Partono le ricerche sull’antico porto romano alla foce del Rodano

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Oggetti in mostra nel Museo Arles Antica

Al via le ricerche del team del Museo Arles Antica, museo dipartimentale più visitato di Francia, sul porto romano alla foce del Rodano.

Il 15 maggio 2017 sono partiti gli scavi subacquei sull’antico porto romano alla foce del Rodano. A carico, gli archeologi del Museo dipartimentale dell’Arles Antica.

Lo ha comunicato il responsabile delle Relazioni con il pubblico del museo, Fabrice Denise. L’annuncio è stato durante una visita guidata alla struttura per i media italiani organizzata da Dipartimento Bocche del Rodano, Regione Paca, Camera di Commercio Italiana a Marsiglia, insieme agli Uffici del Turismo di Arles e Marsiglia.

Fabrice Denise ha spiegato:

Inizieremo le ricerche a 30 chilometri a sud di Arles, in una zona poco profonda: due-tre metri, con l’obiettivo di comprendere le infrastrutture portuali romane e verificare la presenza di relitti“.

Arles era una città romana fondata da Giulio Cesare nel 46 avanti Cristo. All’epoca, la colonia era il porto fluviale e lo scalo mediterraneo della Provenza.

Il museo dipartimentale più visitato di Francia conta 200.000 visitatori all’anno. È l’unico al mondo dove gli interessati possono ammirare una chiatta fluviale romana ancora integra lunga 31 metri.

In totale ci sono 2.000 gli oggetti in mostra. Risalgono dalla fondazione di Arles all’epoca di Giulio Cesare fino all’inizio del Medioevo.

Ci sono anche 20.000 quelli a magazzino, ma la peculiarità della struttura è che le ricerche archeologiche continuano a pochi metri dagli spazi espositivi.

Recentemente, oltre al busto attribuito a Giulio Cesare riemerso nel 2007, è stata trovata un’intera camera da letto di una domus romana con le mura dipinte e i mosaici del pavimento ancora integri.

Sarà ricostruita ed esposta al pubblico da giugno, – annuncia la restauratrice Marion Rapilliard – raffigura pitture contemporanee a Giulio Cesare in stile pompeiano che, esclusa Pompei, non sono state ritrovate altrove”.

La scoperta è rivoluzionaria dal punto di vista cronologico e dimostra la ricchezza delle elite dell’epoca, – commenta Denise i visitatori del museo potranno ‘entrare’ nella stanza della villa e ammirare le pitture, tra cui una che raffigura una suonatrice d’arpa”.

Il museo di Arles dedicherà la prossima esibizione temporanea al tema del ‘lusso’ nell’antichità. Sarà in mostra dal primo luglio.

La struttura ha anche firmato un protocollo di collaborazione con i Musei del Vaticano.

 

Info: www.ansa.it

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