Roma tra bancarelle, Bolkestein e degrado

di Camilla Giantomasso e Alberto Rossi
Print Friendly, PDF & Email
roma, plazzale flaminio

Bancarellai o bancarellari come li chiamano a Roma, sono rimasti in otto a Piazzale Flaminio dopo il blitz della Polizia Locale del 15 maggio.

Un mercato all’aria aperta di vestiti usati, scarpe e oggetti di varia natura.

Ci siamo messi nei panni del turista e del cittadino che esce dalla metro. Ecco cosa ci siamo trovati davanti.

Il problema è bancarella sì o bancarella no? Da un lato il problema del degrado, dall’altro il danno economico per i bancarellai con regolare permesso.

Senza tralasciare la gravità degli irregolari che ogni giorno invadono le strade del centro storico.

La bomba scoppia con la direttiva Bolkestein che obbliga a rimettere a bando più del 23% delle autorizzazioni.

Un giro d’affari da quasi 9mln di euro l’anno, secondo il Comune di Roma. Le autorizzazioni diminuiranno ma potrebbero aumentare gli irregolari.

Approvata dal Campidoglio la delibera cosiddetta “Salva-Tredicine”. Le bancarelle anomale saranno sanate e autorizzate a restare nello stesso luogo. Ogni famiglia avrà il limite di 20 licenze per municipio.

Restano però privilegiate quelle che operano da più tempo.

Da vedere se Roma, patrimonio Unesco, rientrerà nei parametri del decoro della città e riuscirà ad allinearsi agli standard delle altre capitali mondiali.

 

 

di Camilla Giantomasso e Alberto Rossi

Con la partecipazione di Melania Di Clemente e Ana Teruel

 

 

Print Friendly, PDF & Email

copyright Riproduzione riservata.

Vai alla barra degli strumenti