Arte e finanza: un connubio sempre più stretto

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Negli ultimi anni l’arte è diventata un forma alternativa di investimento competitiva e accattivante.

Ci sono sempre più operatori finanziari che guardano all’arte per inserirla nella gestione del patrimonio“- spiega all’Adnkronos Alessia Zorloni, economista della cultura e docente dell’Università Iulm e dell’Università Cattolica di Milano.

Gli aspetti pratici dell’investimento in beni artistici riguardano la fiscalità: in Italia le opere d’arte non sono tassate in caso di eredità o passaggi di successione e non esiste una tassa sulle plusvalenze derivanti dalla compravendita delle opere d’arte.

L’arte è anche una forma di investimento di tipo emozionale: possedere una certa opera aumenta il prestigio sociale.  Oltre a un’opportunità per diversificare gli investimenti, “l’arte moderna e contemporanea – evidenzia la dottoressa Zorloni – regalano a volte soddisfazioni in termini di rivalutazione: spesso basta l’acquisto di un artista da parte di un museo o di un collezionista particolarmente in voga per aumentare le quotazioni, anche tra gli artisti emergenti“.

Aumentano le aste online e i nuovi clienti

Secondo i dati più recenti di Artprice e di Sotheby’s e Christie’s, due delle più importanti case d’aste al mondo al calo del fatturato delle aste più importati al mondo – nel 2016 complessivamente in calo del 23% a 12,45 miliardi di dollari – corrisponde un aumento esponenziale delle vendite alle aste online e della base di nuovi clienti.

Le vendite private (senza asta) sono cresciute del 10%, superando il miliardo di dollari. Le aste online sono aumentate per Christie’s dell’84% nel 2016. Anche per Sotheby’s questo dato è in crescita, segnando un +20%.  Altro dato significativo diffuso da Christie’s sono i nuovi compratori, che nel 2016 sono aumentati del 32%.

 

Fonte: adnkronos

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