Venezia e l’acqua alta, un piano per salvare San Marco

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L‘eterna guerra tra Venezia e l’acqua alta ricorda lo scontro tra Davide e Golia. Ma, se della biblica lotta conosciamo l’improbabile vincitore, nel caso della Serenissima l’esito è incerto.

Piazza San Marco, Venezia

Il piano è quello di sigillare la basilica, con il supporto degli scoli di acqua piovana e un sistema per isolare, attraverso delle valvole, i canali di uscita.

L‘architetto Mario Piana, ideatore del progetto ha dichiarato in un’intervista a Repubblica: “Si tratta di impermeabilizzare il condotto sotterraneo di scarico pluviale che circonda i tre prospetti della chiesa affacciati sulla platea marciana. Utilizzeremo un circuito di valvole sistemate nei punti di attacco con i condotti collegati al bacino della Laguna. In questo modo si impedirà alla marea di risalire, scongiurando le invasioni del nartece – il prezioso ingresso con il pavimento in mosaico varcato da pellegrini e penitenti per chiedere il perdono o ricevere l’eventuale punizione – e della zona antistante la basilica, che con la sua quota di 65 centimetri sul medio mare, è l’area più depressa di Venezia. In caso di piogge un sistema di pompaggio indurrà la chiusura delle valvole”.

2 milioni di euro il costo dell’operazione, a carico dello Stato.
I lavori cominceranno a giugno per concludersi – se sarà rispettata la tabella di marcia – nella primavera 2018.

Dunque prima del completamento del Mose, che sembra atteso per la fine del 2018, ovvero dicembre.
Anche se, neppure il Mose – che dovrebbe entrare in funzione nel 2022 – con le sue dighe mobili potrebbe risolvere il problema, ma solo arginarlo.

Mose, Venezia

Una sfida tra l’acqua e la terra, in cui per il momento è la seconda ad apparire sfavorita.
Ma l’ingegno dell’uomo, se non ha il potere di imbrigliare definitivamente la natura, può tenerla temporaneamente a bada, nell’attesa di arrivare a una soluzione – se ne esiste una – per sconfiggere definitivamente il problema.
E gli italiani, a salvare Venezia ce la stanno mettendo tutta.

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