La mostra dimenticata del gruppo Magnum al Brescia Photo Festival

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Ho capito all’improvviso che la fotografia poteva fissare l’eternità in un attimo. Henri Cartier-Bresson

Quella che si è deciso di raccontare non è una semplice mostra, non una semplice storia. A Brescia, nella sua prima italiana, rivive uno dei racconti più affascinanti che la fotografia mondiale possa esporre al pubblico. Per i suoi protagonisti, per i progetti nati, per le intenzioni e per il mistero di ritrovamenti che oggi, al Museo bresciano di Santa Giulia, riprendono vita. Proprio come avrebbero dovuto fare sessant’anni fa.

Il mistero nasce da due casse impolverate – proprio come nei migliori film di Spielberg – abbandonate in una cantina di Innsbruck e ritrovate per puro caso nel 2006. Dall’interno venne alla luce un tesoro inestimabile: immagini. Infilate lì negli anni ’50, pronte per essere esposte in una mostra itinerante di una delle più grandi agenzie del mondo – la Magnum Photos – con il titolo “Gesicht der Zeit” (“La faccia del tempo”). Le casse però vennero lasciate lì, forse dimenticate e il loro tesoro sepolto sotto la polvere.

E allora parte l’avventura. Ridare vita alla mostra dimenticata dell’agenzia Magnum. Si, proprio lei, quella società cooperativa fondata sulla terrazza del Moma di New York nel maggio 1947, da alcuni tra i più grandi fotografi del mondo – Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, George Rodger, David ‘Chim’ Seymour e William Vandivert – per salvare la fotografia e il lavoro dei fotoreporter.

Quelle foto dimenticate in Austria e ritrovate sessant’anni dopo, sono state restaurate e preparate per essere esposte in una nuova mostra, quella che oggi ospita Brescia nell’ambito del Brescia Photo Festival. L’occasione è stata ghiotta e l’organizzazione relativamente semplice grazie alle didascalie e ai supporti anch’essi inseriti nelle casse, cosa che ha consentito di rivedere la mostra esattamente così come l’hanno pensata gli stessi fotografi che di essa erano i protagonisti e come l’hanno ammirata gli austriaci all’epoca oltre sessanta anni fa.

Così oggi al Santa Giulia, fino al 3 settembre va in scena “Magnum’s First”, un percorso espositivo che si compone di 83 stampe vintage in bianco e nero, di artisti entrati nella leggenda del fotoreportage, accompagnate da 8 testi di fotografia firmati nientedimeno che da Henri Cartier-Bresson, Marc Riboud, Inge Morath, Jean Marquis, Werner Bischof, Ernst Haas, Robert Capa e Erich Lessing.

Vi compaiono immagini che sono entrate nella storia della fotografia.

Werner Bischof: JAPAN. Tokyo. Courtyard of the Meiji shrine. 1951. Copy © Werner Bischof/Magnum Photos

Erich Lessing: German Border Patrol at maneuvers, Coburg, Germany, 1953 copy © Erich Lessing / Magnum Photos

Come il reportage dal Festival delle province basche di Robert Capa o le immagini della Dalmazia di Marc Riboud o quelle tratte dal Photographic Diary di Werner Bischof.

Fanno parte dell’immaginario collettivo del ‘900, le immagini scelte da Henri Cartier-Bresson per ricordare il funerale del Mahatma Gandhi.  In questa mostra del fotografo è rappresentato il suo leggendario portfolio su Gandhi, essendo stato attento testimone degli ultimi giorni della vita del Mahatma e del suo funerale, nel 1948. Un reportage di 17 immagini pubblicate dalla rivista Life che il fotografo fissa con la sua amata Leica.

Altri lembi del mondo, così come lo avevano registrato appena prima della mostra, sono proposti da Ernst Haas “La terra dei Faraoni”, 1954), da Erich Lessing ”Austria, Bambini viennesi”, 1954, Jean Marquis (Ungheria, 1954) e Inge Morath (Londra, Mayfair, 1954).

In aggiunta, va in scena “Magnum. La Première Fois”, con i servizi che hanno reso celebri 20 fotografi Magnum, con proiezioni e stampe originali di: Robert Capa, Cornell Capa, Abbas, Bruce Gilden, Christopher Anderson, Alex Webb, Chien-Chi Chang, Eli Reed, Harry Gruyaert, David Alan Harvey, Thomas Hoepker, Richard Kalvar, Paolo Pellegrin, Gueorgui Pinkhassov, Jacob Aue Sobol, Larry Towell, Susan Meiselas, Bruno Barbey, Peter Marlow, Olivia Arthur

E, ovviamente, non poteva mancare l’esposizione al pubblico dal grembo temporaneo che ha custodito per decenni le fotografie: le casse ritrovate nella cantina di Innsbruck.

Un’occasione da non perdere per ammirare idee, concettualità e immagini frutto del loro tempo, a pochi decenni di nascita del gruppo Magnum, oggi una delle più grandi agenzie fotografiche del mondo, un tempo società cooperativa nata con alla base un principio rivoluzionario:

proteggere le fotografie dei reporter fin dai negativi, una sorta di diritto d’autore pionieristico, che sanciva la proprietà dei negativi in un’ottica di assoluta libertà del fotografo e di autonomia editoriale.

Poco dopo la Magnum, che celebra oggi il 70esimo anniversario, apre due sedi principali nel mondo: a New York e a Parigi. E i fondatori si spartiscono le aree geografiche, garantendo massima copertura degli avvenimenti mondiali: Henri Cartier-Bresson fotografa l’ Oriente, David Seymour l’Europa, William Vandivert l’America, George Rodger il Medio Oriente e l’Africa e Robert Capa piena libertà d’azione nel mondo.

I reportage di questi grandi fotografi hanno segnato l’inizio della grande avventura Magnum, che ha influenzato in modo determinante l’evoluzione del fotogiornalismo.

Centinaia di fotoreporter sono passati dai suoi studi, e tutt’oggi lo fanno. L’agenzia è celebre al grande pubblico per aver alcuni storici reportage di guerra, come quella in Vietnam, ad opera del fotografo P.J. Griffiths, per aver prodotto immagini relative ad eventi di carattere storico e sociale come il movimento per i diritti civili in America realizzate da L. Freed, o le condizioni dei lavoratori boliviani rivelate dall’obbiettivo di F. Scianna. O come le foto di Erwitt, quelle dedicate al mondo dei cani. Un vero colosso della fotografia, che oggi entra nei musei di Santa Giulia di Brescia con quella sua piccola punta di diamante, rimasta custodita e protetta per decenni in quella cantina.

Magnum’s First rientra tra le iniziative del Brescia Photo Festival, evento annuale internazionale dedicato alla fotografia, organizzato da Fondazione Brescia Musei e dal Macof-Centro della fotografia italiana – con il sostegno di Comune di Brescia, MO.CA. e della Fondazione ASM. Si terrà dal 7 al 12 marzo nella città lombarda, e vede tra le grandi mostre promosse, anche Steve McCurry, Magnum. La Premiere Fois, Uliano Lucas e Caio Mario Garrubba.

“Brescia – ha affermato Luigi Maria Di Corato, Direttore di Bresci Musei – ha sempre avuto un forte legame con la fotografia, prova ne sono le molteplici iniziative pubbliche e private in atto, oltre che una concentrazione di centri di alta formazione, associazioni, spazi espositivi, gallerie, collezionisti e professionisti di valore nazionale ed internazionale. Basti pensare che per un decennio si è tenuta a Brescia, su iniziativa privata, una biennale internazionale di fotografia che ha portato in città alcune dei principali fotografi da tutto il mondo”.

 

Info
Mostra: Magnum’s First
Luogo: Museo di Santa Giulia
Date: 7 marzo – 3 settembre 2017
Biglietti: unico – 12,00 €Ridotto gruppi e convenzioni – 9,00 €Ridotto over 65, 14-18, universitari – 7,00 €Ridotto 6-13 – 4,50 €

Credits: Studio Esseci, Brescia Photo Festival

 

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