Flavio Briatore contro la burocrazia italiana

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Flavio Briatore tuona contro il sistema burocratico italiano:C’è molto poco rispetto per chi investe“, si sfoga su Radio 24 “sembra che dia fastidio. Capisco i controlli, ma ha vinto la burocrazia“.

Lunedì scorso la Procura di Lecce ha sequestrato il Twiga di Otranto – lo stabilimento balneare che il noto imprenditore ha recentemente inglobato sotto il suo marchio.

Motivo: secondo la magistratura, l’area in questione sarebbe stata classificata come terreno agricolo.
Secondo quanto dichiarato a Repubblica dal sindaco di Otranto Luciano Cariddi, il piano regolatore messo in discussione veniva applicato da 30 anni, e non si erano mai verificati problemi di questo tipo.
Il sindaco ha anche aggiunto che Briatore non è particolarmente benvoluto, sostendendo indirettamente – e neanche troppo – l’ipotesi del boicottaggio.

La polizia locale si difende sostenendo che i controlli non hanno mai trascurato nessuna parte del territorio, e – per sviare la polemica dei sigilli interpretati come attacco personale a Briatore – dichiara, sempre secondo il quotidiano La Repubblica che sono stati chiusi altri due stabilimenti nel Salento per lo stesso tipo di problematiche.

In effetti, questo non è il primo caso in cui la burocrazia mette i bastoni tra le ruote ai vip che cercando di investire in terra salentina: l’ultimo caso finito in procura, la masseria acquistata da Helen Mirren.

La talentuosa attrice, insieme al marito aveva deciso di riportare agli antichi fasti la masseria dei principi Gallone, completamente abbandonata fino al 2007.
Per il recupero della dimora, che risale al 1500, sono state usate le più avanzate tecniche di restauro – nel rispetto dei materiali e della concezione architettonica originari.
Erano anche stati installati impianti fotovoltaici e geotermici per produrre energia utile all’illuminazione e al riscaldamento.

Il casus belli è stato un muro perimetrale alto 4 metri e in pietra leccese, che divideva la tenuta dal terreno dei vicini, un’anziana coppia del luogo.
I due hanno preteso dal Comune i documenti relativi alla ristrutturazione, concesso.
Ma non è bastato visionare gli atti: si pretese anche copia della documentazione. La richiesta fu valutata e considerata come impropria sia dal Comune di Tiggiano che dall’avvocato della coppia inglese.
Risultato: il Comune si beccò una denuncia per omissione degli atti d’ufficio.

La questione, ovviamente, fu risolta e oggi l’attrice e il marito si godono le loro vacanze italiane. Ma il tempo perso tra scartoffie e discussioni conclusosi in tribunale, chi glielo ridà?

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