Destinazione Ancona: una città a picco sul mare

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La città di Ancona, capoluogo delle Marche, giace sul promontorio del Monte Conero e si affaccia direttamente sul mare.

Dotata di uno dei maggiori porti italiani, Ancona è una città ricca di fascino.

Dall’arte al mare, fino alla gastronomia, tanti sono gli aspetti che la caratterizzano, poco noti ai più.

Tra i principali monumenti della città, non si può non citare la Cattedrale di San Ciriaco, Chiesa millenaria che domina la città dall’alto del colle Guasco, dove un tempo sorgeva l’acropoli e dove sono ancora visibili alcuni resti. 

Duomo

Da visitare anche il Museo Archeologico Nazionale delle Marche, la Chiesa di S. Maria della Piazza, di origine romanica (XI secolo), l’Arco Traiano, il Passetto, e la Mole Vanvitelliana, edificio militare progettato dal Vanvitelli nel XVIII secolo.

Gran parte del territorio anconetano rientra all’interno del Parco del Conero, caratterizzato da ampi boschi sempreverdi di macchia mediterranea, da scogliere a picco sul mare, da spiagge raggiungibili solo a nuoto, e da una campagna ancora incontaminata.

Tra le località balneari all’interno del parco, vanno indubbiamente citate Portonovo e le Due Sorelle, mete suggestive e frequentatissime da anconetani e turisti, con i loro boschi a ridosso delle spiagge.

Proprio a ridosso della spiaggia di Portonovo, affacciata sul verde blu del mare, si erge un piccolo gioiello dalle mura bianche, un prezioso esempio dell’architettura romanica delle Marche: la Chiesa di Santa Maria di Portonovo, costruita con la stessa pietra del Conero, nel 1034. Oggi è gestita dal Fai.

Tanti i prodotti tipici della città, che vanno dalla lavanda al miele, dall’olio ai legumi.

I più noti però sono senz’altro i moscioli, una cozza selvatica che vive e si riproduce esclusivamente nelle scogliere del Conero.

I pescatori del Presidio amano mangiare i moscioli appena pescati, aperti su una lastra posata sul fuoco, senza alcun condimento, oppure alla marinara, aperti in pentola con aglio, prezzemolo, olio e pepe.

Ma sono gustosi anche come sugo nei primi piatti, arrosto o alla tarantina, un condimento speciale di prezzemolo e limone.

Altri piatti forti della zona sono lo stocafisso all’anconetana e i vincisgrassi.

Il primo è talmente importante che in città è stata addirittura fondata l’omonima Accademia, per custodirne gelosamente la tradizione.

La storia di questo pesce racconta che le navi di Ancona si spingevano fino alle città anseatiche e non di rado risalivano i fiordi norvegesi.

Stocafisso all’anconitana

Caratterizzato da una lunghissima cottura, lo si mangia accompagnato con patate in pezzi grossi e con una grande abbondanza di vino e olio di frantoio.

I “vincisgrassi”, descritti come “princisgras”, appaiono per la prima volta descritti da Antonio Nebbia nel “Il Cuoco Maceratese” nel 1783.

Vincisgrassi

La leggenda marchigiana narra che il principe Windisch-Graetz arrivò nel 1799 a capo dell’esercito austriaco per strappare Ancona alle armate napoleoniche e in quella occasione fu’ “sublimato” da questo piatto che probabilmente prese il suo nome.

 

Per ulteriori informazioni, si rimanda all’Ufficio Turismo della Regione Marche: www.turismo.marche.it

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