Gossip dal passato: Maria Antonietta, l’ultima regina

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Come potevo sapere che lo stato versasse in simili condizioni? Quando chiedevo del denaro me ne veniva dato il doppio del richiesto!

Maria Antonietta

Una giovane arciduchessa austriaca che diventa regina di Francia, vive nella reggia più ammirata d’Europa tra i fasti più sfrenati, conclude la sua vita scoprendo il collo al boia – con il solo titolo di vedova Capeto – e passa alla storia per una frase infelice, che in realtà non pronunciò mai.

Il giudizio del mondo è stato severo con Maria Antonietta, anche dopo la sua morte: il ritratto che ci mostra la storia è quello di una donna frivola, viziata, poco intelligente e poco dotata.

Filmografia e libri hanno contribuito a “romanzare” ancora di più la sua immagine, è facile chiudere gli occhi e immaginarla tra gli stucchi dorati di Versailles, immersa in una nuvola di merletto, imbellettata e imparruccata a mangiare pasticcini e giocare d’azzardo.
La fine della delfina di Francia fu ben misera, e questo lo sanno tutti.

Quello che non tutti sanno è che quegli anni dorati passati alla corte del marito, sono quasi meno da invidiarsi della ghigliottina.

Maria Antonietta cresce spensierata nella reggia di Schonbrunn: le viene insegnato a comportarsi secondo l’etichetta, ma senza troppe costrizioni.

Schonbrunn, Vienna

Schonbrunn, Vienna

Non divenne mai una donna colta, non le interessavano gli studi e imparò a scrivere molto tardi, ma dimostrò sempre un’ottima capacità ad apprendere nozioni attraverso la conversazione.

Aveva 15 anni quando sposò Luigi di Borbone, futuro Luigi XVI, e si trasferì nella sfolgorante Reggia di Versilles, dove l’ostentazione del lusso era di casa.

Versailles, Francia

Versailles

Salone degli Specchi, Versailles, Francia

FRANCE. YVELINES (78) NEAR PARIS. THE CHATEAU OF VERSAILLES. THE RENOVATED HALL OF MIRRORS

E qui iniziano i guai: il neo marito – oltre a non essere affatto avvenente, come sembrava dai ritratti mandati a Vienna durante il corteggiamento – sebbene mai dichiarato ufficialmente impotente, aveva una sorta di “blocco psicologico” nei confronti della sua giovane sposa.
Non c’è dunque da stupirsi che la delfina, giovane, trascurata dal marito e priva dell’istruzione adatta a sapersi muovere in linea con le politiche di corte, si annoiasse e si sentisse molto sola.

A 18 anni divenne regina di Francia, e, sfinita dal clima ostile che la circondava e dalle estenuanti e continue corrispondenze con la madre, che la rimproverava di non essere in grado di fare innamorare suo marito – e conseguentemente di generare un erede, cosa che avrebbe gettato un’ombra sulla posizione di ogni moglie di re – Maria Antonietta iniziò a dedicarsi all’unica cosa che sapeva fare: giocare.

Giocava d’azzardo, spendeva – sopra le sue possibilità, e parliamo della regina di Francia – si divertiva, dimostrava il suo attaccamento una volta a questa, una volta a quella dama di corte, intrattenendo amicizie prive di salde fondamenta – soprattutto fu molto affezionata a Gabrielle de Polignac, tanto che si sospettò che tra le due ci fosse un rapporto più saffico che di amicizia convenzionale, ma del pettegolezzo non c’è conferma.
E intanto subiva maldicenze, insulti, versi osceni sul suo conto.
Finalmente arrivarono i tanto sospirati eredi, tra cui il delfino, ma l’ostilità della corte non si placò.

In seguito alla grave crisi finanziaria del 1783 e la conseguente depressione di Luigi, la regina prese la situazione in mano: abbandonò le frivolezze e partecipò con il ministro delle finanze de Brienne a un piano di risanamento delle finanze, mettendo la Francia al primo posto – anche rispetto alla sua amata Austria – e tagliando per prime le abbondanti risorse della cerchia più privilegiata, la sua.
Questo non le rese certo più amica l’aristocrazia di corte, ma paradossalmente neanche il popolo reputò l’atto abbastanza importante da dimenticare la precedente condotta della loro sovrana.

I contrasti con l’Assemblea Nazionale si fecero sempre più violenti, ne il sovrano ne la sua consorte erano in grado di concepire l’idea di una monarchia che non fosse assoluta.

Tuileries, Francia

Tuileries

Alle Tuileries, la famiglia reale era praticamente agli arresti domiciliari e regolarmente insultata dalla folla che si riuniva ai cancelli.
La regina si confinò nel palazzo: evitava di mostrarsi in pubblico e vestiva con semplicità.

Nel febbraio del 1790 Luigi XVI fu costretto ad approvare la Costituzione.
Fu in quel periodo che la situazione sembrò cambiare in meglio, grazie al conte de Mirabeau, un nobile simpatizzante della rivoluzione che decise di aiutare la monarchia,  tentando di indirizzare il re e la regina verso un modello costituzionale.
Mirabeau, ammirò molto la regina per la sua determinazione, tanto da giungere a dire: “Il re ha un solo uomo con sé: sua moglie!”

Nonostante l’appoggio dell’influente conte, l’implicita minaccia di morte continuava a pesare sulla famiglia reale, che tentò la fuga verso i Paesi Bassi austriaci.
Fu nella cittadina di Varennes-en-Aragonne che i fuggitivi furono riconosciuti e riportati a Parigi.

Varennes-en-Aragonne

Il 10 agosto 1792, una folla di rivoltosi attaccò con violenza il palazzo della Tuileries, uccidendo guardie del re e nobili.

Tre giorni dopo, per ordine della Comune, la famiglia reale venne trasferita dentro la Tour du Temple, un antico monastero dei Templari, allora adibito a carcere.


I sovrani, i figli e la sorella minore del re furono dunque rinchiusi nella prigione.

Paradossalmente, fu nella prigionia che i coniugi Capeto furono uniti come non mai.
Quando Luigi morì sulla ghigliottina, Maria Antonietta si disperò e, nonostante le fosse stata proposta una via di fuga, si rifiutò di lasciare i figli e scelse di andare incontro al suo destino.


Fu trasferita nella Conciergerie, la sua ultima prigione: era già stato deciso che la ex regina avrebbe seguito il destino di suo marito, ma ci voleva un pretesto.

Le accuse mosse a Maria Antonietta furono:

  • esaurimento del tesoro nazionale,
  • intrattenimento di rapporti e corrispondenza segreti con il nemico , ovvero l’Austria e i filomonarchici,
  • cospirazioni contro la sicurezza nazionale ed estera dello Stato.

In pratica, alto tradimento.
La regina sostenne gli interrogatori del processo, seppur malata e fortemente provata, con grande dignità.
Quando l’accusarono anche di rapporti incestuosi con il figlio di otto anni, certe donne del popolo presenti in sala presero addirittura le sue difese.
La carretta dei condannati a morte portò in Place de La Révolution – oggi Place de La Concorde –  una donna fisicamente allo stremo delle forze, ma dritta e composta anche nel terrore.

Questa è stata la fine dell’ultima regina di Francia, a cui fu tagliata la testa per non essere stata capace di concepire una monarchia diversa dall’istituzione che era sempre stata, per non aver saputo convincere il marito a tenersi al passo con i tempi.

Le spoglie dei due sovrani furono riesumate nel 1815 e trasferite nella Basilica di Saint-Denis, dove riposano i re e le regine che hanno fatto la storia della Monarchia – o, in questo caso, della Repubblica francese.

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