Unione Europea, tra vantaggi e svantaggi

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Sono trascorsi 60 anni dalla firma dei Trattati di Roma, tappa fondamentale del processo di integrazione europea.

Nel 1957 i ventotto paesi -oggi ventisette a seguito della Brexit- garantirono il loro impegno ad un sogno comune, dando forma al disegno di una prima neonata Europa.
In questi anni di rigorosa austerity -spesso causa di dubbi e polemiche in merito alla sua efficacia-i 28 capi di stato hanno più volte avanzato richieste di flessibilità, invitando i burocrati europei a prestare meno attenzione alle politiche dello zero virgola.

Ma l’Europa cosa ha chiesto e cosa ha dato ai paesi membri negli ultimi 60 anni? 

Facciamo il punto sul caso italiano: 

Richieste

  • Diminuire le tasse sul lavoro e aumentare quelle sui consumi. Cosa che l’Italia ha fatto nel tentare di ridurre il cuneo fiscale e contributivo. Il Governo resta però recalcitrante all’osservanza di questa richiesta, visto che l’Iva e le imposte sugli immobili sono addirittura diminuite per quanto concerne la prima casa.
  • Anche le agevolazioni fiscali -le cosiddette “tax expenditures” sono coinvolte. L’Europa ne chiede una razionalizzazione ma il progetto è in programma da diversi anni perchè investe una questione politicamente sensibile.
  • Le privatizzazioni sono fondamentali per ridurre il rapporto tra Debito pubblico e Pil. Lo scorso anno il nostro paese ha evidentemente mancato l’obiettivo, il 2017 dovrebbe invece essere l’anno del secondo tentativo. Si richiedono cessioni di quote di grandi aziende, tra cui Poste Italiane e Ferrovie dello Stato.
  • Le istituzioni europee chiedono altresì interventi più efficaci relativamente ai salvataggi bancari, con lo scopo di ridurre le difficoltà degli istituti di credito. Gli sforzi che il nostro paese ha compiuto a tal proposito -la riforma sulle procedura di insolvenza e la garanzia pubblica per le cartolarizzazioni- sono stati giudicati positivamente ma l’Ue non li ha ritenuti adeguati al contenimento delle difficoltà di breve termine.
  • La riforma della Pubblica Amministrazione proposta dal Governo con la legge delega del Ministro Marianna Madia attende tuttora di essere attuata.
  • Per ultimo, l’Europa chiede all’Italia il concepimento di un efficace piano di lotta alla povertà. Nelle scorse settimane il Parlamento ha lavorato su una proposta che possa venire incontro alle famiglie con a carico dei figli anche se i finanziamenti disponibili sono pochi.

Ma se l’Europa richiede ai paesi membri quelli che in tanti hanno soprannominato polemicamente  “compiti a casa”, altri non conoscono le ripercussioni benefiche che la nascita dell’Ue ha avuto sulla vita dei cittadini europei. Vediamole insieme:

  • Con la nascita del mercato unico, le conseguenze sui trasporti sono state evidenti. L’integrazione ha generato una concorrenza così benefica da far scendere i prezzi in maniera significativa. Lo scenario è radicalmente cambiato quando è sorto il fenomeno del “low cost”. 
  • Se fino a sessant’anni fa telefonare da un paese europeo all’altro era un gesto parecchio costoso, oggi è possibile comunicare internazionalmente in modo molto più facile. Tra poche settimane, nel mese di giugno, dovrebbe essere attuato l’addio al roaming dati, che permetterà di eliminare i costi aggiuntivi per gli operatori. 
  • La nascita dell’area unica dei pagamenti ha permesso inoltre il bonifico diretto entro un giorno. Con il “Sepa” (Single euro payments area) trasferire del denaro dalla Francia all’Italia non è mai stato così facile e, soprattutto, ha un costo identico a quello di un bonifico nazionale. 
  • A proposito di tutela dei consumatori inoltre, la garanzia europea ha permesso il rimborso, la riparazione e la sostituzione dei prodotti difettosi o diversamente funzionanti da quanto illustrato nelle pubblicità. Non è più necessario giustificare la decisione dell’acquirente, anche se rimangono alcune eccezioni nel caso dei biglietti aerei, ferroviari e nel caso di quelli dei concerti.
  • Sulla sicurezza alimentare i progressi portati dall’Europa sono diversi. La politica di sicurezza alimentare comunitaria disciplina l’intero ciclo di produzione: dalla fattoria alla distribuzione alla tavola. 
  • Per quanto riguarda le piattaforme digitali è in programma una proposta per permettere agli abbonati ad una piattaforma –che sia Sky piuttosto che Netflix– di accedere liberamente ai materiali per cui hanno pagato, ovunque si trovino. 

 

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