Natale di Roma, la Città Eterna festeggia 2770 anni

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“Forse uno dei guai dell’Italia è avere per capitale una città sproporzionata, come nome e passato, alla modestia di un popolo che quando grida «Forza Roma!» allude soltanto ad una squadra di calcio” scriveva Indro Montanelli nella sua celebre Storia di Roma.

Come dargli torto: le condizioni in cui riversa la Capitale sono sotto gli occhi di tutti e non si distinguono certo per il decoro urbano. Troppo spesso la città è stata derubricata a fanalino di coda d’Europa in quanto ad abusivismo ed illegalità diffusa tra governanti e governati.

Eppure c’è stato un tempo in cui la Città Eterna era il centro del mondo, ginepraio di culture, lingue, merci e -anzitutto- civiltà. Roma dominava non solo l’Italia, ma buona parte del mondo conosciuto grazie alla serietà, alla disciplina e all’organizzazione che oggi sembrano il più delle volte mancare.

Curiosità
Secondo la leggenda, Romolo avrebbe fondato Roma il 21 aprile del 753 a.C., dopo aver ucciso Remo. Il Natale di Roma -in latino Dies Romana- è una festività laica molto importante perché da quella data sarebbe nata la cronologia della città e la locuzione “ab Urbe Condita”.

Romolo e Remo, Rubens

 

I luoghi di Roma legati alla leggenda di Romolo e Remo sono tanti e vale la pena visitarli per capire l’anima della città.

Il Lapis Niger, sebbene poco noto al grande pubblico, è uno dei monumenti più importanti di Roma. Secondo l’antica tradizione, il sottosuolo del Lapis Niger avrebbe custodito il feretro di Romolo.
Le cronache di Plinio il Vecchio narrano che tre grandi alberi (un fico, una vite e un ulivo) dominavano la piazza posta al centro della via Sacra. Proprio sotto a quegli alberi sarebbero stati allattati Romolo e Remo.
La Sovrintendenza Capitolina li ha ripiantati a pochi passi dal Lapis Niger, dove da poco sono state scoperte polle di acqua sulfurea che confermerebbero la leggenda per la quale Romolo, durante il conflitto contro i Sabini, abbia invocato l’aiuto di Giove, che mutò le sorti della guerra.

Ai Musei Capitolini, nella cornice del Campidoglio, è custodita la celebre Lupa Capitolina, intenta ad allattare i gemelli. Gli esperti ritengono che l’autore fosse di origini etrusche, la statua si troverebbe a Roma sin dall’antichità.

Tra i Colli del Campidoglio e del Palatino, c’è poi la zona del Velabro dove si trova l’Arco di Giano. Il Velabro era una zona pianeggiante dell’antica Roma, situata tra il Tevere e il Foro Romano, un’area paludosa spesso soggetta alle esondazioni del fiume.
E’ qui, alle pendici del Palatino, che si sarebbe arenata la cesta con i neonati Romolo e Remo.

Ancora oggi il Natale di Roma è una ricorrenza che continua ad essere celebrata. 

Il primo che volle festeggiare il compleanno della Città Eterna fu l’imperatore Claudio, nel 47 a.C.
Poi fu la volta di Antonino Pio, nel 147-148.
Successivamente fu Filippo l’Arabo, nel 248, a celebrare la ricorrenza maestosamente quando in occasione del primo millennio dell’Urbe -i cosiddetti Ludi Saeculares-  furono persino create delle monete apposite.

Il compleanno di Roma venne formalizzato e ufficializzato soltanto nel 1870, quando assunse una funzione ancor più simbolica, per ricordare la magnificenza e la grandezza della Capitale.

Pochissimi sapranno che durante il ventennio fascista il 21 aprile era la festa dei lavoratori, in sostituzione al primo maggio.

Per il Duce il culto di Roma e dell’Impero rappresentavano un aspetto imprescindibile della propaganda fascista. Basti pensare ad un intero quartiere della città -l’Eur- unicamente costruito e progettato alla luce di questo obiettivo.

Anche quest’anno sono tanti gli eventi organizzati per celebrare la ricorrenza:

  • Ai Mercati di Traiano, in occasione dei 1900 anni dalla morte dell’Imperatore, è stata allestita la mostra “I Fori dopo i Fori- la vita quotidiana dei Fori Imperiali dopo l’Antichità”. Apertasi al pubblico lo scorso 30 marzo, rimarrà visitabile fino al prossimo 10 settembre. Inoltre fino al 29 aprile i Mercati di Traiano saranno straordinariamente aperti anche di sera.
  • Un grande evento è previsto pure all’Ara Pacis, dove dal 21 aprile fino al 30 ottobre cominceranno le aperture serali dell’Altare di Augusto, con lo show multimediale “L’Ara com’era”.
  • Al Colosseo è ancora aperta al pubblico la mostra “Colosseo. Un’icona”, per ricorrere la vita e i mille riutilizzi dell’Anfiteatro nel corso dei secoli.
    In occasione del Natale di Roma, il Colosseo sarà teatro di un concerto straordinario: The Choir of Sidney Sussex College dell’Università di Cambridge si esibirà a partire dalle ore 10 di mattina all’interno dell’Anfiteatro Flavio.
    Il complesso vocale, fondato nel XVI secolo, è specializzato nell’esecuzione della musica rinascimentale, di cui offrirà un corposo programma ai visitatori del Colosseo, per un concerto che è incluso nel costo del biglietto.
  • Per chi poi volesse immergersi ancor di più in un viaggio nell’Antica Roma, dopo il grande successo ottenuto lo scorso anno dal “Foro di Augusto”, il 25 aprile torna e si amplia il progetto di valorizzazione dei Fori con la nuova tappa del “Foro di Cesare”, il triumviro discendente della Gens Iulia, idolatrato da alcuni e tanto amato da altri. Il “Viaggio nei Fori” è una straordinaria passeggiata notturna in compagnia di una guida d’eccezione, Piero Angela.
  • In occasione del Natale di Roma, riapre al pubblico anche il Roseto Comunale, ai piedi dell’Aventino. Fino al 18 giugno, tutti i giorni dalle 8.30 alle 19.30, comprese le domeniche e i festivi, si potrà ammirare una delle più prestigiose collezioni botaniche di rose, che permette di ripercorrere la storia e l’evoluzione della rosa dall’antichità ai giorni nostri.
  • Dopo un anno dal grande fregio “Triumphs and Laments” a Piazza Tevere, sabato l’Assessorato alla Crescita Culturale e Tevereterno Onlus porteranno sulle banchine del Tevere un concerto “Tributo a William Kentridge” con il coro del Teatro dell’Opera di Roma. 

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