Pompei e i Greci: un viaggio alla scoperta di un incontro tra culture nel cuore del Mediterraneo

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A Pompei due passi separano la vita antica dalla vita moderna.

Théophile Gautier

Pompei, tra i siti archeologici più famosi al mondo, non fu solo un centro romano. La sua storia è molto più antica e risale al VIII sec a. C., anno della sua fondazione da parte degli Osci, antico popolo italico.

Pompei e i Greci è la nuova mostra allestita nella Palestra Grande degli Scavi fino al prossimo 27 novembre 2017. Un’esposizione che racconta la storia di un incontro, svelandone un lato inedito, quello delle sue origini.

Com’era infatti Pompei prima dei Romani?

Indigeni, etruschi e greci, spinti non solo da ragioni politiche e commerciali, ma anche dallo spirito di avventura dei racconti omerici, a partire dall’VIII sec a.C iniziarono la propria espansione nel Mediterraneo.

È la cosiddetta Magna Grecia, la colonizzazione greca nell’Italia meridionale che interessò le regioni della Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Campania. Pompei, pur non venendo mai conquistata militarmente, entrò comunque nell’orbita del popolo ellenico. L’intenzione dei Greci, infatti, non era quella di stabilirsi definitivamente nella città, ma semplicemente di controllarne le strade e il porto.

I territori della Magna Grecia

Sotto il dominio ellenico, la città si espande, sviluppa un sistema urbanistico estremamente elevato, con una rete di strade perfettamente ordinate e alte mura difensive tutt’attorno, e diventa un fiorente centro culturale.

Tra il 780 ed il 770 a.C., mentre Roma stava nascendo, i Greci arrivarono anche in Campania, fondando prima la colonia di Phitecusa, sull’isola di Ischia, e poi quella di Cuma.

Ma che cosa racconta la mostra Pompei e i Greci?

Attraverso l’esposizione  di oltre 600 reperti di vario genere( ceramiche, ornamenti, armi, elementi architettonici, sculture) provenienti da Pompei, Stabiae, Cuma, Capua, Poseidonia, Metaponto e Torre di Satriano e iscrizioni in greco, etrusco e paleoitalico, la mostra narra una vicenda storica dinamica, caratterizzata da varie identità, tradizioni e lingue. Un incontro-scontro tra culture diverse, tematica questa quanto mai attuale.

La mostra, il cui allestimento è stato progettato dall’architetto svizzero Bernard Tschumi, tra i maggiori esponenti del decostruttivismo, nasce da un progetto scientifico ed è la prima tappa di un programma espositivo realizzato congiuntamente con il Museo Archeologico di Napoli, dove a giugno si tiene una mostra dedicata ai miti greci, a Pompei e al tema della metamorfosi.

Credits

Pompei e i Greci

A cura di: Massimo Osanna, direttore generale di Pompei Massimo Osanna e Carlo Rescigno (Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli)

Promotore: Soprintendenza Pompei con l’organizzazione di Electa.

 

Informazioni

Pompei e i Greci

Pompei, Scavi di Pompei
Dal 12 aprile al  27 novembre 2017
Costo del biglietto: Intero 13 euro (ingresso scavi + mostra); Riduzioni: Ridotto 7,50 euro
Prenotazione: Nessuna
Orario: Aperto tutti i giorni dal 12 aprile al 31 ottobre dalle 9.00 alle 19.30 (ultimo ingresso alle 18). Dal 1-2 novembre dalle 9.00 alle 17.00 (ultimo ingresso alle 15.30). Chiuso 1 maggio.
Telefono: +39 081 8575347  / E-mail: pompei.info@beniculturali.it

Sito: www.pompeiisites.org

 

 

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