A Torino una mostra sulla tragedia dell’amianto dal 10 maggio al 9 giugno

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Il Palazzo del Rettorato dell’Università di Torino ospita la mostra “Le vie dell’amianto” dal 10 maggio al 9 giugno. 

Lesposizione racconta una storia lunga secoli, con diverse testimonianze storiche che attestano la pericolosità dell’amianto come, il carteggio datato 1938 tra Giacomo Mottura, professore di Anatomia e istologia patologica e il patologo tedesco Martin Nordmann, la tesi di laurea del 1910 del medico Giorgio Castagneri o la denuncia che ne fece Italo Calvino nel 1954 sulle pagine de L’Unità.

La mostra evidenzia come la conoscenza sulla pericolosità dell’amianto andò in modo inversamente proporzionale alla sua diffusione: mentre negli anni ’60 del Novecento la scienza aveva messo punti fermi su questo aspetto, l’industria ne aumentò l’utilizzo. In mostra non soltanto gli stabilimenti Eternit, fucina di migliaia di lavoratori morti di cancro, l’Amiantifera di Balangero e Corio (la più grande d’Europa), il giacimento del Monte San Vittore, ma anche gli oggetti più comuni messi sul mercato, dai ferro da stiro alle tovaglie ai giocattoli per i bambini, tutti costruiti con amianto.

Le vie dell’amianto è stata organizzata dal Centro Scansetti, Rsa (Società per il Risanamento e lo sviluppo ambientale dell’ex miniera di Balangero), dal Museo regionale di Scienze Naturali, dall’Università di Torino.

 

Fonte: ANSA

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