Le 20 chiese nella roccia più belle d’Italia

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Sulla vetta delle montagne, a strapiombo sul mare o sotto la superficie terrestre, ecco un elenco delle 20 Chiese nella Roccia più belle d’Italia.

L’elemento in comune tra i diversi tipi di queste chiese è la roccia: luoghi di fede scolpiti nella pietra viva. Ogni regione ha le sue meraviglie da scoprire, in questo caso chiese che la mano dell’uomo ha saputo creare plasmando la roccia: piccoli grandi tesori tra cielo e terra assolutamente da visitare.

  • VALLE D’AOSTA Santuario di San Besso, Cogne (Ao): Pur essendo in territorio piemontese, questo gioiello su roccia può essere raggiunto con un itinerario che parte dalla Val di Cogne, lo stesso che compie una processione di pellegrini ogni 10 agosto con in spalla la statua del santo. San Besso, che si dice precipitò da quello sperone roccioso morendo sotto gli occhi di tanti pastori invidiosi del suo gregge. E intorno a quella rupe è sorto il suo santuario, un tempio alpino che appare come un miraggio a tutti i trekker che lo incontrano lungo la loro strada. Il Santuario di San Besso si trova in Val Soana, nel Parco Nazionale del Gran Paradiso, ed è attaccato al Monte Fautenio, una roccia monolitica di 60 metri a quota 2.000. 
  • LIGURIA Chiesa di San Pietro, Portovenere (Sp): Una meraviglia su roccia in stile gotico-genovese che lascia a bocca aperta tutti i viaggiatori che arrivano a Portovenere dal mare. La Chiesa di San Pietro, infatti, è la prima cosa che vedono i turisti che si avvicinano alla costa a bordo del traghetto: e quella che sembra una roccaforte austera altro non è che un edificio religioso dal fascino unico. Il duecentesco “cristiano tempio”, come lo chiamava il Montale in una sua poesia dedicata a questa località ligure (“Là fuoresce il tritone dai flutti che lambiscono le soglie d’un cristiano tempio, ed ogni ora prossima è antica”), è posto all’estremità del promontorio roccioso dell’abitato e può essere raggiunto con una passeggiata suggestiva che regala una vista spettacolare sul Golfo dei Poeti.
  • SICILIA Santuario di Santa Rosalia, Palermo: Un santuario molto importante a Palermo è quello di Santa Rosalia, la patrona della città. La sua struttura dall’imponente facciata color giallo paglierino è inserita in un anfratto di roccia, quasi in cima al Monte Pellegrino, a un’altezza di 445 metri. Un atrio scoperto lascia entrare nella cavità della grotta, il “cuore” del complesso, dove sotto un baldacchino dalle opulenti forme barocche si trova la sacra immagine della santa, scolpita dal fiorentino Gregorio Tedeschi. Proprio qui infatti furono ritrovate da un cacciatore le ossa di Rosalia. Al di là della devozione nei confronti della santa, per i palermitani il protagonista è sempre stato il monte stesso, visto come sacro dai naviganti, dagli emigranti e da tutti coloro che ogni giorno gli rivolgono, ieri come oggi, lo sguardo. 
  • LOMBARDIA Eremo di Santa Caterina del Sasso, Leggiuno (Va): L’Eremo di Santa Caterina è abbarbicato su una parete rocciosa a strapiombo sul Lago Maggiore e regala uno scenario unico: il Golfo Borromeo, Stresa e le sue isole. Dopo aver percorso un portico di quattro archi a tutto sesto si accede alla chiesa che è il frutto di una singolare fusione di tre cappelle, un tempo distinte e create in epoche diverse. Ad affascinare non è soltanto la struttura e il contesto, ma anche l’arte custodita al suo interno: i cicli pittorici sono ben conservati e coprono un arco di tempo che va dal XIV al XIX secolo. La ricchezza di questa chiesa è la sua accessibilità: l’eremo è raggiungibile dal piazzale sovrastante dove si può arrivare in macchina per poi scendere una scalinata di 268 gradini, o con un ascensore nella roccia o dal lago, con una risalita di 80 scalini.
  • TRENTINO-ALTO ADIGE Eremo di San Colombano, Trambileno (Tn): Sembra un nido di rondine sulla roccia sospeso a circa 120 metri di altezza. O meglio a strapiombo sul torrente Leno. Questo corso d’acqua è l’origine di tutto, infatti l’Eremo di San Colombato esiste perché è dedicato a quel santo che, secondo la leggenda, portò alla morte un drago che uccideva i bambini battezzati nelle acque impervie del sottostante fiume. Di questa lotta tra il santo e il drago, ovvero tra il bene e il male, si leggono i dettagli negli affreschi originali che ancora oggi adornano la grotta. Da vedere anche quello che si trova sull’altare maggiore e raffigura la Madonna e i santi. La data della sua fondazione, il 753, è incisa sulla pietra e segna l’inizio della sua storia, da scoprire percorrendo 102 gradini scavati nella parete. A 3 km da Rovereto, sulla statale per Vicenza.
  • VENETO Santuario Madonna della Corona, Spiazzi (Vr): Un grandioso pellegrinaggio è quello che si svolge il Venerdì Santo a Spiazzi e vede trasportare la statua della Madonna Addolorata dal fondo della Val d’Adige fino al Santuario della Madonna della Corona, lungo lo storico Sentiero dei Pellegrini. Questo itinerario è il più famoso e frequentato del veronese, sia per la bellezza dei paesaggi, sia per la magnificenza di questo luogo di fede scavato alla roccia a 774 metri sul livello del mare. Il santuario merita una visita per le innumerevoli opere artistiche custodite al suo interno come le sculture di Ugo Zannoni, realizzate in marmo bianco di Carrara, o le fusioni in bronzo di Raffaele Bonente: quella sulla parete rocciosa dell’abside è qualcosa di magico. Per non parlare degli ex-voto: 167 tavolette, la cui più antica risale al 1547.
  • MARCHE Tempio del Valadier, Genga (An): Ha tutta l’aria del nascondiglio perfetto. Eppure è un vero luogo di preghiera, un piccolo rifugio di fede, o meglio Refugium Peccatorium come recita la sua iscrizione, fatto costruire da Papa Leone XII sulla base del progetto dell’architetto Giuseppe Valadier, da cui ne prende il nome. Il Tempio del Valadier è caratterizzato da una costruzione nascosta nelle pareti di roccia e marmo di una grotta meravigliosa che invita a scattare foto a più non posso: dopotutto questo “abbraccio di pietra” è davvero qualcosa di suggestivo. Dalle fessure del monte si scorge la natura incontrastata di questo luogo ascetico, che fa parte della zona delle famigerate Grotte di Frasassi. Infatti ci troviamo nel comune anconetano di Genga, in un sistema di cavità e anfratti unico al mondo.
  • EMILIA-ROMAGNA Eremo di Bismantova, Castelnovo ne’ Monti (Re): C’è un monte dal profilo unico in quel di Castelnovo ne’ Monti. La sua sagoma riempie la valle e si fa protagonista anche a distanza. A notarlo, infatti, fu anche Dante Alighieri, il quale lo menzionò nella Divina Commedia, e pare vi abbia tratto ispirazione per la descrizione del Monte del Purgatorio. Si tratta della Pietra di Bismantova, una montagna dell’Appennino Reggiano che raggiunge il 1.041 metri e vanta la forma di un altopiano dalle pareti scoscese. Ai piedi di questa leggendaria roccia si trova l’Eremo di Bismantova, un monastero benedettino edificato nel XVII secolo e ancora oggi aperto al pubblico. La costruzione è un tutt’uno con la parete rocciosa: entrate al suo interno e ammirate gli affreschi quattrocenteschi opera dei maestri emiliani.
  • LAZIO Chiesa della Madonna delle Grazie, Sora (Fr): Fortunatamente la scossa di terremoto del 2013 non ha creato danni irreparabili e la statua della Madonna delle Grazie, che era stata danneggiata, è tornata al suo posto, all’interno del santuario, a illuminare la città come un faro nella notte. La chiesa, infatti, domina dall’alto la bella città fluviale di Sora e sembra nascere da quella montagna verde e austera che la ospita da secoli. Per raggiungerla bisogna affrontare una piacevole e non poco impegnativa risalita, fatta da una scala di ben 409 gradini di pietra, per una passeggiata che porta fatica, ma anche tanta soddisfazione e che ripagherà con una vista bellissima sulla città Volsca.
  • MARCHE Santuario Tempietto di Sant’Emidio alle Grotte, Ascoli Piceno: Il Santuario Tempietto di Sant’Emidio alle Grotte è chiamato così perché è addossato alle grotte di un’antica necropoli cristiana. Si trova ad Ascoli Piceno e rappresenta il prototipo più significativo di arte religiosa barocca di tutte le Marche, nonché uno dei monumenti più importanti del capoluogo. Secondo la leggenda, il santo a cui è dedicata questa chiesa (Emidio d’Ascoli) si recò fin qui decapitato, con la sua testa tra le mani, per seppellirsi da solo. Una storia incredibile che racconta la forza di quest’uomo, non a caso protettore contro il terremoto. Dopo quattro secoli le sue spoglie sono state sposate all’interno della cattedrale cittadina.
  • ABRUZZO Chiesa Santa Maria della Pietà, Rocca Calascio (Aq): Sotto c’è Calascio, sopra il borgo abbandonato di Rocca di Calascio con i suoi paesaggi sublimi, forse tra i più belli del nostro Appennino, quelli della catena del Gran Sasso d’Italia, dell’altopiano di Campo Imperatore, della Majella e del Sirente. E lì, a quota 1.500 ecco che si apre il castello, un luogo talmente scenografico da essere stato scelto come il set naturale di molti film di successo, tra cui l’avvincente favola medievale di “Lady Hawke”, che narra l’amore tormentato tra un “falco” e un “lupo”. La fortezza, tra le più alte d’Europa, custodisce la suggestiva Chiesa di Santa Maria della Pietà, risalente al XVI secolo. La sua struttura ancorata alla montagna domina la sottostante Piana di Navelli, percorsa dall’antico tratturo, e regala una vista spettacolare fatta rocce vive e cieli tersi.
  • PIEMONTE Sacra di San Michele, Sant’Ambrogio (To): Non è il primo santuario in onore del principe degli angeli fedeli a Dio – il più antico è quello del Gargano a Monte Sant’Angelo, il più famoso quello sulla costa della Normandia il Mont-Saint-Michel au péril de la mer, ma è il più spettacolare, con il suo corpo svettante che si fa prolungamento del Monte Pirchiriano, all’imbocco della Val di Susa. La Sacra di San Michele è un simbolo del Piemonte, nonché una delle architetture religiose romanico-gotiche più eminenti a due passi dalla Francia. I padri rosminiani vi hanno trovato casa e lo hanno sempre curato, infatti oggi appare splendente come il giorno della sua fondazione, avvenuta intorno all’anno Mille, o giù di lì.
  • CALABRIA Santuario di Santa Maria dell’Isola, Tropea (Vv): Difficile a credersi eppure una buona dose di silenzio si può ritrovare anche sull’affollata spiaggia di Tropea, quella di Marina dell’Isola. A dominare il candido lido è una roccia massiccia a picco sul mare, sulla quale sorge il Santuario di Santa Maria dell’Isola, un luogo di fede che rappresenta il simbolo della “perla del Tirreno”. Questa scenografica basilica, tanto voluta dai Benedettini, vanta un giardino ben curato e un interno minuscolo quanto semplice in cui ritrovare un’atmosfera spirituale. Il 15 agosto è possibile ammirare la suggestiva processione sull’acqua della Madonna dell’isola.
  • LAZIO Santuario di San Francesco, Greccio (Ri): Insieme ad altri tre (Fonte Colombo, Foresta e Poggio Bustone), è uno dei quattro santuari eretti da San Francesco d’Assisi nella Valle Santa. La sua struttura è incassata nella roccia dei monti che sovrastano il borgo medievale di Greccio, in provincia di Rieti, e da lassù, a un’altitudine di circa 700 metri, regala una vista spettacolare sulla conca reatina. Il querceto che lo circonda emana un’energia buona e semplice come la terra che lo ospita. Il Santuario di San Francesco è conosciuto come quello del presepe, perché qui nel 1223 fu allestita la prima rievocazione teatralizzata della nascita di Gesù Bambino, evento che ha dato il via a quella tradizione natalizia tanto amata in Italia e diffusa in tutto il mondo. E infatti la visita all’eremo si apre con la Cappella del Presepe.
  • ABRUZZO Eremo di San Bartolomeo in Legio, Roccamorice (Pe): È un tutt’uno con la parete che lo ospita e si mimetizza con la natura selvaggia che lo circonda, quella del Parco Nazionale della Majella. L’Eremo di San Bartolomeo in Legio è forse uno dei più suggestivi dell’Abruzzo, con il suo corpo ubicato a mezzacosta, su un versante del Vallone di Santo Spirito. A proteggerlo un tetto di roccia, che abbraccia questo piccolo luogo di fede anteriore all’XI secolo e raggiungibile solo attraverso due sentieri: il primo scende da Valle Giumentina e permette di vedere l’eremo sul versante opposto quasi nascosto nella roccia; il secondo scende da Roccamorice e finisce con una galleria scavata nella pietra che immette nel camminamento antistante all’oratorio, interamente incastonato nella montagna.
  • CAMPANIA Chiesa rupestre di San Nicola, Ischia (Na):  L’isola verde, nota per i bagni di sole, le acque benefiche e le escursioni in barca, nasconde anche un lato spirituale. Basta risalire il Monte Epomeo e arrivare in vetta. Qui, sul suo punto più alto, sospesi tra cielo e terra, si trova la Chiesa rupestre di San Nicola, una piccola costruzione perfettamente mimetizzata con la pietra che è si è trasformata nei secoli passati in rifugio durante le continue invasioni saracene. Poi vi giunsero le monache, e ancor dopo gli anacoreti. Ad ogni modo questo luogo di fede scavato nel tufo rappresenta uno degli esempi più significativi di architettura rupestre, per giunta su di un’isola.
  • BASILICATA Chiesa di Santa Maria di Idris, Matera: “In quel precipizio è Matera. La forma di quel burrone era strana; come quella di due mezzi imbuti affiancati, separati da un piccolo sperone e riuniti in basso in un apice comune, dove si vedeva, di lassù, una chiesa bianca, Santa Maria de Idris, che pareva ficcata nella terra.” Carlo Levi descrive così Matera nel suo “Cristo si è fermato a Eboli”. Spalanca gli occhi, lo scrittore, di fronte a una chiesa che pare nascere dalla terra: Santa Maria di Idris è unica al mondo come il nucleo che la ospita, quello dei Sassi, un patrimonio UNESCO fatto di case-grotte, cenobi e portali scavati nella candida calcarenite. Tra le chiese rupestri, questa è quella che predomina il centro storico, con il suo “cappello di roccia” dall’alto del Monterrone, una rupe calcarea nel mezzo del Sasso Caveoso.
  • SICILIA Chiesetta di San Salvatore, Caltabellotta (Ag): Su di un lembo di terra che si estende dal fiume Belice al fiume Platani si trova il magico borgo siciliano di Caltabellotta, un luogo alto, aspro e antico in provincia di Agrigento che domina tutta la vallata circostante regalando sublimi visioni. Ci troviamo sul Kratas, lembo meridionale dei Monti Sicani, dove tre picchi sono i protagonisti incontrastati della zona: Monte San Pellegrino, Monte Castello e la Rupe Gogàla. In questo contesto montano sorge un piccolo luogo di fede fatto di roccia e sacralità, la Chiesetta di San Salvatore, la cui struttura fatta con una muratura di pietrame informe e un tetto a capanna invita a un’incursione nella Sicilia normanna.
  • LAZIO Monastero di San Benedetto, Subiaco (Rm): Monastero di San Benedetto o Sacro Speco. Due modi diversi di chiamarlo, un solo santuario che si trova nella provincia di Roma, a Subiaco. Un luogo di fede che si erge su di un bel monte, il Taleo, a 650 metri di altezza, e che nasce “appoggiato” sulla sua parete rocciosa tanto da essere stato nominato “nido di rondini” da Papa Pio II Piccolomini a seguito di una sua visita. Il santuario è caratterizzato da due chiese sovrapposte (Chiesa Superiore e Chiesa Inferiore) e cappelle unite tra loro da una pavimentazione policroma in mosaico. Da non perdere al suo interno, la Sacra Grotta dell’eremitaggio, dove è conservato il trittico marmoreo composto dalla statua del santo, una croce e un cestino scolpiti da un allievo del Bernini, Antonio Raggi.
  • TOSCANA Santuario della Verna, Chiusi della Verna (Ar): Su di un “monte divotissimo, solitario e salvatico” si trova un meraviglioso Santuario Francescano. Il Conte Orlando Cattani lo donò a San Francesco d’Assisi che qui vi ricevette le stigmate. Ci troviamo nella provincia di Arezzo, immersi nella natura selvaggia del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, un luogo dove si respira la pace perfetto per un ritiro spirituale. Il paese più vicino al Santuario della Verna è Chiusi, da dove parte una strada selciata chiamata Ansilice, che arriva al portale d’ingresso meridionale del monastero detto Porta del Martello, che poggia sulle rocce. Questa è la caratteristica di tutto il monastero: le sue mura sono state costruite sui grandi massi del Monte Penna, che vengono integrate nella sua struttura che pare, quindi, nascere dalla montagna.

L’elenco è stato redatto da Skyscanner, motore internazionale i ricerca di voli.

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