Game On 2.0. A Roma una mostra per ripercorrere la storia dei videogame

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100 giorni per raccontare 46 anni di storia del videogame. Si chiama Game on 2.0 la mostra inaugurata a Roma lo scorso 4 marzo allo Spazio Tirso, organizzata da Dimensione Eventi e VentiDieci.

Una rassegna che ha fatto il giro del mondo -prima di Roma era al Barbican di Londra- e che ha attirato oltre due milioni di visitatori.

Il corpus espositivo è un viaggio nella memoria di chi la gioventù l’ha vissuta giocando alle console più o meno note come l’Atari 2600 o il Commodore 64 del 1982. Si parte  con Computer Space, considerato il primo videogame da sala giochi ideato nel 1971.

“Sono stati anni febbrili quelli degli inizi”, ha detto Nolan Bushnell. Il fondatore dell’Atari aveva assunto nella sua azienda due giovani sconosciuti –Steve Wozniak e Steve Jobs– i cui nomi di lì a poco sarebbero divenuti famosi in tutto il mondo.

All’interno degli spazi adibiti è possibile giocare con Tetris e Tekken, Adventure e World of Warcraft, Pitfall e Street Fighter, Donkey Kong e Minecraft, Missile Command e Doom.

C’è però anche chi ha sfruttato l’occasione della mostra per sottolineare come sia cambiato il mercato dei videogame, ormai piegatosi alle stesse logiche che animano Hollywood. Costi di produzione esorbitanti non consentono di rischiare puntando su nuove idee, e così si è perso lo spirito pionieristico dei primi tempi. “Pochi rischiano con idee nuove quando i costi sono così alti” ha detto Tomohiro Nishikado, creatore di Space Invaders.

 

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