Mari italiani, è boom di Carette carette!

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E boom di Carette Carette  nelle spiagge dei litorali italiani. A sostenerlo è Legambiente, che nel 2016 ha registrato un boom di nidificazioni dall’inizio dell’estate.

Curiosità
Cos’è la Caretta caretta? Si tratta della tartaruga marina più comune del nostro mare. La specie è ai limiti dell’estinzione in tutto il bacino del Mar Mediterraneo. A minacciarla sono vari fattori ambientali e antropici: la predazione da parte di gatti, gabbiani e cani, sovraffollamento del litorale, la balneazione, la mareggiata, l’erosione costiera, solo per citarne alcuni.

Le località più gettonate dove le mamme tartarughe scelgono di deporre le loro uova sono soprattutto le spiagge della Calabria, della Sicilia e della Campania. Le ovodeposizioni non avvengono soltanto nelle riserve naturali e nelle oasi ma anche nei litorali premiati da Legambiente come Capalbio, Acciaroli, Marina di Camerota e Domus de Maria.

Dalla Campania alla Sicilia alla Calabria passando per Puglia, Lazio e Toscana, sono tantissimi i luoghi dove questa specie si depone per far nascere i propri piccoli sulle coste sabbiose italiane.

Le rilevazioni di Legambiente tracciano un quadro veramente entusiasmante e positivo, soprattutto se si considera il fatto che fino a poco tempo fa i nidi delle Carette carette potevano contarsi sulle dita di una mano. La ripopolazione è stata resa possibile grazie ad un efficace intervento di salvaguardia e tutela, insieme ad una gestione eco sostenibile delle spiagge italiane e una pulizia manuale e meccanica in grado di rendere ottimare l’habitat per la specie.

E così la spiaggia dei Conigli di Lampedusa è tornata ad essere piena di tartarughine che hanno raggiunto il mare: cosa che accade ogni qualvolta si schiude uno dei nidi accertati da Legambiente nella riserva naturale. Uno scenario da sogno immerso in una cornice incantata, la fauna marina e la limpidezza dell’acqua attraggono turisti da ogni dove.

Spiaggia dei Conigli, Lampedusa

Nella spiaggia dei Conigli di Lampedusa la nidificazione è ormai un evento regolare: ogni anno, tra maggio ed agosto, una tartaruga marina scava una buca sulla spiaggia e vi depone circa 100 uova che ricopre con la sabbia. L’incubazione avviene di norma durante la notte, quando i piccoli riemergono dalla sabbia e si dirigono immediatamente verso il mare.

Ben 58 sono i nidi ufficialmente accertati dall’Associazione ambientalista. Per chi amasse la natura e volesse assistere al suo meraviglioso spettacolo i nidi accertati sono attualmente così ripartiti:

  • Calabria (28 concentrati lungo la costa delle “tartarughe”)
  • Sicilia (17, in gran parte nell’AMP Pelagie)
  • Campania (4 nel Parco del Cilento)
  • Sardegna (5, di cui tre nell’AMP Capo Carbonara)
  • Puglia (2 nel Salento)
  • Toscana (1 a Capalbio sulla spiaggia Chiarone)
  • Lazio (1 a poca distanza da Nettuno).

Ma le Carette non si trovano solo in Italia, altra località particolarmente nota è la penisola di Akamas, nella punta occidentale di Cipro. Qui le autorità locali hanno posizionato delle gabbie metalliche per segnalare le zone dove è vietato piantare ombrelloni o stendere asciugamani.

“E’ importante puntare su progetti di salvaguardia e di tutela di questa specie, a rischio estinzione, incentivare un turismo sostenibile e rispettoso dell’ambiente, e al tempo stesso promuovere a livello territoriale iniziative di informazione e sensibilizzazione coinvolgendo le associazioni, le comunità locali, le amministrazioni e i pescatori. Non va dimenticata, inoltre, la straordinaria lezione che in questa anni è arrivata dalla spiaggia dei conigli di Lampedusa, strappata al degrado e dove la regolamentazione della balneazione, la cura e la salvaguardia costante dei luoghi, hanno consentito il ritorno della Caretta caretta e garantito il ripetersi di un evento così straordinario come quello della nidificazione, senza sottrarre al turismo uno dei luoghi più incantevoli di Lampedusa” ha spiegato Rossella Muroni, Presidente nazionale di Legambiente.

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