La storia della Menorah in mostra

Lidia Sirna
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“La Menorà: culto, storia e mito” è il titolo della mostra allestita nel braccio di Carlo Magno dei Musei Vaticani e del Museo Ebraico di Roma. 

Una rassegna dedicata al candelabro a sette bracci esposto -come voleva la tradizione- nel tempio di Gerusalemme prima che venisse trafugato dai romani. Un simbolo di dialogo tra due diverse fedi che lo vogliono forgiato in oro puro da Mosè per ordine di Dio.

La rassegna intende raccontare la storia della Menorah, simbolo dell’identità del popolo ebreo, una sorta di Sacro Graal. Un corpus espositivo costituito da 150 opere d’arte tra sculture, dipinti, manoscritti e illustrazioni libraie.

Un progetto davvero ambizioso, frutto di un sistema di prestiti che ha coinvolto le più importanti istituzioni museali del mondo: dal Louvre di Parigi alla National Gallery di Londra, dall’Israel Museum alla Library of Israel di Gerusalemme.

I dipinti che i visitatori potranno ammirare risalgono al Rinascimento e arrivano fino a tutto l’Ottocento. Tutti rievocano la storia del candelabro. “E’ una rassegna dal forte significato emblematico ma anche di grande valore storico-artistico” ha spiegato a La Repubblica Barbara Jatta, la direttrice dei Musei Vaticani.

La scelta del luogo della rassegna non è affatto casuale, perchè proprio nella Capitale la lampada a sette bracci rappresentò un simbolo identitario sia sul piano religioso che culturale. “Tanto è vero che nel titolo della mostra è stata rispettata la dizione romana di Menorah e non quella giudaica di Menorah” ha spiegato a La Repubblica Alessandra di Castro, direttrice del Museo Ebraico.

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