8 città imperdibili per 8 artisti indimenticabili

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Freud e Berggasse 19 a Vienna (città imperdibili)

Ecco 8 artisti indimenticabili e le 8 città che testimoniariono le loro vite e segreti. 

Visitare una città è anche il modo di tuffarsi nell’anima degli artisti che l’abitarono. Ecco 8 luoghi da non perdere per 8 stelle altrettanto memorabili:

  • Andy Warhol e New York

Warhol arrivò nella Grande Mela da Pittsburgh subito dopo la laurea e ci rimase fino alla morte nell’87. La città gli offrì tante opportunità nel mondo della pubblicità, tra cui lavorare per riviste come Vogue e Glamour.

È obbligata la visita al Moma ed al Guggenhem per ammirare le opere più significative del Re della Pop Art. Da non dimenticare la sua storica Factory al sesto piano del Decker Building, studio e laboratorio d’arte in cui si ritrovò con i più grandi artisti dell’epoca.

Andy Warhol e Silver Factory (città imperdibile)

© Pinterest; Bob Adelman

  • Fedor Dostoevskij e San Pietroburgo

San Pietroburgo fu la città in cui visse più a lungo, anche se fu nato a Mosca. Cambiò 10, forse 20, case, tutte d’angolo, con le finestre affacciate su due strade e una chiesa nelle vicinanze per sentire le campane.

Qui ambientò “Delitto e castigo”, da rileggere passeggiando per Sennaya, il quartiere del fieno. Da non perdere, la casa museo nell’ultimo dei suoi appartamenti o il cimitero Tichvinskoe, dov’è sepolto.

  • I Beatles e Liverpool

La città dei mitici Fab Four offre tante interessanti localizzazioni da visitare per conoscere la loro storia e le loro vite. Dal museo The Beatles Story (con le riproduzioni del The Cavern Pub e il The Grapes) a The Beatles Shop, il più famoso negozio dedicato a loro. 

Da non perdere una passeggiata a Penny Lane, la strada dove Lennon e McCartney si incontravano ai tempi di scuola; e lo Strawberry Field, ex orfanotrofio dove solito John si rifugiava.

 

Beatles a Liverpool (città imperdibile)

© www.embassie.com, www.visitliverpool.com

  • Hemingway e l’Avana

La prima volta fu quasi per caso, quando era in attesa con la moglie Pauline di imbarcarsi per la Spagna. Dopo però tornò più volte a Cuba e finì per comprare anche casa nel 1940: la Finca La Vigia (oggi museo). 

È costretta la visita all’Hotel Ambos Mundo, dove visse alcuni anni, e a La Terraza, bar di un pescatore nel villaggio di Cojimar, dove nacquero molti suoi personaggi. 

  • David Bowie e Berlino

Bowie si innamorò della città nel 1976, quando fuggì con Iggy Pop dagli Stati Uniti per ritrovarsi dopo un complicato periodo personale. Riuscì a disintossicarsi dalla cocaina e nacquero tre album come Low, Heroes e Lodger. 

Il tour sui passi del Duca Bianco parte da Hauptstrasse 155, la casa dove Bowie abitò fino al ’78. Passa anche per il Café Neues Ufer, primo gay bar in città, e il club underground Chez Romy Haag. Giunge il Brucke-Museum, dove studiò l’Espressionismo tedesco e arriva fino all’Hansa Studio, dove compose Heroes.

Bowie e Hansa Studio (città imperdibili)

© MusicOff

  • Marilyn Monroe e Los Angeles

La sua stella brilla sull’Hollywood Walk of Fame e tra i molti cimeli dell’Hollywood Museum. Nacque al Country Hospital e arrivò alle suite più belle in città, tra i quali l’Hollywood Roosevelt Hotel, il Charlie o il Beverly Hills. 

Sei settimane prima di morire, all’Hotel Bel-Air, ebbe il suo ultimo servizio fotografico. Infine, il 5 agosto 1962, Marilyn morì nella casa stile spagnolo di Brentwood. 

  • Pablo Picasso e Malaga

Il pittore di Guernica viene ricordato grazie alle più di 200 opere in esibizione al Museo Picasso. Tra quadri, disegni, ceramiche, sculture, ritratti di Mirò e Bacon, provenienti dalla collezione della nuora Christine, la collezione ricorda che fu a Malaga che nacque e tornò più volte il genio.

Alla Fondazione Picasso, invece, nella sua casa natale, si ammirano oggetti privati e il suo atto di nascita. Tra le tappe obbligatorie, Plaza de la Merced, simbolo tanto presente nelle sue opere, o la chiesa di Santiago, dove fu battezzato.

Picasso e Plaza de la Merced a Malaga (città imperdibili)

© The Art Story, TripAdvisor

  • Sigmund Freud e Vienna

Il padre della psicanalisi visse, per quasi mezzo secolo, a Berggasse 19. Dopo l’Annessione dell’Austria alla Germania nazista, fu costretto ad emigrare.

Nella casa-museo sono rimasti la sala d’attesa e lo studio, con tanto di attaccapanni e cappello, la biblioteca e le foto di famiglia. A Piazza Roosvelt amava invece passeggiare ammirando le guglie della Votivkirche fino ad arrivare al Cafè Landtmann.

 

Info: www.ansa.it

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