Il progetto S.e.a. dell’Università di Salento: gabbie intelligenti per i pesci

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S.e.a. (Uni Salento)

L‘Unione europea invita ad aumentare il ricorso all’acquacoltura per ridurre l’impatto ambientale della pesca sull’ecosistema marina. L’Italia risponde con il progetto S.e.a. dell’Università di Salento.

Arriva dalla Puglia il progetto S.e.a. (Security for marine Environment and Acquaculture): le gabbie marine intelligenti e ipertecnologiche. Il progetto è stato realizzato dal Dipartimento di Ingegneria dell’innovazione dell’Università del Salento, aderita alla “Strategia di crescita blu” dell’Ue.

Le caratteristiche delle gabbie.

«L’obiettivo è aumentare la sicurezza degli impianti, facilitare il lavoro degli addetti e migliorare la qualità del pesce allevato», spiega il responsabile del progetto, Alessandro Zizzari.

Le gabbie ospitano spigole, orate e saraghi. Hanno un diametro di 22 metri, una profondità variabile (tra 6 e 18 metri) e contengono telecamere e sensori. 

Da un lato, le telecamere permettono di valutare da remoto l’impianto e disporre gli interventi di manutenzione in punti geolocalizzati. Così si riduce al minimo la presenza umana. I sensori, invece, consentono di monitorare le condizioni dell’acqua (temperatura, correnti e onde), lo stato di salute dei pesci e la presenza di predatori.

 

 

Info: cpdm.unisalento.it

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