Damien Hirst a Venezia: la leggenda dell’’Incredibile’ riprende vita in Laguna

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Ammiro la sua propensione a mettersi in pericolo. Dal nostro primo incontro, fino a oggi, non ha mai smesso di uscire dai sentieri che egli stesso aveva tracciato. Osserva instancabilmente il mistero di ciò che e vivo, abbracciandone in un unico slancio la grazia e la violenza. (François Pinault, presidente Palazzo Grassi – Punta della Dogana)

Una storia leggendaria e incredibile, per chi vuole crederci, racconta di un vascello carico di gioielli e monete affondato 2000 anni fa. Un progetto ancora più ambizioso, durato anni e approdato oggi, finalmente, in Laguna. Due intere sedi dedicate a lui, l’artista inglese più famoso al mondo, deciso a tornare in Italia, dopo la retrospettiva di Napoli del 2004, con un’immensa storia kolossal da raccontare: Damien Hirst. Fino al prossimo 3 dicembre Palazzo Grassi e Punta delle Dogana ospitano la sua prima mostra personale “Treasures from the Wreck of the Unbelievable” (Tesori dal naufragio dell’Incredibile).

Eccezionale nelle dimensioni e nei propositi, la mostra racconta la storia dell’antico naufragio della grande nave ‘Unbelievable’ (Apistos il nome originale in greco antico) e ne espone il prezioso carico riscoperto: l’imponente collezione appartenuta al liberto Aulus Calidius Amotan, conosciuto come Cif Amotan II, destinata a un leggendario tempio dedicato al Dio Sole in oriente.

E la leggenda arriva in Laguna. Ci si imbatte appena arrivati nell’atrio di Palazzo Grassi, dove è posizionata una scultura in resina alta fino a 18 metri. È solo la prima delle 200 opere inedite testimoni del mito del vascello Incredibile:

Cif Amotan II, ricchissimo collezionista vissuto tra I e II secolo avanti Cristo, famoso per l’immensa fortuna che nel tempo era riuscito ad accumulare: gioielli, sculture, monete, manufatti provenienti da ogni parte del mondo. tesoro caricato su una nave enorme, diretta verso Asit Mayor dove era il Tempio del Dio Sole. La nave si inabissò nell’oceano Indiano e portò con sé l’enorme ricchezza. Fino al 2008 quando fu riportata alla luce.

Non è forse uno dei racconti più affascinanti e misteriosi da scegliere per tornare in grande stile nel Belpaese? Hirst ha lavorato una decina di anni a questo progetto. E oggi eccolo qua, pronto per essere ammirato, per far sognare il pubblico.

È la Dogana da mar – la Punta della Dogana protesa come la prua di una nave all’ingresso del Canal Grande – a ospitare nelle sue navate a filo d’acqua diverse opere di grandi dimensioni, disseminate di coralli. Le sculture, invece, che sono state spogliate dalla coltre marina hanno rivelato, tornando a nuova vita, un’eccezionale ricchezza di materiali: malachite, giada, lapislazzulo, cristallo di rocca, oro, argento e una varietà di marmi e graniti.

Proprio per la preziosità di questi tesori, si e scelto di esporne un nucleo consistente a Palazzo Grassi, l’ultimo palazzo patrizio costruito sul Canal Grande prima della caduta della Serenissima.

Una mostra che raccoglie tutte le opere recuperate in quella straordinaria occasione, come la cultura in bronzo alta 7 metri dal titolo The Warrior and the Bear, posizionata proprio all’ingresso della sala centrale di Punta della Dogana: una guerriera sulle spalle di un’orsa, coperta da incrostazioni, coralli, conchiglie, licheni, alghe, materiale accumulatosi nel tempo trascorso sul fondo dell’Oceano Indiano.

Un progetto immenso che non può non toccare l’animo e la fantasia di chi lo ammiri. Elaborato dal genio di Hirst, l’artista inglese nato a Bristol, cresciuto a Leeds, che a Londra ha studiato belle arti e che dagli anni ’80 in poi ha realizzato una grande serie di installazioni, sculture, dipinti, disegni pronti a esplorare la correlazione tra arte, bellezza, scienza, natura e religione. Un mondo fatto di interconnessioni.

Come non ricordare ad esempio l’iconico squalo in formaldeide (The Physical Impossibility of Death in the Mind of Someone Living) oppure For the Love of God, il calco in platino di un teschio, tempestato di 8601 diamanti purissimi, presentato nel 2010 a Palazzo Vecchio di Firenze.

A partire dal 1987 in tutto il mondo sono state organizzate 90 mostre personali di Hirst, oltre alla partecipazione ad oltre 300 mostre collettive. La sua collaborazione con la Pinault Collection è ormai assodata. E si rinnova in questa mostra veneziana che occupa due interi palazzi della Collezione.

“La prima volta che Damien Hirst mi ha parlato del suo grande progetto, dei suoi “Tesori”, e stato circa dieci anni fa. Acclamato e adulato, era allora al culmine della gloria. Aveva raggiunto tutti gli obiettivi che si era prefissato in gioventù, quando era povero e privo di mezzi. Ma lui sognava nuovi orizzonti. Chiaramente voleva mettere alla prova le proprie capacita creative. Alcuni anni dopo, durante una mia visita al suo studio, mi ha mostrato le prime opere che aveva creato nell’ambito di questo maestoso progetto. Il risultato era spettacolare, clamoroso e sconcertante”, ha affermato François Pinault.

“Le opere non rientrano in alcuna categoria accademica ed estetica convenzionale – secondo l’imprenditore francese – Sprigionano una forza quasi mitologica e l’osservatore si trova immerso in un sentimento che oscilla incessantemente fra la perplessità e l’entusiasmo.”

Allora buon viaggio all’insegna dell’avventura, della mitologia e del sogno. Buona visione di mistero e immensità. La leggenda con Hirst si fa arte.

© Damien Hirst / Science Ltd., all rights reserved, DACS / SIAE, 2017

Info utili:

Mostra
Treasures from the Wreck of the Unbelievable

Date
9 aprile – 3 dicembre 2017

Luoghi e orari
Palazzo Grassi e Punta della Dogana
“Treasures from the Wreck of the Unbelievable”
9 aprile 2017 – 3 dicembre 2017
Aperto dalle 10.00 alle 19.00
Chiuso il martedi
Ultimo ingresso alle 18.00

Biglietti
Il biglietto di ingresso per visitare la mostra
a Palazzo Grassi e Punta della Dogana
e valido fino alla chiusura della mostra.
‒ Tariffa intera: 18€
‒ Tariffa ridotta: 15€

Credits: Pcm Studio Paola Mandredi 

 

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