Una guida al femminile per scoprire Milano: la città che guarda al futuro

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Milano sguardo maligno di Dio, zucchero e catrame
Milano ogni volta che mi tocca di venire, mi prendi allo stomaco, mi fai morire (Lucio Dalla)

Se Roma ha il sapore di eternità, Milano profuma di futuro. Una fragranza che si diffonde nelle sue vie e strade cittadine, nel suo skyline, nella sua filosofia, nello stile di vita dei suoi abitanti. Città moderna e della moda. Ogni tendenza nasce qui, nel capoluogo lombardo dove nessuno ci finisce mai per caso.

Perché, come ricorda la giornalista e scrittrice Anna Di Cagno nella sua guida turistica “Milano al femminile”, Milano non la si sceglie quasi mai per andarci in vacanza. “A Milano non si viene per scelta, a Milano ti tocca di venire: per studiare, per lavoro, per trovare qualcuno che si è trasferito qui da anni…Milano non la scegli, ti tocca di venire, e allora lei sceglie te e ti conquista con quel modo tutto suo, senza strafare, senza travolgerti, con discrezione, e ti riserva sorprese che neanche immaginavi”.

Angoli, scorci, vie del passeggio e passeggiate alternative, parchi e skyline, musei, meraviglie architettoniche, locali trendy, nuovi quartieri, nuovi modi di vivere una città che cambia e che non sta al passo coi tempi, i tempi li anticipa e li fa. In breve, l’unica vera metropoli d’Italia.

Chicche e curiosità, meraviglie e consigli utili, tutto descritto in una guida indirizzata all’universo di donne che per qualche ora o qualche giorno vogliono assaporare l’esperienza milanese. Parola d’ordine: tenere d’occhio come le milanesi in primis vivono la loro città, oltre a tutto quel nucleo di regole sociali non scritte che hanno permeato nel tempo la società milanese.

Un esempio? Non stupitevi se vivendo la città, in un bar, dal parrucchiere, in un negozio, sentirete chiunque darvi del tu. Non è eccessiva esternazione di affetto o calore, né maleducazione e arroganza. È solo questione di mobilità, che a Milano esiste. E allora le gerarchie sociali perdono importanza, e darsi del tu è un modo per sentirsi parte di una stessa comunità, formata da tante individualità impegnate ad affermare se stesse.

Milano cantata da Lucio Dalla, immortalata nelle pellicole di Vittorio De Sica (in Miracolo a Milano) e Luchino Visconti (con Rocco e i suoi fratelli).

Milano con le sue 9 zone, un fulcro che si dipana in tre cerchi concentrici, sulla scia delle piante tipicamente medievali, a cui si aggiungono ogni giorno nuove realtà e identità, proprio come ogni dinamica metropoli che si comandi.

Centro. Un giro che parte dalla città storica, quella più elegante con palazzi d’epoca, parchi ed esclusivi negozi. Qui si trova il celebre quadrilatero della moda (via Montenapoleone, via Manzoni, via della Spiga, Corso Venezia). Tanto pieno di giorno tanto vuoto di notte. Perché la vita mondana si svolge in altre zone, come lungo Corso Garibaldi dove si passeggia e ci si può fermare per un aperitivo e una chiacchiera. Nulla di tutto ciò si può fare invece nella splendida piazza Duomo, che di notte si trasforma un uno scenario un po’ desolante.

Porta Romana. Ecco un’altra zona divenuta negli anni cool e adatta ad aperitivi, a passeggiate lungo le strade inondate da negozietti e boutique. Oltre al pullulare di testimonianze storiche, tra cui l’Arco monumentale di Piazzale Medaglie d’Oro, fatto erigere nel 1596 da Filippo III di Spagna e la Rotonda della Besana, antica area cimiteriale diventata oggi spazio espositivo.

Navigli. Difficile che qualcuno non abbia sentito parlare dei celebri canali artificiali realizzati a fine 1100 per collegare la città ai fiumi Ticino e Adda e rimasti fino al 19esimo secolo il porto della città. Oggi si parla dei navigli come il centro della movida milanese, zona frequentata dagli impavidi cultori dell’aperitivo. Un’atmosfera davvero particolare, con locali alla moda in perfetta armonia con negozietti artigianali e case con facciate pittoresche e colorate.

Porta Nuova-Gae Aulenti. Eccolo il cuore della Nuova Milano, quella che appare come un’enorme stanza degli specchi all’aperto, con grattacieli e palazzi moderni progettati da celebri architetti e lanciati verso il futuro.

China Town. Una volta conosciuta come Borgo degli Ortolani, è la zona compresa tra Via Canonica e Paolo Sarpi. Entrandovi si accede in una città parallela dove tutto è cinese: dalle banche ai negozi, dai supermercati ai ristoranti

Isola. E poi c’è lei, la zona emergente di Milano, nata come quartiere popolare a inizio Novecento. Si sviluppa dalla fine di Corso Como, dopo la stazione Garibaldi: un quartiere leggermente chic, con vecchi edifici popolari, palazzine di ringhiera, botteghe e negozi alla moda, tutto insieme, in un’atmosfera davvero particolare e orgogliosa dei suoi tratti.

I classici da non perdere

Tra una passeggiata e l’altra per le strade della capitale meneghina, è vietato prescindere da luoghi must che non possono non essere visitati.

A partire dal Duomo, che con i suoi 5 milioni di visitatori l’anno è il simbolo per eccellenza di Milano, la terza chiesa cattolica al mondo per grandezza e la sua imponenza spicca appena si mette piede in Piazza Duomo; continuando poi nella ottocentesca Galleria Vittorio Emanuele II, dedicata al Re che nel 1867 la inaugurò e il cui ingresso è posto proprio su Piazza Duomo. Conosciuta per gli eleganti negozi e locali, è frequentata dalla borghesia milanese, ragione che le è valsa la nomea di ‘salotto di Milano’.

Da visitare è anche il Castello Sforzesco, uno dei castelli più grandi d’Europa nato come fortezza nel ‘300 e riedificato, fino a divenire ciò che è oggi, dal duca di Milano Francesco Sforza nel 1450. Fiore all’occhiello del castello è la meravigliosa Pietà Rondanini targata Michelangelo.

Oltre ai classici luoghi cardine di Milano, da non perdere sono anche i tanti musei: dal Museo della Culture, alla galleria d’arte Moderna, l’Hangar Bicocca. E poi la Pinacoteca di Brera, la Pinacoteca Ambrosiana, le tante case museo della città.

E ovviamente, non si può prendere la via di ritorno da Milano senza aver assaporatola tendenza regina che qui è nata: sua maestà l’aperitivo.

Che sia ai Navigli o a Corso Garibaldi, che sia di sushi, brasiliano, classico, etnico, di carne, di pesce. Ce n’è davvero per tutti i gusti. Non è raro vedere a Milano il fiorire di locali eccentrici, nuovi, ricercati, sperimentali. Tutto ciò che è tendenza qui è d’obbligo. E molti nomi e indirizzi si trovano proprio in questa guida al femminile.

Piove spesso, è un po’ grigia, c’è lo smog, è trafficata, tutto è sempre di corsa, ha le zanzare tra le più grandi d’Europa. Eppure, senza dubbio bastano poche manciate di ore in questa frenetica città per trovare ognuno il proprio posto, ognuno la propria nicchia in cui rifugiarsi, godendo appieno della propria angolatura di mondo.

Milano è per tutti, anche se forse ancora molti non se ne sono accorti, perché spesso i pregiudizi sono duri a morire. Ma lei, Milano, la città in cui vieni perché ti tocca di farlo, sa lasciarti a bocca aperta a poco a poco, senza urli né schiamazzi. Come cantava Lucio Dalla: “Milano, ogni volta che mi tocca di venire, mi prendi allo stomaco, mi fai morire”.

 

Anna Di Cagno, Milano al Femminile. Guida Turistica, Milano, Morellini Editore, 2017, pp. 168

Credits: Morellini Editore

 

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