Sud Italia e carenza di infrastrutture: altro scontro tra treni in Puglia

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Sud Cenerentola d’Italia, infrastrutture del Dopoguerra. Questo il motivo dei recenti ferroviari in Puglia, errore umano compreso. La Puglia, una regione ad alto tasso turistico e di pendolari, viaggia su un unico binario. Nelle stesse condizioni, Molise e Basilicata. 

Lo scontro avvenuto ieri ricorda tristemente la vicenda dello scorso anno che sempre in Puglia nella parte Nord della regione causò 23 morti e 50 feriti. Questa volta lo scontro è avvenuto nella provincia di Lecce con un bilancio i 10 contusi e 5 feriti, tra cui un macchinista. 

Semplice la ricostruzione della dinamica dell’incidente: uno dei due convogli è fermo al segnale di ingresso della stazione di Galugnano, mentre l’altro parte in direzione Lecce, non rispettando il segnale rosso. Errore umano quindi, ma se ci fosse stata una doppia ferrovia tutto ciò non sarebbe accaduto.

Con la programmazione 2007-13 dei Fesr la Regione Puglia stanziò 83 milioni per la sicurezza ferroviaria, in particolare per il montaggio degli SCMT (Sistema controllo marcia treno, ndr) a bordo treno e a terra. Alle Ferrovie del Sud Est (FSE) furono assegnati 36 milioni che la società ha utilizzato solo in minima parte, non avendo rispettato il termine di scadenza per l’utilizzo dei fondi POR– dichiara l’assessore ai Trasporti della Regione Puglia, Giovanni Giannini- le somme sono state quindi implementate fino a circa 60 milioni di euro e riprogrammate con i Fesr 2014-2020 e serviranno a mettere in sicurezza l’intera rete ferroviaria gestita da FSE“.

 

Fonte: ANSA

 

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