United Airlines e il passeggero trascinato a forza: dopo il caso delle ragazze con i leggins la compagnia torna a far palare di sè

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E’ un dottore di origini vietnamite -David Dao, 69 anni- il passeggero che ieri è stato costretto a scendere dal vettore della United Airlines in partenza dall’aeroporto di Chicago.

Erano trascorse poche settimane dall’ultimo scandalo relativo alla stessa compagnia, la quale aveva vietato l’imbarco a due ragazze colpevoli di indossare dei leggins.

Per chi non avesse avuto modo di vedere il video del passeggero tirato fuori a forza -diventato virale in un batter d’occhio- ricostruiamo i fatti:

il volo diretto per Lousiville è pieno, le prenotazioni sono troppe e i passeggeri in più sono ben 4. United Airlines decide di offrire 400 dollari a coloro disposti a rinunciare al volo, poi raddoppia la cifra a 800 euro.
3 passeggeri vengono convinti ma ne manca ancora uno. Il sorteggio ricade su David Dao, che non ha affatto intenzione di scendere, i suoi pazienti lo aspettano in città.

Comincia in questo modo il caos più totale: intervengono il personale di volo come pure gli agenti aeroportuali ad afferrare violentemente il medico per trascinarlo via, nel frattempo i passeggeri indignati filmano tutto.

Il video fa il giro del web in pochissimo tempo. Quello che è successo è sbalorditivo ma sembra non aver colpito Oscar Munoz, il presidente della United Airlines, che ha difeso il suo personale.

A punire la United Airlines è la borsa, dove la compagnia ha perso 3 punti percentuali. Anche la Casa Bianca ha definito l’episodio “preoccupante”.

Quello dell’overbooking è un problema ormai sempre più frequente.
La prassi di vendere più posti di quanti ne siano disponibili non è vietata da alcuna legge che fissa solamente  il compenso minimo per chi rinuncia.

Solo nel nostro paese si stima che i passeggeri che hanno perso il diritto ad ottenere il rimborso siano stati 600mila nell’ultimo anno.

A pronunciarsi sulla questione è stato anche l’Enac. “In Europa e per i voli con compagnie europee la normativa di riferimento è il regolamento europeo 261 del 2004 che non vieta l’overbooking ma impone verifiche preventive, come la ricerca di volontari che rinuncino dietro compensazione, prima di negare l’imbarco” ha spiegato l’ente a La Repubblica del 12 aprile.

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