberty.

L’Art Déco ha lanciato irrefrenabilmente il mondo su un’altra dimensione: quella della concretezza, della razionalità, degli ingranaggi industriali, del lusso effimero, dei grattacieli e delle luci della città.

 

Info utili:
Titolo
Art Dèco. Gli anni ruggenti in Italia

Date
11 febbraio – 18 giugno 2017

Luogo
Forlì, Musei di San Domenico

Orario
Martedì-Venerdì ore 9,30-19,00
Sabato, domenica e festivi ore 9,30-20,00
Lunedì chiuso, eccetto 17 e 24 aprile – 1°maggio
La biglietteria chiude 1 ora prima

Biglietti
Intero 12 euro
Ridotto 10 euro

 

Credits: Studio Esseci

 

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