Modigliani: il fascino dell’ultimo romantico a Genova

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06. MODIGLIANI

Quando conoscerò la tua anima, dipingerò i tuoi occhi.

 

Fino al 16 luglio 2017, la città di Genova dedica ad Amedeo Modigliani un’esposizione atta a illustrare il percorso creativo dell’artista livornese nella sua breve e feconda carriera.

La mostra “Modigliani” si tiene presso l’appartamento del doge di Palazzo Ducale e ospita circa una trentina di dipinti provenienti da importanti musei, quali il Musée de l’Orangerie e il Musée National Picasso di Parigi, il Koninklijk Museum voor Schone Kunsten di Anversa, il Fitzwilliam Museum di Cambridge, la Pinacoteca di Brera, e da prestigiose collezioni europee e americane.

Modigliani

Il ‘Principe’ di Gerusalemme

Artista noto soprattutto per la sua passione per le donne, l’alcool e per i continui scatti di collera, si guadagnò presto, a Montmartre, l’appellativo di ‘Principe di Gerusalemme’.  

Colto e ghiotto di poesia, ma senza un soldo; attraente e di bell’aspetto ma segnato, a soli 26 anni, dalla tubercolosi. È indubbio che la sua fortuna iniziò il giorno dopo la sua morte, e che in vita non ebbe mai quel consenso e riconoscimento che aveva sempre cercato.

Avrebbe potuto condurre un’esistenza più tranquilla, limitandosi a dipingere paesaggi en plein air, come gli suggerì il suo secondo mercante, Paul Guillaume, ma scelse di focalizzare la sua indagine sulla figura umana, nel tentativo di coglierne il carattere più profondo.

Per questo non abbracciò mai nessuna delle Avanguardie del momento, che siano il Cubismo, i Fauves o il Futurismo a cui addirittura negò la firma sul Manifesto di Marinetti.

La predilezione per i ritratti

L’arte di Modigliani è caratterizzata dal trionfo del ritratto e della figura umana. 

Molti furono coloro che posarono per lui: da grandi artisti come Picasso, a poeti e scrittori come Max Jacob e Jean Cocteau, insieme ad amici e sconosciuti, servi e donne viziose.

Tutti volti nei quali Modì cercava di rintracciare la scintilla divina dell’anima e di imprimere il marchio inconfondibile del suo genio. 

Frontali, immobili, allungati, sospesi come icone bizantine e costruiti con una linea tutta italiana. “Per lavorare ho bisogno di un essere vivo” – diceva – “di vedermelo davanti. L’astrazione mi affatica, mi uccide ed è come un vicolo cieco”. 

Lo scandalo dei nudi

Nel 1916 Modigliani presentò i suoi grandi nudi alla Galleria Berthe Weill. Lo scandalo fu totale, al punto che arrivò la polizia per sottrarre le opere alla vista del pubblico. Perchè quei nudi così sfacciatamente sensuali sembravano offrirsi allo sguardo e al desiderio, prima del pittore e poi di chiunque ci passava davanti.

Numerose furono le anonime modelle che posarono per lui, scovate nei caffè parigini o incontrate per strada e ammaliate dal suo fascino di seduttore.

Ma anche presenze importanti nella sua vita sentimentale e di intellettuale, come la giornalista e poetessa Beatrice Hastings, Lunia Czechowska, amica di lunga data, Hanka Zborowska, moglie del suo mercante, e la giovane compagna Jeanne Hébuterne, dalla quale avrà una figlia e che si suiciderà, incinta, il giorno dopo la morte del suo adorato Modì.

“Dipingere una donna è come possederla”, sosteneva. E forse è per questo che i suoi nudi appaiono così semplici, sensuali e appassionati. 

Amedeo Modigliani Nudo accovacciato, 1917 Olio su tela, 114,5 x 71,5 cmAnversa, Koninklijk Museum voor Schone Kunsten KMSKA © Lukas – Art in Flanders vzw, foto Hugo Maertens

Nel nudo di Beatrice Hastings, sopra esposto, c’è tutta la grazia e la compostezza proprie della donna, come suggerite dalla raffinatezza del collo affusolato, dalla bocca ben disegnata e dallo sguardo pieno. 

Le sculture sognanti

Quelli che vanno dal 1911 al 1913 sono gli anni in cui Modigliani si dedicò alla scultura.

Era stato il rumeno Brancusi a suggerire al giovane livornese quello che per lui era il solo metodo possibile per scolpire: il rapporto fisico con la materia. Che non significava modellare ma tagliare direttamente la pietra.

Delle 28 scuture a lui attribuite con certezza, soltanto una rappresenta una vera e propria Cariatide, scultura utilizzata nell’antichità come colonna. Qui inginocchiata a sostenere un peso.

Cariatide in ginocchio, 1913 circa. Gouache su carta, 35 x 27.4 cm. Collezione privata

Le Cariatidi di Modì sono al centro di una delle sue grandi utopie, “Il Tempio della Voluttà” che avrebbe voluto costruire ma che, a causa della salute cagionevole, non riuscì mai a realizzare. 

I 30 dipinti esposti a Palazzo Ducale sono insomma dei capolavori indiscussi. 

Opere che testimoniano una pittura di qualità estrema, introversa e introspettiva.

Credits: Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura e MondoMostre Skira.

Info:

“Modigliani”

Palazzo Ducale di Genova, via Giacomo Matteotti 9

16 marzo 2017 – 16 luglio 2017

Orari: da lunedì a domenica 9.30 – 19.30 / venerdì 9.30 – 22.00

Costo dei biglietti: intero 13 euro / ridotto 11 euro

Sito ufficiale: www.modiglianigenova.it

Fonte: Fondazione Palazzo Ducale

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