Allarme ambiente: Legambiente presenta i dati dell’erosione costiera

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Spiagge indifese, su Legambiente

Spiagge indifese: Legambiente presenta i dati dell’erosione costiera. Molise, Puglia e Basilicata, quelle più erose.   

Dopo il fine settimana di “Spiagge e Fondali puliti”, Legambiente ha presentato il dossier in cui viene spiegato lo stato di salute delle coste italiane: “Spiagge indifese”. In particolare, vengono trattati i processi di erosione che minacciano il litorale.

Il fenomeno naturale dell’erosione è amplificato dall’antropizzazione delle coste, dalla riduzione dell’apporto solido dei fiumi in mare e da un’inadeguata gestione del problema da parte delle amministrazioni. Le conseguenze potrebbero essere terribili per la morfologia, l’ecosistema ed il paesaggio delle coste.

Purtroppo, nonostante questa evidenza, progetti invasivi per installare nuove barriere artificiali pendono su molte aree costiere, minacciando habitat sensibili e siti di interesse comunitario.

Il rapporto del 2006 su “Lo Stato di salute dei litorali italiani”, curato da Enzo Pranzini dell’Università di Firenze e ad oggi il quadro più aggiornato a livello nazionale, evidenziò che il 42% delle spiagge italiane è in erosione.

Secondo i dati del rapporto, il Molise è la prima regione italiana per tassi di erosione costiera (91%). È seguito dalla Basilicata con il 78% di spiagge erose, la Puglia con il 65%, l’Abruzzo con il 61% e le Marche e il Lazio, con il 54% ciascuna. I valori più bassi si registrano in Friuli (13%), in Veneto (18%) e in Emilia-Romagna (25%). 

Tra i casi menzionati nel dossier, contro cui Legambiente lotta in prima linea, ci sono:

  • Il progetto di artificializzazione su 30 km di costa nel Golfo di Salerno. Consiste nell’installazione di 42 pennelli, in aggiunta a barriere rigide. Si stima un prelievo di 1.200.000 tonnellate di materiale da cave a terra e 75.000 viaggi di camion per il trasporto.
  • L’intervento sul litorale laziale di Ostia previsto quest’anno dalla Regione Lazio. Prevede barriere su 4 km di costa, per 5 milioni di euro, nonostante il tratto di litorale minacciato non superi il chilometro. 

 

I lavori eseguiti da Legambiente sono fondamentali per la protezione della costa Italiana. Giorgio Zampetti, responsabile scientifico dell’associazione, spiega:

“Obiettivo delle iniziative sui territori e dell’impegno dei circoli di Legambiente è di tutelare e preservare la natura degli habitat costieri, liberare l’accesso alle spiagge e liberarle dal cemento, avviare una radicale riqualificazione dell’esistente e progettare e realizzare opere di adattamento dell’erosione costiera, a partire dalla salvaguardia dei sistemi dunali, calibrate secondo le precise necessità. Per questo continueremo a impegnarci nel contestare l’errata pianificazione di alcuni progetti di difesa dei litorali e a lavorare per l’adozione di un approccio integrato e complessivo di riqualificazione della costa, come concreta e duratura azione per la tutela delle spiagge”.

 

Info: www.legambiente.it

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