Arrivano le grandi boutiques alla Galleria Vittorio Emanuele II

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Gran restyling per la Galleria Vittorio Emanuele II. I marchi italiani cedono il passo ai francesi. Lo storico Viganò, specializzato nella produzione di cappelli dal 1919, affida i locali a Chanel che verserà un contributo di 314 mila euro l’anno.

Il marchio francese verserà un canone doppio rispetto a quello di Viganò, che pagava al Comune 129.300 euro l’anno per effetto di uno sconto del 10% applicato alle botteghe storiche. Queste le condizioni per il passaggio di proprietà stabilite dall’Amministrazione, che alla scadenza dei termini contrattuali potrà scegliere se rinnovare il canone oppure no.

Lo storico negozio aveva lasciato trasparire la volontà di lasciare la Galleria già nel 2012, per farsi sostituire da Morellato. Allora l’Amministrazione si oppose.

La Giunta di centro-sinistra guidata da Beppe Sala ha liberato i piani alti precedentemente usati per uffici ed associazioni adesso spostatesi altrove.  Se gli incassi del 2011 ammontavano ad 11 milioni quest’anno arriveranno a sfiorare quota 30.

Saranno quindi marchi come Chanel e Montblanc ma anche ristoranti stellati (come quello di Cracco) ed hotel esclusivi a popolare la Galleria più famosa della città lombarda. La valorizzazione del tessuto commerciale è stata resa possibile grazie alla giunta comunale che ha fatto sì che i bandi di gara fossero aperti non solo all’affitto e alla vendita degli spazi ma anche alla fruizione pubblica, attraverso la realizzazione di mostre e iniziative.

Due bandi saranno indetti a breve perchè stanno per scadere i contratti della gioielleria Pizzo e del monomarca Benetton.

Anche Massimo Dutti pagherà 3,1 milioni di euro l’anno per uno spazio di 1000 metri quadri distribuiti su sei piani. Resisteranno invece due avamposti, le librerie Bocca e Rizzoli.

Info: Comune di Milano

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