“Ytalia”: una mostra per ricordarci che il nostro Paese è una repubblica fondata sull’arte e sulla bellezza

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Firenze si prepara a ospitare “Ytalia”, un’imponente mostra collettiva sull’arte italiana contemporanea, ideata e curata da Sergio Risaliti, visitabile dal 2 giugno al 1 ottobre in vari punti della città.

Il nome dell’esposizione deriva dalla nota che Giovanni Cimabue, pittore fiorentino del XIII secolo, scrisse in una delle volte della Basilica Superiore di Assisi a margine di una rappresentazione sulla città eterna.

Segnaletica con cui l’artista si fece promotore della civiltà italiana, sancendo che i confini nazionali sono prima di tutto artistici che politici. E che l’identità nazionale è fatta di cultura classica e umanistica, di bellezza pagana e spiritualità cristiana.

Obiettivo della mostra è quello di dimostrare che il concetto espresso da Cimabue è rimasto immutato nel corso dei secoli, tant’è che l’Italia è ancora oggi considerata patria dell’arte e della bellezza.

L’esposizione offre così al pubblico nazionale e internazionale l’opportunità di confrontarsi con le opere di alcuni tra i maggiori artisti italiani del nostro tempo.

Tra loro: Mario Merz (1925-2003), Giovanni Anselmo (1934), Jannis Kounellis (1936-2017), Luciano Fabro (1936-2007), Alighiero Boetti (1940-1994), Giulio Paolini (1940), Gino De Dominicis (1947-1998), Remo Salvadori (1947), Mimmo Paladino (1948), Marco Bagnoli (1949), Nunzio (1954) e Domenico Bianchi ( 1955). 

Tutti artisti che hanno ottenuto riconoscimenti internazionali e che sono stati, in molti casi, protagonisti assoluti, se non addirittura pionieri del contemporaneo, le cui opere sono esposte e collezionate nei grandi musei di tutto il mondo.

Energia, pensiero e bellezza sono le parole chiave con cui osservare i loro lavori.  

Tre concetti che evidenziano una tensione tra finito e infinito, con la convinzione di unire terra e cielo, dimensione antropologica e metafisica, vita e morte, conscio e inconscio.

Circa 100 le opere esposte e visitabili in 8 spazi diversi della città, tra musei, giardini e luoghi dell’architettura civile e religiosa, quasi a sancire che il passato convive con il contemporaneo.

Così a Forte di Belvedere, su uno dei bastioni affacciato sulla città, il pubblico scoprirà “Calamita Cosmica” di Gino De Dominicis, mentre a Palazzo Vecchio, nella sala dei Gigli, a poca distanza della “Giuditta e Oloferne”, gruppo bronzeo di Donatello, si potrà osservare il “Senza titolo” con terra, cactus e piombo di Jannis Kounellis.

E ancora, dall’”Elegia” di Giulio Paolini, posizionata nella Sala di Venere della Galleria Palatina di Palazzo Pitti, in dialogo con il capolavoro marmoreo della “Venere Italica” di Antonio Canova, alla “Deriva” di Mimmo Paladino, adagiata sullo specchio d’acqua della Fontana di Nettuno nel Giardino di Boboli.

La mostra si svolgerà in concomitanza con la 57° Biennale di Venezia, periodo di massima attenzione intorno al contemporaneo nel nostro paese.

 

Credits: La mostra è curata da Sergio Risaliti. Promossa dal Comune di Firenze, in collaborazione con Gallerie degli Uffizi, Opera di Santa Croce, Museo Marino Marini.

Informazioni:

“YTALIA: Energia Pensiero Bellezza. Tutto è connesso”.

Firenze

Sedi espositive:Forte di Belvedere, Palazzo Vecchio, Galleria delle Statue e delle Pitture degli Uffizi, Galleria Palatina, Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti, Giardino di Boboli, Complesso monumentale di Santa Croce, Museo Marino Marini, Museo Novecento.

Dal 2 giugno al 1 ottobre 2017

Info aggiuntive: www.civita.it

Fonte: Ufficio Stampa Opera Laboratori Fiorentini –  Civita

 

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