Ricerca IRI, gli italiani chiedono vini di qualità

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Ricerca IRI consumo vini

È stata presentata lo scorso 10 aprile a Vinitaly la ricerca Iri sui consumi di vino nella Grande distribuzione “Cantine e insegne distributive a confronto: lavorare insieme per soddisfare la domanda di consumatori”, insieme alla relazione su Brexit e Vino di Alex Canneti, Direttore delle vendite off-trade della Berkmann Wine Cellars di Londra, nel corso della 13° tavola rotonda organizzata da Verona Fiere.

La ricerca ha delineato i cambiamenti in atto nelle abitudini dei consumatori che cercano sempre più la qualità: gli italiani comprano il vino soprattutto nei supermercati: nel 2016 hanno acquistato sugli scaffali 500 milioni di litri, spendendo 1 miliardo e mezzo di euro. E il 60% di questi acquisti è rappresentato dai vini con riferimento territoriale (Docg, Doc, Igt), il comparto che cresce di più:+2,7% nel 2016 e +4,9% nel primo bimestre 2017 (a volume).

Aumentano sempre più gli acquisti della bottiglia da 75cl a discapito dei bottiglioni da un litro e mezzo, dei vini sfusi, delle damigiane, e dei brik. I vini fermi sono più richiesti dei vini frizzanti, che probabilmente risentono del boom degli spumanti (+7% nel 2016). Crescono rapidamente anche i vini biologici, una proposta ancora di nicchia nella Grande distribuzione. Gli studi IRI sul comportamento dei consumatori nella Grande distribuzione evidenziano che l’86% di essi è propenso a sperimentare nuovi prodotti, si informa sulle novità a scaffale, spesso sui siti web di settore (il 33%).

Tra le cantine espositrici a Vinitaly è affiorata la preoccupazione sulla incertezza sui mercati britannico e statunitense: “La Brexit è una sfida per le vendite dei vini italiani poiché l’Australia, il Sud Africa e la Nuova Zelanda saranno i primi Paesi a istituire trattati bilaterali con il Regno Unito – ha dichiarato Alex Canneti della Berkmann Wine Cellars di Londra – L’unica soluzione a questa minaccia è consentire al Regno Unito un periodo di 10 anni per condividere gli stessi oneri doganali dell’Unione e negoziare un trattato di libero commercio. Quindi tutto dipenderà da come evolverà il negoziato post Brexit tra UK e UE”.

Verona Fiere

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