Oman, alla scoperta dell’Eremita del Medio Oriente

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L’Oman era noto, fino a poco tempo fa come l’Eremita del Medio Oriente.
Una terra poco conosciuta, per l’80% costituita da deserti, sorvegliata dalla catena Al-Hajar a Nord, e dal massiccio del Dhofar a sud: la sabbia finissima scorre sulle dune tra gole e valli, fino ad arrivare al mare.

Le principali distese di sabbia sono il Rub’al-Khali e Sharqiyah Sands.
Il Rub’al-Khali, chiamato anche “quarto vuoto”- a causa della sua estensione, che copre un quarto della penisola arabica – copre una superficie superiore a quella dell’intera Francia e non è ancora stato interamente esplorato.

Rub al Khali desert, Oman

Le escursioni nel deserto sono un must del turismo omanita, tra quad, dune bashing e indimenticabili notti in tenda.
Ma le dune dorate non sono l’unica attrazione naturale che offre il sultanato: il Massiccio di Hajar, a nord del paese vanta alcuni dei più spettacolari sentieri del trekking.

Una volta qui, vale la pena organizzare un’escursione sulla cosiddetta “montagna verde”, che tocca di 3.020 metri di altezza tra rocce, villaggi, piantagioni di alberi da frutta e roseti.

Per il trekking più sportivo, si va sulla “montagna del sole” sul versante opposto, che con i suoi 3.070 metri è il picco più alto dell’Oman: da qui si può ammirare in tutta la sua bellezza il Wadi an Nakhar, il Grand Canyon d’Arabia.

Musandam, Oman
Un altro luogo straordinario è la penisola di Musandam: meravigliose scogliere a picco sul mare, da esplorare a piedi, ma anche in barca o kayak. Le acque che bagnano la penisola sono perfette per le immersioni.

Natura ma anche architettura: Muscat, la capitale, merita una visita non solo per le sue lunghe spiagge.
La sua Grand Mosque è la moschea più grande del Sultanato, ed è davvero bellissima. Poi il suk di Muttrah e il mercato del pesce, il porto, il museo di Bait al Zubair – nella parte più antica della città.

Nizwa è l’antica capitale del paese.
Tra antichi edifici, fra cui spicca la grande fortezza portoghese che domina la città, il museo di storia e artigianato omanita e tante altre attrazioni, esercita sui turisti un fascino incredibile.

Soprattutto è da vedere il suk con il tradizionale artigianato beduino, tipico delle tribù nomadi, popolazioni molto ospitali che custodiscono le proprie tradizioni e si dedicano al lavoro stagionale della coltivazione della palma da dattero, alla raccolta dei cereali, all’allevamento del bestiame.
Gli uomini appartenenti alle diverse tribù si distinguono per il colore del turbante e per il modo di indossarlo.
Anche le donne indossano abiti estremamente colorati, con pantaloni ricamati e scialli a motivi indiani o africani, che consentono di identificarne l’appartenenza tribale.

Sur è un pittoresco villaggio sulla “east coast” omanita.

Sur, Oman

Le case sono quasi tutte bianche e le vie strette, la vista sul mare mozzafiato. Da Sur si raggiungono con facilità Ras al Jinz e Ras al Hadd, due famose riserve dove si possono ammirare le tartarughe verdi.

Un’altra perla nascosta dell’Oman è l’area del Salalah, nella regione di Dhofar – sud del paese.
Gran parte della produzione destinata al commercio dell’incenso, molto redditizio per l’economia omanita, proviene da qui.


Ma la grande bellezza del Salalah sono i suoi paesaggi tropicali: mare cristallino, spiagge dalla sabbia finissima, palmeti a vista d’occhio e piante di papaya e banani.

Clima – Se a nord del paese il clima si può definire mediterraneo, a sud è nettamente tropicale.

  • L’estate va da marzo a ottobre. A sud, in questa stagione si va dai 25° ai 30°, con un forte tasso di umidità, mentre nel resto del paese si toccano i 40°.
  • L’inverno oscilla tra i 25° e i 30° sulle coste, e i 15/25° sui rilievi dai 1500 metri in su.

Ogni stagione è buona, quindi, ma si consiglia di viaggiare tra giugno e settembre, quando i venti del Khareef portano una ventata d’aria fresca.

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