50 anni di storia: la leggenda dei Pink Floyd rivive in una grande mostra a Londra

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We’re just two lost souls swimming in a fish bowl. Year after year. Running over the same old ground
And how we found. The same old fears. Wish you were here (Dal testo di Wish you were here, Pink Floyd)

Dagli stadi alle gallerie dei musei. Dopo il successo mondiale della mostra su David Bowie, il Victoria&Albert Museum di Londra ha inaugurato un altro grande percorso espositivo lungo ben 50 anni di storia della musica. Questo cinquantennio appartiene solo a loro: i Pink Floyd. A loro è dedicata la retrospettiva ‘The Pink Floyd Exhibition: Their Mortal Remains’.

Fino al primo ottobre il palcoscenico di uno dei gruppi simbolo – non solo di una – ma di intere generazioni, sarà proprio una sala allestita all’interno dello splendido museo londinese nel cuore di Knightsbridge, in occasione del 50esimo anniversario del primo album – ‘The Piper At The Gates Of Dawn’ – e del singolo ‘Arnold Layne’, quello che ha dato il via alla leggenda dei mostri sacri della musica.

Psichedelia, suoni, interattività. Una mostra fuori dal comune, promossa dalla Iconic Entertainment Studios del celebre produttore Michael Cohl e curata da un importante team di esperti. Un itinerario immersivo che con suoni, video, immagini e installazioni, ripercorre i grandi successi della band, le indimenticabili performance live e le iconiche copertine degli album, ancora oggi impresse nell’immaginario collettivo.

Dal leggendario maialino rosa che sorvola la Battersea Power Station di Londra al prisma di “Dark Side of the Moon”, fino alle mucche al pascolo e ai “i martelli in marcia” del videoclip cult “The Wall”.

Oggetti e pezzi unici che restituiscono al visitatore il lungo percorso del leggendario gruppo sul cammino della musica, dell’arte, del disegno, della tecnologia. Un nocciolo di oltre 350 pezzi, tra strumenti musicali, disegni, manoscritti inediti, memorabilia, pronto a ricomporre la loro storia: quella del chitarrista Syd Barrett e di David Gilmour (che lo affianca e poi lo sostituisce), del bassista Roger Waters, dell batterista Nick Mason e del tastierista Richard Wright.

Tutti riuniti oggi nello splendido museo con i loro ricordi e la loro storia. Una storia fatta di talento, follia, sperimentazione, sonorità psichedeliche, superamento dei limiti, leggenda. Un rock inconfondibile, che appartiene solo a loro. A nessun altro.

In mostra strumenti musicali appartenuti al gruppo:

molte chitarre di David Gilmour, come la famosa Black Strat, proprio accanto al sintetizzatore di Richard Wright. E poi interviste e l’opportunità di sentirsi parte di alcuni dei più grandi live della band grazie a maxi video che riproducono filmati d’epoca e apparecchiature led installate proprio per far rinascere dal passato luci e suoni inneggianti alla dimensione psichedelica del gruppo.

Chi, tra i pochi, non ricordasse poi la copertina dell’album ‘Division Bell’ del 1994, può restare incantato di fronte alla testa metallica altra 6 metri inclusa nell’esposizione. Per non parlare della tv gonfiabile e del frigorifero usati nel tour ‘In The Flesh del 1977, o il modello a grandezza naturale del soldato inglese utilizzato nell’album ‘The Final Cur del 1983.

Non mancano poi interviste ai membri del gruppo pioniere del rock progressivo, in cui spiegano come nascono i Pink Floyd, il loro universo e come sono riusciti a creare veri e propri capolavori: da The Dark Side Of The Moon’ a ‘Wish You Were Here’ fino a ‘The Wall.

Un viaggio che accompagna passo passo il pubblico sul solco del leggendario mondo dei Pink Floyd, che culmina nella Performance Zone, dove si entra in una realtà immersiva, uno spazio audio visuale in cui viene ricreata l’ultima performance dei 4 giganti dell’arte della musica a Live 8 con Comfortably Numb. L’ultima occasione di vederli sul palco.

The Pink Floyd Exhibition: Their Mortal Remains’ sarà una mostra fuori dal comune: “Il Victoria & Albert è il posto giusto per illustrare il grande contributo artistico, non solo musicale ma anche visuale, che una band come i Pink Floyd ha dato alla cultura del nostro tempo”, ha dichiarato Martin Rotj, direttore del museo. “Una band che ha creato non solo musica straordinaria, ma anche spettacolari show musicali, copertine di album diventate icone e un’espressione creativa senza eguali”.

Un faro accecante viene puntato sulla multidimensionalità di un gruppo britannico entrato a gamba tesa nell’immaginario collettivo, nel cuore di intere generazioni, con padri orgogliosi di raccontare ai propri figli l’essere stati lì, proprio mentre nascevano (nel 1967) e crescevano musicalmente i Pink Floyd.

Una leggenda impossibile da comprendere se non sotto diverse lenti: da quella psichedelica a quella della musica. Dalla letteratura al disegno. Dalla musicologia alla politica fino all’architettura. Da tutto questo i Pink Floyd hanno attinto per diventare quello che sono stati e che saranno sempre, esplorando la musica e inserendola nel contesto sociale dell’epoca.

Da quasi un decennio hanno superato la soglia dei 200 milioni di dischi venduti.

Il loro suono è cambiato diverse volte, si è evoluto, come si è evoluto il loro modo di comunicare al pubblico, ai fan, al mondo. Un mondo che li ha scelti – 50 anni fa come oggi – come punto di riferimento della scena rock e della musica, al di fuori del tempo e dello spazio.

Credits: Victoria&Albert Musum

Info utili:

Mostra: The Pink Floyd Exhibition: Their Mortal Remains

Luogo: Victoria and Albert Museum
Cromwell Rd, Knightsbridge, London SW7 2RL

Date: 13 maggio – 2 ottobre 2017

Biglietti: Adulti
£22.00 Lu – Ven
£26.00 Sabato e domenica 10:00-22:00
£23.00 Ven 09:00-09:45
£27.00 Sabato e domenica 09:00-09:45
Bambini sotto i 12 anni: gratis

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