Uno, nessuno e centomila Pirandello a 150 anni dalla nascita

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Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti.

Il 28 giugno sarà il 150esimo anniversario dalla nascita del grande drammaturgo siciliano Luigi Pirandello.

Autore dei più importanti scritti del Novecento, quali “Il fu Mattia Pascal”, “Sei personaggi in cerca d’autore”, “Il berretto a sonagli” e “Uno, nessuno e centomila”, vinse il premio Nobel per la Letteratura nel 1934.

Per l’occasione, il comune di Agrigento ha deciso di organizzare una lunga serie di celebrazioni che prevedono tanti momenti artistico-culturali.

Tra questi il “Festival della Strada degli Scrittori”, attualmente in programma fino al 9 luglio, che annovera tra i Maestri alcuni dei più autorevoli scrittori di fama internazionale e che sara’ coordinato da Massimo Bray.

Consigliata anche un visita alla casa natale dello scrittore, al confine tra il territorio del comune di Agrigento (4 chilometri) e quello del comune di Porto Empedocle.

Caos: la casa natale 

La casa, denominata Caos, si trova a strapiombo sul mare e con vista sulla campagna circostante.

Le stanze del piano superiore ospitano gli oggetti personali dello scrittore, quali fotografie, onorificenze, recensioni, lettere, manoscritti e prime edizioni di libri con dediche autografe, e il vaso greco servito per traslare le sue ceneri dal cimitero del Verano ad Agrigento.

Il pianterreno, invece, ospita, periodicamente, mostre temporanee dedicate al Maestro.

Una vita in gabbia

E’ un mondo di maschere e illusione quello descritto da Pirandello in ogni sua opera.

Un mondo fatto di drammi e sofferenze, che non lasciano nessun’altra via di fuga se non quella di vivere la vita con lucida follia.

Chiunque abbia preso in mano uno dei suoi scritti o abbia assistito a una sua opera teatrale, conosce bene la sua idea del grottesco e dell’umorismo.

Capacità attraverso le quali cercava di affrontare le ingiustizie di una vita tormentata.

La sua vita non fu di certo semplice. Antonietta Portulano, sua moglie, era affetta da delirio paranoide, che la rendeva pericolosa per se’ e per gli altri, in primo luogo per la sua famiglia. Dopo neanche dieci anni di matrimonio la moglie iniziò a dare segni di squilibrio.

Dato che il marito doveva dividere il proprio tempo tra il lavoro in una scuola femminile e quello alla zolfara, Antonietta viveva in una condizione di solitudine estrema.

Diventò particolarmente crudele e gelosa del marito e, senza motivo, anche nervosa e incontrollabile.

Accusato dalla moglie di avere rapporti incestuosi con la loro figlia che, esasperata, tentò addirittura il suicidio, lo scrittore fu costretto a scappare di casa e a trascorrere umilianti notti in pensioncine, come un delinquente sfuggito alla giustizia.

In preda a simili e continui deliri, alla famiglia non restò altro che internarla in una clinica, nella quale comunque il marito andava spesso a farle visita, uscendone però sempre devastato.

Furono l’affetto delle mura domestiche, in particolar modo dei figli Lietta e Stefano, e la scrittura le sole ‘protezioni’ con cui Pirandello cercava di porre riparo alle proprie sventure.

Dotato di grande capacità creativa, lui si vendicava scrivendo.

Una scrittura imperniata di dolore interiore e di un egoismo a tratti salvifico.

L’amore-ossessione per Marta Abba

Era il febbraio del 1925. Luigi Pirandello e Marta Abba si conoscono.

Lei, milanese, ha soltanto 24 anni, lui 57. Il loro rapporto è di collaborazione e di amore: lei lo considerava un maestro e lui gioiva di questo.

Un legame per sempre sospeso tra un amore mancato e la sofferenza costante in un delirio di sguardi. Vissuto sul filo dell’agonia.

Per Pirandello, Marta ha il nome non solo della sua musa e dell’attrice alla quale affiderà parti importante, ma è come se fosse un “mal giocondo” nella sua vita.

Quel “mal gioco” che sembra vivere di attrazioni, ma che in realtà è un riposo pur lungo la strada del tempo che lega il dolore degli anni e la definitiva e ultima attrazione.

Restano un immaginario nella letteratura e un’immagine fissata sulla scena del teatro e mai nella vita vera che si recita nel quotidiano.

Informazioni Casa Museo Luigi Pirandello:

Contrada Caos Villaseta,  Agrigento

Orari ingresso: Tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00.

Chiusura il lunedì feriale. Spesso chiude la domenica

Biglietto singolo intero: 4,00 €  ridotto: 2,00 €

Visita alla tomba dello scrittore dalle 9.00 ad un’ora prima del tramonto

Tel : 0922511826  / e-mail: polomuseale.ag.uo3@regione.sicilia.it

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