Roma, piano del traffico e direttive europee rivoluzionano il commercio su strada

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Roma, via le bancarelle dalle zone centrali della città.

Il Piano generale del traffico – approvato dal Campidoglio nel 2015 – combina i suoi effetti con quelli della direttiva europea Bolkestein, che obbliga i Comuni a rimettere a bando le postazioni per il commercio sul suolo pubblico, e porterà a una vera a propria rivoluzione per quanto riguarda la viabilità in alcune zone nevralgiche di Roma.

Nel I municipio, attualmente sono 700 le bancarelle autorizzate, di cui 600 nel centro storico.
Da piazzale Flaminio a viale regina Elena, passando per Prati, la scomparsa delle bancarelle – oltre a ovvi vantaggi su questioni di decoro e sicurezza – porterà anche a effetti di rilevante portata per quanto riguarda il traffico: ad esempio, i furgoni parcheggiati in seconda fila su viale Regina Elena non intralceranno più l’arrivo delle ambulanze al Policlinico.

I vigili urbani hanno concluso le operazioni di verifica, il Piano entrerà in vigore nel 2018.Se continuiamo a considerare il centro storico una Babilonia del commercio, dove tutto è consentito, allontaneremo da questa città i turisti, ormai stanchi di questo degrado” ha dichiarato a Repubblica Vittorio Emiliani, presidente del Comitato per la bellezza.

Si tratta di una battaglia che presumibilmente porterà dei risultati, ma la guerra per combattere l’abusivismo e il degrado è ancora lunga.

Eppure, nonostante questa consapevolezza, a Roma il problema è stato preso di petto: recentemente è stata licenziata dalla commissione comunale congiunta alla Cultura e al Commercio, una proposta di delibera che estenda la regolamentazione dell’attività dei “pittori di strada”, per adesso valida solo per il Primo Municipio, a tutta la città.

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