GRAart debutta a Roma: le pareti del Grande Raccordo diventano un museo della Street Art

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GRAart è il progetto d’arte contemporanea che percorre le pareti del Grande Raccordo Anulare di Roma. Attraverso le opere di Urban Art realizzate da dieci artisti internazionali, si raccontano la storia ed il mito della città. Da marzo, le pareti del raccordo, fino a ieri abbandonate, si sono trasformate in un’autentica galleria d’arte.

Murales Camilla Falsini GRAart

© ANSA

L’iniziativa, curata da Diavù, ha creato un vero museo d’arte e bellezza a cielo aperto, in cui i pennelli ed i cavalletti sono stati sostituiti dagli spray di colori sgargianti e dalle grandi gru.

L’arte tradizionale, caratteristica fondamentale della città, cede il posto alla Street Art con i murales sui muri delle strada più trafficata d’Italia. GRAart pone l’accento sulla ricchezza culturale ed artistica di Roma. Ormai, la città eterna è il misto tra un centro storico monumentale e delle splendide periferie che stanno per emergere.

L’offerta turistica e culturale si amplia grazie al lavoro di autori provenienti da varie parti del mondo. L’Anas, l’Ente nazionale per le strade, non vuole fermarsi qua: intende crescere ancora di più in altre zone d’Italia attraverso la fusione di artisti internazionali, storia e cittadinanza.

Giovanni Vittorio Armani, presidente dell’Anas, ha rilevato l’importanza dell’iniziativa che ha avuto un’enorme capacità di trasformare le zone abbandonate della città:

“Dare una connotazione di bellezza, investire artisticamente, fa in modo che questi luoghi non siano più ‘luoghi di nessuno’ e anzi siano tutelati e curati da tutti”.

Murales Colectivo Licuado GRAart

© ANSA

Il ministro Dario Franceschini è molto soddisfatto del risultato ed ha invitato tutti a seguire l’esempio di Roma:

“’Le periferie sono il luogo dove si stanno giocando tutte le sfide del futuro, dall’integrazione alla crescita demografica. Innesti di arte contemporanea come questo servono alla riqualificazione del territorio e a dare sfogo a nuovi talenti. Un progetto brillante che – invita – anche altre società proprietarie di strade possono copiare. L’Anas non si offende mica”.

Credits

www.graart.it

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