Parigi, la mostra “Tenue correcte exigée” – quando gli abiti fanno scandalo

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Dal XIV secolo ai nostri giorni, la mostraTenue correcte exigée – fino al 23 aprile 2017 presso Les Arts Décoratifs di Parigi – passa in rassegna tutti i capi che, per un motivo o per un altro, sono passati alla storia per aver dato scandalo o addirittura portato a una censura.

Ogni epoca ha dettato delle regole ben precise in merito all’abbigliamento, soprattutto quello femminile, ed era molto facile rischiare di entrare nella fascia sociale degli emarginati a causa di un outfit inopportuno.
E, in certi periodi storici, le parole “emarginato” e “pena di morte” andavano piuttosto d’accordo.

Sobrietà e frivolezza si sono alternate di secolo in secolo: prima gli abiti castigati tipici del medioevo, poi le fogge più lussuose e sensuali del Rinascimento, per tornare ai colletti alti e i colori scuri imposti dalla moda seicentesca – forse causa dell’eccessivo tripudio di scollature e colori che avrebbero caratterizzato il secolo seguente.

L’ultimo ritorno all’austerità lo vediamo nell’Ottocento, perché subito dopo arriva il rivoluzionario XX secolo, in cui la moda punk avrebbe sostituito la gonna lunga, le donne si sarebbero vestite da uomo – e gli uomini da donna.

La moda è una sorta di moto perpetuo sempre più velocemente soggetto al cambiamento, e – soprattutto se si è un personaggio pubblico – esporsi alla critica della società è facile.

Dagli abiti maschili di Giovanna d’Arco alla famosa scollatura in raso nero di Lady Diana, passando per il discutibile look di Angela Merkel e quello di Pablo Iglesias, leader del partito spagnolo Podemos: tutti gli outfit più discussi della storia – e dell’attualità – vi aspettano a Parigi.

Info: lesartesdecoratif.fr

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