Gasdotto Tap, nuove barricate a Melendugno

Print Friendly, PDF & Email

 

Il  progetto di costruzione del Trans Adriatic Pipeline -il gasdotto che dovrebbe trasportare il gas dall’Italia all’Azerbaijan- continua a far parlare di sè.

Lo scorso 20 aprile il Tar ha respinto il ricorso presentato dalla regione Puglia contro l’espianto degli ulivi. Il parere del Tribunale ha ridato il via ai lavori di costruzione del gasdotto.

Nonostante l’autorizzazione all’espianto degli ulivi, nuove barricate si sono formate in mattinata nell’area del cantiere, in zona San Basilio.

Gli attivisti del movimento No Tap non sembrano voler mollare la causa, sarebbero circa 300 quelli che nella notte hanno costruito le barricate.

Se due settimane fa il parere del Tar Lazio aveva prestato ascolto alle istanze del Movimento No Tap, la decisione dello scorso 20 aprile rappresenta una pesante marcia indietro per il contenzioso amministrativo.

“Andremo avanti in tutte le sedi, a partire dalla Corte Costituzionale dove pende il giudizio sulla partecipazione della Regione Puglia all’iter decisionale” -ha annunciato il governatore Michele Emiliano, candidato alle primarie del Pd- “E’ ingiusto che la Tap approdi in una delle spiagge più belle d’Europa e che si debbano costruire chilometri di gasdotto sotto il maggiore giardino di ulivi d’Italia” ha spiegato all’Ansa.

Il decreto varato lo scorso 6 aprile che sospendeva gli atti del Ministero dell’Ambiente per l’espianto degli ulivi aveva un valore esclusivamente temporaneo e cautelare, nell’attesa di chiarire l’intera vicenda nell’ambito di una seduta collegiale dei giudici.

La Camera di Consiglio ha così scelto di respingere il ricorso amministrativo presentato dalla regione Puglia, la decisione sarebbe coerente alla sentenza emessa dal Consiglio di Stato in data 27 marzo.

“Il Consiglio di Stato aveva già validato l’opera evidenziando come il tracciato del gasdotto sia frutto del vaglio di ben 12 soluzioni, tra cui è stata scelta quella preferibile. La salvaguardia degli olivi è garantita” ha spiegato l’amministrativista Gianluigi Pellegrino, di origini salentine.

Le motivazioni che avrebbero spinto il Tar a respingere il ricorso presentato dalla Regione sono enucleate in una sentenza redatta dal giudice Daniele Dongiovanni e possono essenzialmente essere ricondotte a due ordini di ragioni:

  • la prima è che il tap sarebbe un progetto di “dichiarata infrastruttura strategica, di preminente interesse per lo Stato”
  • la seconda è legata al fatto che, sebbene la Puglia sia indicata “come Ente Vigilante, non può escludersi che il Ministero rimanga titolare di una facoltà di controllo”.

 

Potrebbe interessarti: 

Gasdotto Tap, le ragioni della protesta e gli interessi in campo
melendugno Salento. Mare e cultura al sole della Puglia
Print Friendly, PDF & Email

copyright Riproduzione riservata.

Vai alla barra degli strumenti