Appia Antica, torna a splendere l’Acquedotto

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Due anni di scavi e di restauri hanno reso possibile la riapertura dell’Acquedotto dei Quintili, nella Villa di Commodo.

Lultimo ponteggio sta per essere smantellato. L’emozione è forte, quello che torna alla luce è un monumento antichissimo, nonchè uno dei più importanti della città, un vero e proprio capolavoro di ingegneria.

L’Acquedotto alimentava i giochi d’acqua della meravigliosa villa Imperiale, il buen retiro dell’imperatore Commodo. I lavori di restauro sono stati avviati dalla Soprintendenza lo scorso 2015 e il 22 aprile si è tenuto l’evento inaugurale di riapertura.

Un’operazione costata 1,1 milioni di euro che non si è limitata solo al risanamento della struttura, ma anche ad un restyling in termini di fruibilità pubblica. A corredare il monumento, la predisposizione di una apposita pista ciclabile che consentirà un percorso pedonale immerso nel verde, proprio intorno al complesso.

LAcquedotto fu amato da tanti artisti e poeti del mondo, tra i quali Goethe, che lo descriveva all’epoca del Grand Tour, quando Roma era il faro e il punto di riferimento della cultura e dell’arte. Lo staff è stato diretto da Rita Paris e dall’archeologo Riccardo Frontoni. Le tecnologie, in particolare il ricorso ai droni, ha consentito di realizzare una fotografia della zona sommitale, prima mai realizzata.

Lo studio accurato e approfondito ha portato alla scoperta di prove archeologiche: le tracce di un accampamento risalente all’epoca gotica, quando il popolo dei Goti si insediò nella Capitale nel VI secolo d.C.

“L‘abbattimento di alcune arcate e la tamponatura di alcuni archi con murature in blocchetti di peperino fanno ipotizzare un collegamento suggestivo ai fatti bellici raccontati da Procopio di Cesarea a proposito dell’ultima guerra gotica condotta nel VI secolo dalle milizie di Vitige nel 537 d.C. Fino ad oggi solo le fonti storiche avevano narrato del terribile assedio durato un anno, imposto a Roma dal re dei Goti che aveva strategicamente chiuso le arcate dell’acquedotto per far accampare seimila uomini, e bloccare i rifornimenti alla città dall’Appia” ha spiegato la Paris al Messaggero del 22 Aprile.

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